Germania: l’SPD approva la preparazione per la messa al bando di AfD, ma l’Unione resta scettica
Il congresso federale dell’SPD ha approvato una mozione che richiede preparativi immediati per una procedura di messa al bando di AfD. La decisione, presa a Berlino con ampia maggioranza durante il congresso di tre giorni, rappresenta una delle risoluzioni più significative dell’evento, ma incontra resistenze all’interno della coalizione di governo.
La mozione stabilisce che il Bundestag, il Bundesrat o il governo federale dovrebbero creare immediatamente i presupposti necessari per dichiarare l’incostituzionalità del partito di ultradestra. Questa iniziativa si basa sulla classificazione di AfD come movimento estremista da parte dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione che, per almeno una parte dell’SPD, è considerata sufficiente a chiedere l’estromissione del partito dalla vita politica in Germania.
La posizione dell’SPD sulla procedura di divieto: escludere AfD dal parlamento è un “dovere storico”
Secondo la mozione approvata dall’SPD, non è possibile mantenere una concorrenza politica equa con un partito che “abusa delle regole democratiche per combattere la democrazia dall’interno”. I socialdemocratici sostengono che qualsiasi tentativo di coinvolgere AfD nel dibattito democratico sia destinato al fallimento.
Il leader del partito nonché vicecancelliere Lars Klingbeil ha dichiarato che nel momento in cui l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione classifica un partito come estremista di destra, “non ci possono più essere tattiche, non ci possono più essere discussioni”. Per Klingbeil, la lotta contro l’estremismo di destra rappresenta un “compito storico” fondamentale per garantire che nessun estremista sieda nel Bundestag.

Il vicecancelliere ha sottolineato come l’esperienza storica della Germania abbia fornito al paese una Costituzione dotata degli strumenti necessari per affrontare questa situazione.
La classificazione come partito di estrema destra
Il 2 maggio, dopo diversi anni di indagini approfondite, l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione ha annunciato ufficialmente che AfD deve essere considerata una formazione politica sicuramente e indubitabilmente di estrema destra. Questa determinazione si basa su una perizia dettagliata di oltre 1100 pagine che documenta le attività e le posizioni del partito.
La classificazione fornisce una base giuridica solida per eventuali procedimenti legali, anche se attualmente rimane sospesa a causa dell’azione legale intrapresa dad AfD contro tale determinazione. La decisione finale spetterà ai tribunali competenti.
Il ministro dell’Interno della Turingia, Georg Maier, ha espresso fiducia nelle possibilità di successo di una procedura di messa al bando. Maier fa riferimento non solo al rapporto dell’Ufficio federale, ma anche alle documentazioni raccolte dalle autorità regionali, considerando “già schiaccianti” le prove disponibili. Particolare attenzione viene rivolta al ruolo di Björn Höcke, identificato come “motore trainante per quanto riguarda temi e contenuti di AfD” e presidente del gruppo parlamentare regionale del partito in Turingia.

Le divisioni all’interno della coalizione di governo
All’interno della coalizione governativa non esiste consenso sulla strategia da adottare nei confronti di AfD. L’Unione (CDU/CSU) rifiuta prevalentemente l’opzione del divieto, preferendo combattere il partito di estrema destra sul piano strettamente politico attraverso il confronto democratico.
Questa posizione risulta particolarmente marcata nella Germania orientale, dove AfD registra percentuali elettorali significativamente più elevate. Sia settori della CDU che dell’SPD temono che una procedura di divieto possa paradossalmente rafforzare ulteriormente il partito, oltre al fatto che l’esito del procedimento davanti alla Corte costituzionale federale rimane incerto.
Il ministro degli Interni Alexander Dobrindt (CSU) ha chiarito che le decisioni del congresso SPD “non costituiscono ancora un mandato per il ministro degli Interni”. Dobrindt mantiene una posizione cauta, temendo che una procedura di messa al bando possa andare a vantaggio di AfD stesso. Anche il cancelliere federale Friedrich Merz (CDU) esprime scetticismo riguardo a questa misura, preferendo approcci alternativi per contrastare l’influenza del partito di estrema destra.
Nonostante la posizione ufficiale dell’Unione, l’ala sociale della CDU ha accolto favorevolmente la decisione dell’SPD. Dennis Radtke, presidente dell’Associazione dei lavoratori cristiano-democratici tedeschi (CDA), ha definito l’iniziativa “la mossa giusta”, sostenendo che AfD deve essere combattuta “con tutti i mezzi dello Stato di diritto”. Radtke ha tuttavia sottolineato che il centro politico deve parallelamente “risolvere i problemi e dare risposte alla crisi di fiducia”, considerando che solo un terzo dei tedeschi mantiene ancora fiducia nelle istituzioni statali.
I Verdi hanno richiesto misure immediate e concrete, inclusa la convocazione di una conferenza straordinaria dei ministri dell’Interno. La capogruppo parlamentare Irene Mihalic e il vicecapogruppo Konstantin von Notz hanno criticato la lentezza nell’azione, sostenendo che “si è già perso molto tempo” e che i ministri dell’Interno dell’SPD devono agire immediatamente.
La decisione del partito prevede la costituzione di un gruppo di lavoro trasversale che dovrà raccogliere materiale per dimostrare l’incostituzionalità di AfD. A metà giugno, i ministri dell’Interno federali e statali hanno già deciso di istituire un gruppo di lavoro che valuterà l’impatto della classificazione su servizio pubblico, possesso di armi e controlli di sicurezza, qualora il tribunale amministrativo di Colonia confermasse la decisione dell’Ufficio federale.




