Germania autorizza nuove forniture militari a Israele dopo il blocco parziale
Il Ministero tedesco dell’economia e dell’energia ha autorizzato nuove esportazioni di armi verso Israele, diversi mesi dopo il blocco parziale sulle forniture militari imposto ad agosto. Questo è quanto emerge dalla risposta a un’interrogazione parlamentare promossa dal partito Die Linke, il cui risultato è stato poi rilanciato dall’agenzia Deutsche Presse-Agentur. Le autorizzazioni riguardano un periodo di dieci giorni.
Tra il 13 e il 22 settembre, il ministero ha approvato forniture per un valore di 2,46 milioni di euro. Si tratta di armamenti che non rientrerebbero nella categoria delle armi da guerra, che sono oggetto del blocco proprio in ragione del rischio che possano essere utilizzate contro la popolazione civile di gaza. Il governo federale include nella definizione di “altri armamenti”, ovvero dei materiali che invece possono essere esportati in Israele, esplosivi, prodotti preliminari, tecnologia radar e sistemi radio.
La decisione di Merz e le cinque settimane di stop
L’8 agosto il Cancelliere Friedrich Merz (CDU) aveva ordinato la sospensione delle autorizzazioni per armamenti utilizzabili nella guerra di Gaza. La decisione rispondeva alle operazioni delle forze armate israeliane nella Striscia e segnava un cambiamento nella politica tedesca verso Israele. Dal primo gennaio all’8 agosto 2025, la Germania aveva autorizzato esportazioni verso Israele per oltre 250 milioni di euro.
Fino a quel momento, il governo federale aveva intensificato progressivamente le critiche verso l’amministrazione di Benjamin Netanyahu senza adottare sanzioni concrete.
Nelle cinque settimane successive, dal 8 agosto al 12 settembre, non è stata concessa alcuna autorizzazione all’esportazione. Lo conferma una precedente risposta governativa a un’interrogazione di Die Linke. Le autorizzazioni sono ricomparse tra il 13 e il 22 settembre.
Le reazioni israeliane e la posizione di Netanyahu
Il premier israeliano aveva contestato il blocco tedesco. Netanyahu aveva accusato la Germania di premiare il terrorismo di Hamas con questa decisione. Il suo ufficio aveva comunicato che il premier aveva espresso delusione durante un colloquio con Merz.
Il provvedimento tedesco aveva causato malcontento in Israele nel mese di agosto e anche contrasti all’interno dell’Unione. Le relazioni bilaterali tra Berlino e Tel Aviv avevano registrato tensioni.
Die Linke: “Il governo inganna l’opinione pubblica”
Lea Reisner, deputata di Die Linke ed esperta di difesa, ha criticato le nuove autorizzazioni. “Il governo sta ingannando l’opinione pubblica con un presunto blocco delle forniture militari a Israele, mentre continua ad autorizzare la vendita di armi per milioni di euro”, ha dichiarato. Reisner ha definito il blocco “pura farsa” che può essere revocata in qualsiasi momento.
La risposta del ministero fornisce dati numerici precisi ma non specifica la natura dei materiali autorizzati.




