AperturaPoliticaPolitica Tedesca

Made for Germany: una nuova alleanza tra politica tedesca e industria

Il governo Merz, fin da quando si è insediato, si è trovato a scontrarsi soprattutto con temi legati alla politica estera e all’immigrazione, ma quello di cui il nuovo Cancelliere vorrebbe parlare, più di tutto, è l’economia. Lunedì, alla Cancelleria federale, si è tenuto un incontro che dovrebbe dare forma al nuovo corso politico del governo tedesco, specialmente per quanto riguarda i rapporti con l’imprenditoria. Sessantuno aziende — tra giganti industriali, gruppi finanziari e investitori internazionali — hanno dato vita all’iniziativa Made for Germany, un’alleanza che si propone di investire nel Paese, a certe condizioni.

Dietro questa mossa, il desiderio di rilanciare l’immagine della Germania come una piattaforma ancora solida e attraente per investimenti strutturali, tecnologici e industriali. Insomma, la famosa competitività sulla quale Merz insiste fin dalla campagna elettorale.

Un impegno da centinaia di miliardi

Secondo il comunicato ufficiale diffuso all’alba dell’incontro con il Cancelliere Friedrich Merz (CDU), i membri dell’alleanza hanno dichiarato di prevedere investimenti per un totale di 631 miliardi di euro nei prossimi tre anni. La somma comprende progetti già in fase di programmazione, spese in ricerca e sviluppo, ma anche nuovi capitali destinati a stabilimenti, innovazione e infrastrutture.

Certo, non tutti questi miliardi sono “denaro fresco”, nel senso che molti fanno riferimento a progetti che erano stati avviati negli anni precedenti e sul cui indotto economico si poteva già contare. Ma — come sottolineato nel documento — una parte “significativa” rappresenta effettivamente nuovi investimenti. Christian Sewing (Deutsche Bank) e Roland Busch (Siemens), cofondatori dell’iniziativa, l’hanno detto chiaramente: serve “un segnale chiaro che qualcosa sta cambiando” e “il coraggio di attuare cambiamenti strutturali”.

Chi c’è dietro Made for Germany

Non è una lista da poco. All’incontro con Merz, il Vicecancelliere Lars Klingbeil (SPD) e la Ministra dell’Economia Katherina Reiche (CDU) hanno partecipato i vertici di 61 imprese, tra cui più di una dozzina quotate nel DAX. Da Deutsche Telekom a Volkswagen, da SAP a Allianz, da BASF a BlackRock, fino a nomi tech come NVIDIA e Isar Aerospace: si tratta di attori dal potere finanziario colossale, che possono avere un peso non indifferente anche in una delle maggiori economie mondiali.

Tra i promotori principali dell’iniziativa spiccano anche Mathias Döpfner (Axel Springer), Axel Geiser (FGS Global) e Carsten Spohr (Lufthansa).

Opinioni a confronto: speranze e scetticismi

L’economista Clemens Fuest (ifo) accoglie l’iniziativa con favore, pur ricordando che in Germania oggi si investe il 7% in meno rispetto al 2019. Il gap esiste, ed è pesante. Anche Monika Schnitzer, docente di ricerca economica comparata presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco, parla di un “segnale positivo”, sottolineando però quanto sia fondamentale il sostegno del governo, che deve garantire certezze, strumenti di pianificazione e una governance capace di accompagnare il cambiamento.

Non mancano le voci più caute. Jens Boysen-Hogrefe (IfW) osserva che molti degli impegni annunciati erano già in programma, e che resta da capire quale sia la reale quota di investimenti addizionali. C’è poi un altro aspetto, non secondario: buona parte delle imprese coinvolte spera in nuovi appalti pubblici, resi possibili dalle recenti aperture al credito.

salario
Friedrich Merz (leader della CDU) e Lars Klingbeil (co-leader dell’SPD), alla conferenza stampa in cui presentano l’accordo di coalizione. 09 aprile 2025. Photo credits: EPA-EFE/CHRISTOPH SOEDER

Un test cruciale per la Germania industriale

È difficile ignorare l’eco politica ed economica di Made for Germany. Non solo per l’ammontare annunciato — comunque imponente — ma per il tempismo e la portata simbolica. In un’Europa scossa da incertezze sulle fonti energetiche, guerre commerciali e transizioni ecologiche che non decollano e forse non decolleranno in tempo, la Germania prova a rilanciarsi partendo dalla fiducia dei colossi del capitale internazionale.

