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Elezioni regionali in Germania: arriverà il primo ministro presidente di AfD?

In Germania, le elezioni non finiscono mai. Il governo federale è in carica appena dall’inizio dell’anno, ma i leader dei principali partiti sono già nuovamente in campagna elettorale, perché nel 2026 si terranno le elezioni per ben cinque parlamenti regionali, in una stagione che potrebbe ridefinire gli equilibri politici del Paese. Prima ancora, il 14 settembre, si voterà per il parlamento del Nord Reno-Westfalia

Specifichiamo che, in questo caso, usiamo il termine “regionali” per comodità, ricordando però che stiamo parlando non di regioni nel senso in cui si intendono le omonime suddivisioni amministrative in Italia, ma di Länder, ovvero di quegli Stati, che compongono la Repubblica Federale di Germania.

L’elemento più distintivo e, per molti, preoccupante di questa tornata di elezioni è il profilarsi di una possibilità inedita: dalle urne potrebbe emergere il primo Ministro Presidente di AfD. I sondaggi suggeriscono scenari in continuo movimento. L’SPD e i Verdi devono fare i conti con una flessione nei consensi, mentre AfD registra un’ascesa significativa in tutti i territori interessati dal voto.

Winfried Kretschmann
Winfried Kretschmann Foto: Steffen Prößdorf, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Baden-Württemberg: la fine dell’era Kretschmann

L’8 marzo 2026 segnerà l’apertura delle danze elettorali regionali. Il Baden-Württemberg saluta definitivamente Winfried Kretschmann dopo quindici anni di governo a guida dei Verdi. A 77 anni, il veterano della politica tedesca non si ricandiderà, lasciando spazio a una competizione aperta per la successione. Due nomi dominano la corsa: Cem Özdemir per i Verdi e Manuel Hagel per la CDU. Özdemir, ex ministro dell’Agricoltura del governo Scholz, ha 59 anni e porta con sé esperienza e riconoscibilità nazionale. Hagel, 38 anni, rappresenta invece il volto del rinnovamento democristiano a livello locale.

Cem Özdemir (Verdi) Bündnis 90/Die Grünen Bundestagsfraktion, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Cosa dicono i sondaggi sulle prossime elezioni regionali in Germania

Gli ultimi sondaggi di Infratest Dimap dipingono un quadro radicalmente diverso rispetto al 2021. La CDU balza in testa con il 31%, guadagnando quasi sette punti percentuali. I Verdi scivolano dal 32,6% al 20% – un crollo che mette in discussione la loro egemonia nel parlamento locale. AfD triplica i consensi passando dal 9,7% al 19%, un un’ascesa che ridisegna completamente le dinamiche di coalizione. Per la prima volta, infine, anche Die Linke potrebbe entrare nel parlamento di Stoccarda con il 7% stimato di preferenze.

Özdemir può contare su un vantaggio personale significativo: nelle preferenze dirette raggiunge il 39%, contro il 18% di Hagel.

Renania-Palatinato: duello tra debuttanti

Due settimane dopo il Baden-Württemberg, il 22 marzo sarà la volta della Renania-Palatinato. Alexander Schweitzer guida l’unica coalizione “a semaforo” rimasta in Germania (con questo termine si indica una coalizione composta dai tre partiti che hanno i colori delle luci del semaforo, ovvero il rosso dell’SPD, il giallo dell’FDP e il verde dei Verdi. Questa era la composizione del governo guidato da Olaf Scholz a livello federale), ma i sondaggi non sorridono all’SPD. Schweitzer, 51 anni e ministro presidente da poco più di un anno, affronta la sua prima prova elettorale come capolista. Dall’altra parte Gordon Schnieder, 50 anni, cerca di riportare la CDU al governo dopo decenni di opposizione e potrebbe riuscirci. Al momento, infatti, la CDU si attesta al 30%, mentre l’SPD è sceso al 23% dal 35,7% del 2021. Il crollo socialdemocratico mette a rischio trent’anni di egemonia nel Land. L’FDP è precipitato al 3%, seguendo la parabola discendente dei liberali a livello nazionale, rendendo impraticabile la continuazione della coalizione attuale.

Anche qui, AfD ha raddoppiato le preferenze nei sondaggi, passando dall’8,3% al 17%. Die Linke e i Liberi Elettori (Freie Wähler) sfiorano la soglia di sbarramento, complicando ulteriormente i calcoli di coalizione. Schweitzer può però giocare la carta del consenso personale: nelle preferenze dirette distacca nettamente Schnieder (40% contro 17%). L’SPD punta tutto su una campagna incentrata sulla leadership.

Sassonia-Anhalt: AfD potrebbe arrivare al potere

Il voto della Sassonia-Anhalt rappresenta il banco di prova più delicato dell’anno elettorale. Qui, AfD potrebbe davvero conquistare la maggioranza relativa o addirittura assoluta, aprendo scenari inediti nella politica tedesca post-bellica. Ulrich Siegmund, 34 anni e co-capogruppo di AfD nel Landtag, beneficia della crescita del partito a livello nazionale e di radici profonde sul territorio. Riconosciuto come oratore efficace, rappresenta il volto nuovo di un partito in crescita costante.

I sondaggi Insa di giugno mostrano un testa a testa serrato: CDU al 34%, AfD al 30%. Un divario che potrebbe facilmente ribaltarsi nei mesi precedenti il voto. Nel caso limite di un 40% di AfD, il partito potrebbe governare da solo – scenario che creerebbe un precedente completamente inedito epr il sistema politico nazionale.

Reiner Haseloff. Foto: Olaf Kosinsky, CC BY-SA 3.0 DE, via Wikimedia Commons

Reiner Haseloff, ministro presidente uscente della CDU, deve inventarsi alleanze creative per rimanere al potere. Una coalizione CDU-SPD-Linke resta teoricamente possibile, ma la CDU esclude categoricamente accordi con Die Linke.

Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore: le sfide dell’est

Il 20 settembre vedrà contemporaneamente al voto Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Due contesti diversi, stesse incognite legate all’avanzata dell’estrema destra.

Kai Wegner (CDU) cerca la conferma, ma deve vedersela con Steffen Krach (SPD) e Werner Graf (Verdi). La sinistra non ha ancora designato il proprio candidato, complicando i pronostici. La CDU mantiene il 25% nei sondaggi, ma Die Linke risale al 19%. Una coalizione rosso-rosso-verde non è da escludere, anche se le maggioranze matematiche non sempre coincidono con quelle politiche.

In Meclemburgo-Pomerania Anteriore, invece, Manuela Schwesig (SPD) governa dal 2017 in alleanza con Die Linke. AfD la minaccia da destra con un 29% previsto di preferenze – quasi il doppio rispetto al 2021.

Manuela Schwesig (SPD), presidente del comitato e ministra-presidentessa del Meclemburgo-Pomerania anteriore. Foto: Bobo11, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

L’SPD crolla dal 39,6% al 21%, mentre la CDU risale al 17%. Una grande coalizione SPD-CDU rappresenterebbe l’ancora di salvezza per evitare l’avanzata dell’estrema destra.

Le riforme che non arrivano

Nel mezzo di questa frammentazione elettorale, emergono proposte di riforma del sistema. Omid Nouripour (Verdi) suggerisce di concentrare tutte le elezioni regionali in un’unica data, estendendo il mandato del Bundestag a cinque anni. L’idea mira a ridurre l'”affanno” della politica tedesca, dove il tempo massimo tra due campagne è di sei mesi. Gli ostacoli sono però enormi: servirebbe l’accordo di tutti i Länder e una modifica costituzionale.

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