AfD e la donazione milionaria: il caso arriva in tribunale
AfD ha avviato un procedimento legale contro l’amministrazione federale tedesca, nel tentativo di recuperare una donazione da circa 2,3 milioni di euro ricevuta durante l’ultima campagna elettorale e trattenuta dalle autorità nazionali perché considerata illecita. Una portavoce del tribunale amministrativo berlinese ha confermato all’agenzia di stampa dpa la ricezione del ricorso già ad agosto. Il partito sostiene la liceità della donazione e ne rivendica la restituzione dall’amministrazione del Bundestag. L’udienza non ha ancora una data.
Una campagna elettorale in grande stile
La campagna elettorale di AfD, prima delle elezioni di inizio anno, non ha badato a spese: dai social ai manifesti per le strade di tutte le città tedesche, il partito non ha risparmiato contenuti aggressivi contro Unione, SPD e Verdi, ribadendo i propri cavalli di battaglia in materia di immigrazione, svolta energetica ed economia.
Una parte non piccola del finanziamento per questa operazione mediatica su larghissima scala arrivava dall’austriaco Gerhard Dingler. L’amministrazione del Bundestag – che per legge riceve e pubblica le comunicazioni in merito alle donazioni rilevanti ottenute dai partiti – ha registrato un importo di 2,35 milioni di euro.
Il sospetto sulla donazione ad AfD: potrebbe essere stata fatta da un prestanome
A far scattare il blocco dei fondi sono stati di dubbi emersi circa la loro effettiva provenienza. Il sospetto è che Dingler abbia solo fatto da tramite, ma che il denaro possa arrivare da un’altra fonte. In Austria sono partite le indagini. Risulta che Dingler avesse ricevuto un bonifico di importo superiore da Henning Conle, miliardario del settore immobiliare con doppia cittadinanza, svizzera e tedesca, residente a Zurigo e simpatizzante di AfD. Le donazioni ai partiti tramite prestanome, però, sono vietate in Germania.
La difesa di AfD e il deposito cautelativo
Per prudenza, AfD ha versato la somma alla cassa federale “in custodia”. Ma già allora aveva preannunciato possibili azioni giudiziarie. Dingler avrebbe garantito ripetutamente al partito che la donazione proveniva dal suo patrimonio personale, senza alcun mandato di terzi.
Il tesoriere di AfD Carsten Hütter, citato da Die Zeit in uno dei primi articoli usciti in merito sulla stampa tedesca, afferma che il partito non ha individuato elementi che potessero indicare una donazione fittizia. Gli obblighi di verifica sarebbero stati rispettati integralmente e per questo AfD chiederebbe la restituzione integrale della donazione.