Le 61 aziende che aderiscono a Made for Germany

L’iniziativa conta sull’adesione di grandi gruppi tedeschi e internazionali, attivi in settori chiave come energia, finanza, tecnologia, automotive, media e industria farmaceutica. Ecco l’elenco completo delle imprese coinvolte, con i relativi rappresentanti:

  • 50Hertz Transmission – Stefan Kapferer, CEO
  • Advent International – Ranjan Sen, Managing Partner
  • Airbus – René Obermann, Presidente del Consiglio di Sorveglianza
  • Allianz – Oliver Bäte, CEO
  • Amprion – Christoph Müller, CEO
  • Apollo Global Management – Gernot Lohr, Partner, Co-Chair Global FIG
  • Axel Springer – Mathias Döpfner, CEO
  • BASF – Markus Kamieth, CEO
  • Bayer – Bill Anderson, CEO
  • Beiersdorf – Vincent Warnery, CEO
  • BlackRock – Dirk Schmitz, Country Head Germania, Austria, Europa orientale
  • Blackstone – Stephen Schwarzman, CEO; Jürgen Pinker, Senior Managing Director
  • BMW – Oliver Zipse, CEO
  • Boehringer Ingelheim – Shashank Deshpande, Presidente
  • Bosch – Stefan Hartung, CEO
  • Commerzbank – Bettina Orlopp, CEO
  • Covestro – Markus Steilemann, CEO
  • CVC – Daniel Pindur, Managing Partner
  • Daimler Truck – Karin Rådström, CEO
  • Deichmann – Heinrich Deichmann, CEO
  • Deutsche Bank – Christian Sewing, CEO
  • Deutsche Börse – Stephan Leithner, CEO
  • Deutsche Lufthansa – Carsten Spohr, CEO
  • Deutsche Post DHL – Tobias Meyer, CEO
  • Deutsche Telekom – Timotheus Höttges, CEO
  • Diehl – Markus Diehl, Presidente del Consiglio di Sorveglianza
  • Eon – Leonhard Birnbaum, CEO
  • Enpal – Mario Kohle, Fondatore e CEO
  • EQT Partners – Matthias Wittkowski, Partner, Head of DACH Private Capital
  • FGS Global – Alexander Geiser, CEO
  • Flix – André Schwämmlein, Co-Fondatore e CEO
  • Goldbeck – Jan-Hendrik Goldbeck, Co-CEO
  • Heidelberg Materials – Dominik von Achten, CEO
  • Henkel – Carsten Knobel, CEO
  • Herrenknecht – Martin-Devid Herrenknecht, Fondatore e CEO
  • Infineon – Jochen Hanebeck, CEO
  • Isar Aerospace – Daniel Metzler, Co-Fondatore e CEO
  • KfW – Stefan Wintels, CEO
  • KKR – Henry Kravis, Co-Fondatore e Co-Executive Chairman; Philipp Freise, Partner
  • Lanxess – Matthias Zachert, CEO
  • Marvel Fusion – Moritz von der Linden, CEO
  • Mercedes-Benz – Ola Källenius, CEO
  • MTU Aero Engines – Lars Wagner, CEO
  • NVIDIA – Jensen Huang, Fondatore e CEO
  • Otto Group – Petra Scharner-Wolff, CEO
  • REWE Group – Lionel Souque, CEO
  • Rheinmetall – Armin Papperger, CEO
  • Roche – Thomas Schinecker, CEO
  • RWE – Markus Krebber, CEO
  • SAP – Christian Klein, CEO
  • Schaeffler – Klaus Rosenfeld, CEO
  • Siemens – Roland Busch, CEO
  • Siemens Energy – Christian Bruch, CEO
  • Siemens Healthineers – Bernd Montag, CEO
  • Stellantis – John Elkann, Presidente del Consiglio di Sorveglianza
  • Temasek – Uwe Krüger, Vice Chairman European Partnerships
  • Trumpf – Nicola Leibinger-Kammüller, CEO
  • United Internet – Ralph Dommermuth, CEO
  • Volkswagen Group; Porsche – Oliver Blume, CEO
  • Vonovia – Rolf Buch, CEO
  • Zalando – David Schröder, Co-CEO

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio