Agevolazioni per le start-up in Germania: il piano di Klingbeil per ridurre la burocrazia
Il governo tedesco ha presentato una bozza di legge che intende agevolare l’avvio delle attività per le giovani imprese. Nelle ultime settimane, il Ministero delle Finanze, guidato da Lars Klingbeil (SPD) ha messo nero su bianco un pacchetto che mira in particolare a facilitare l’accesso ai finanziamenti e alleggerire una burocrazia che da anni pesa sulle start-up e sulle realtà in rapida crescita in Germania e che, da alcuni, è ritenuta responsabile del fatto che Berlino non si sia mai trasformata nella “Silicon Valley d’Europa”, come si sperava una decina d’anni fa, nell’ultima fase dell’era Merkel. Il documento, ora inviato agli altri dipartimenti per l’approvazione, porta con sé un obiettivo centrale: rendere il capitale di rischio più facilmente disponibile e ridurre gli oneri procedurali nel settore dei mercati finanziari.
Maggiore capitale di rischio per le start-up in Germania
Al centro della proposta compare un concetto chiave: migliorare le opzioni di finanziamento per le imprese innovative. Il testo prevede che i fondi di investimento possano destinare le risorse con maggiore flessibilità verso il venture capital, in particolare a favore di start-up tecnologiche o per investire in infrastrutture ed energie rinnovabili. Non è un dettaglio da poco, considerando che in Germania, come lamenta da tempo l’associazione delle startup, il deficit di finanziamenti supera i 30 miliardi di euro l’anno.
Riduzione della burocrazia nel settore dei mercati finanziari
Oltre agli investimenti, la legge sulla promozione della localizzazione si occupa di tagliare una serie di obblighi amministrativi. Viene prevista in modo esplicito la soppressione del sistema nazionale di segnalazione dei grandi crediti e l’abolizione del registro dei dipendenti e dei reclami. Finora qualsiasi prestito superiore al milione di euro doveva essere comunicato alla Bundesbank: un meccanismo pensato per protezione e trasparenza, certo, ma che negli anni, secondo gli imprenditori, ha rallentato i processi decisionali e moltiplicato gli step burocratici necessari per le imprese e per la stessa Autorità federale di vigilanza finanziaria (Bafin). Anche il registro dei dipendenti e dei reclami, che aiuta l’autorità di vigilanza finanziaria a individuare tempestivamente i consulenti finanziari problematici e a rafforzare la protezione dei consumatori in Germania, dovrebbe essere abolito per le start-up.
Il Ministero si aspetta un impatto positivo
Secondo le stime del Ministero delle Finanze, gli sgravi economici per le aziende ammonterebbero a oltre 74,3 milioni di euro ogni anno. Anche l’amministrazione pubblica, sempre secondo le stime del Ministero, trarrebbe beneficio da questa semplificazione, con un risparmio superiore ai 14 milioni. Sono cifre che possono apparire piccole in confronto ai 65 miliardi stimati dall’Istituto di ricerca economica Ifo come costo totale della burocrazia nel Paese, ma nel complesso rappresentano una direzione di marcia precisa: creare un ambiente favorevole all’imprenditorialità.
Una legge al secondo tentativo
La proposta fa parte di un programma di emergenza pubblicato dal governo alla fine di maggio e dovrebbe finire ufficialmente nell’agenda del consiglio dei ministri del 10 settembre. In passato, un’iniziativa simile era stata portata avanti dall’allora ministro Jörg Kukies, subentrato a Christian Lindner (FDP), ma non era mai arrivata in porto a causa della crisi della coalizione del governo Scholz. L’intento, oggi, è recuperare quel lavoro e spingerlo oltre.




