Taxi e ride hailing a Berlino: la battaglia per le tariffe minime
Il settore della mobilità urbana, a Berlino come altrove, è in perenne tensione: i taxi tradizionali, che sono in servizio da anni e hanno dovuto acquistare le licenze a caro prezzo, lamentano la concorrenza di servizi come Uber e Bolt, che possono offrire tariffe più basse anche a fronte di un accesso al mercato molto più semplice. Le cosiddette piattaforme di ride hailing sono spesso la prima opzione considerata da chi ha bisogno di spostarsi, ma in più occasioni sono state al centro di polemiche sia per l’effetto che hanno sul mercato, sia per gli standard di servizio, che le aziende e cooperative di taxi accusano di non essere sempre adeguati. Per livellare la concorrenza in città, il Senato di Berlino sta considerando ora l’introduzione di tariffe minime per tutti i servizi di taxi e raid hailing. I tassisti, ovviamente, sono a favore di questa ipotesi e si apprestano a manifestare il 2 luglio nella capitale tedesca, per chiedere regole più stringenti per la concorrenza digitale.
Come funziona il mercato del ride hailing
Il sistema del ride hailing ha rivoluzionato il concetto di mobilità urbana attraverso un processo apparentemente semplice ma tecnologicamente sofisticato. Gli utenti utilizzano le app per richiedere trasporti da un punto A a un punto B, conoscendo in anticipo il prezzo del viaggio, mentre i gestori delle piattaforme fungono da intermediari tra domanda e offerta, collegando i passeggeri con le aziende partner dotate di autisti professionali e non.
Questi veicoli, classificati legalmente come auto a noleggio, operano generalmente con tariffe inferiori rispetto a quelle stabilite per i taxi tradizionali. Il modello economico si basa su commissioni applicate dai gestori delle app per il servizio di intermediazione, creando un ecosistema digitale che ha modificato profondamente le dinamiche competitive del settore.
Le principali piattaforme operanti sul mercato berlinese, tra cui Bolt e Uber, hanno sviluppato strategie commerciali basate sulla flessibilità tariffaria e sull’efficienza tecnologica, elementi che hanno contribuito alla loro rapida diffusione tra gli utenti. L’anno scorso, Bolt ha anche iniziato una collaborazione con i taxi berlinesi tradizionali, che ora possono essere prenotati tramite la app.
La proposta per le tariffe minime per i taxi a Berlino
L’amministrazione guidata dal senatore dei trasporti Ute Bonde (CDU) sta valutando l’introduzione di prezzi minimi per le compagnie di autonoleggio operanti attraverso le piattaforme digitali. Questa misura mira a equilibrare la concorrenza tra i taxi, soggetti a tariffe stabilite a livello comunale, e le società di autonoleggio, che godono di maggiore libertà nella determinazione dei prezzi.
Dal 2021, la legislazione federale sul trasporto di persone consente ai comuni di implementare sistemi di prezzi minimi. Attualmente, soltanto Lipsia e Lörrach hanno adottato strumenti simili per regolamentare le società di autonoleggio, mentre Berlino mantiene un approccio cauto.
L’introduzione di tariffe minime comporterebbe probabilmente un incremento dei costi per i clienti durante le ore di minor traffico, quando attualmente i prezzi dei taxi tendono a diminuire in base alle dinamiche di domanda e offerta. Questa prospettiva genera preoccupazione tra gli operatori delle piattaforme digitali, che vedono nell’intervento regolamentare una limitazione della propria competitività.
Le posizioni contrapposte: tassisti contro piattaforme digitali
Il settore tradizionale dei taxi denuncia pratiche di corsa al ribasso dei prezzi da parte delle piattaforme digitali e insufficienti controlli sulle compagnie di autonoleggio che operano in violazione delle normative vigenti.
Christoph Hahn, nuovo amministratore delegato della divisione ride hailing di Bolt Germania, ha espresso perplessità riguardo alla protesta in alcune recenti interviste, sostenendo che “il settore dei taxi non migliorerà con le tariffe minime”. Questa posizione trova supporto in uno studio commissionato da Uber, mentre una perizia finanziata dalla lobby dei taxi giunge a conclusioni opposte, proponendo una combinazione di prezzi minimi per le auto a noleggio e fasce tariffarie per i taxi.
Il dibattito si arricchisce di elementi tecnici e normativi complessi. Le compagnie di autonoleggio sono soggette all’obbligo di ritorno alla sede operativa dopo ogni corsa, salvo nuove prenotazioni immediate. Bolt sostiene di rispettare questa normativa grazie all’elevata domanda che caratterizza il mercato berlinese, dove i veicoli della piattaforma registrano un tasso di utilizzo dell’85%, rimanendo fermi mediamente otto minuti per ora.
I tassisti chiedono più controlli per i servizi digitali
L’Ufficio statale per gli affari civili e l’ordine pubblico ha reagito alle pressioni del settore taxi adottando un approccio più restrittivo nell’esame delle richieste di licenze per auto a noleggio. Le domande vengono valutate con maggiore rigore e spesso respinte, mentre i controlli operativi sono stati intensificati rispetto al passato. Un confronto di dati condotto un anno fa tra intermediari e autorità ha rivelato la presenza di quasi 1.700 auto a noleggio illegali prenotabili tramite app a Berlino. Successivamente, il numero di immatricolazioni è diminuito a 2.200 unità totali.
Gli operatori del settore hanno reagito a questa stretta normativa trasferendo le proprie sedi operative nella periferia berlinese, inviando veicoli dal circondario verso il centro città. Questa strategia suscita sospetti nel settore taxi riguardo a possibili violazioni dell’obbligo di ritorno, alimentando ulteriormente le tensioni competitive.
Nel frattempo, il Senato non ha ancora preso una decisione definitiva sulle tariffe minime.



