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Reddito di cittadinanza: Bas annuncia blocco e sanzioni più severe

Secondo quanto annunciato dalla ministra tedesca del lavoro Bärbel Bas (SPD), i beneficiari del reddito di cittadinanza dovranno affrontare un nuovo blocco nel 2026. Il blocco, secondo quanto confermato da un portavoce del ministero all’agenzia di stampa dpa, sarà approvato il 10 settembre. Bas ha anche annunciato sanzioni più severe per chi non mostrerà sufficiente impegno nella ricerca di un lavoro.

Reddito di cittadinanza: blocco confermato per il 2026

Nel 2023 e nel 2024, le aliquote standard del reddito erano state incrementate per contrastare l’inflazione. Nel 2025 è stato applicato un blocco, che a quanto pare verrà riproposto anche nel corso del prossimo anno.

Le prestazioni standard resteranno quindi di 563 euro mensili per i single. Per i figli, l’importo continuerà a variare da 357 a 471 euro, in base all’età.

Annunciate sanzioni più severe

Oltre al blocco, la ministra ha annunciato sanzioni più severe per chi percepisce il reddito di cittadinanza e non si presenza agli appuntamenti senza un motivo valido.

“La linea è chiara: aiutiamo le persone a entrare nel mondo del lavoro, ma è necessaria la partecipazione. Diversamente sarebbe ingiusto verso chi ogni giorno si alza per andare a lavorare”, ha dichiarato la politica socialdemocratica alla Bild.

Il cancelliere Merz: “Non si può andare avanti così”

Intanto, il cancelliere Friedrich Merz (CDU) ha rinnovato l’annuncio di riforme significative alla previdenza sociale. Durante il congresso del suo partito a Bonn, ha affermato che il Paese “non può più permettersi l’attuale sistema” e che da anni “si vive al di sopra delle proprie possibilità”.

Nell’ambito di questo discorso, Merz ha menzionato direttamente il reddito di cittadinanza, ribadendo che non può restare così com’è. Ha sottolineato invece la necessità di garantire un futuro solido alle giovani generazioni, offrendo loro opportunità di un lavoro sicuro. Ha infine dichiarato di essere determinato a proseguire nel percorso di riforme, anche di fronte a critiche e resistenze politiche.

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