Arte e Cultura

“La luce dell’ombra”: il secondo libro di Giovanni Giannantonio

Con il suo secondo libro, “La luce dell’ombra“, Giovanni Giannantonio — conosciuto anche come Giantutto — presenta un’opera personale e avvincente, arricchita dal contributo di amici che, in alcuni capitoli, offrono anche il loro punto di vista, rendendo il racconto ancora più corale.

Dopo il successo di “Tutti i colori del buio”, che ripercorreva la durissima storia del suo incidente, Giannantonio torna con un libro che sottolinea l’importanza dell’onestà intellettuale e delle relazioni autentiche.

“La luce dell’ombra”: il ritorno di Giovanni Giannantonio

Classe 1979, infermiere a Roma dal 2002, l’autore si racconta con uno stile che abbatte ogni distanza con il lettore e lo travolge con la prorompente vitalità che appartiene alla sua persona, prima ancora che alla sua scrittura.

“La luce dell’ombra” tocca temi come l’amicizia, l’amore, la diversità, la discriminazione, la perdita, sempre esprimendo un’umanità genuina e un ottimismo irriducibile, anche nelle avversità. In ogni pagina, Giannantonio celebra la vita in tutte le sue forme, così come la capacità dello spirito umano di resistere e rigenerarsi di fronte alle avversità.

Sono un papavero rosso nato ai margini di un binario. Cresco ovunque nonostante tutto, nei campi abbandonati, sui bordi delle strade. Non mi si troverà in un giardino curato: io amo la vita e le sue erbacce, le storie complicate. Sono una mina vagante che esplode nei campi di grano

“Giantutto”: un vortice inarrestabile

Uno degli aspetti più caratteristici del libro è il fatto che descriva in modo molto vivido la grande capacità dell’autore di creare legami. Giantutto è infatti in grado di attirare chiunque e aggregare mondi e persone incredibilmente diverse, a volte accomunate solo dal fatto di avere un rapporto con lui.

In alcuni capitoli, sono i suoi stessi amici e conoscenti a raccontare il “loro” Giovanni: amico, collega, cliente, vicino di casa, ma per tutti vulcano in perenne eruzione, a volte difficile da gestire, ma impossibile da ignorare o dimenticare.

Diversità, fragilità e rinascita

Giannantonio parla anche di temi come l’accettazione della diversità, l’emarginazione, ma anche la gestione delle fragilità e il superamento delle dipendenze. Descrive inoltre i suoi dolori, in primis il distacco da un padre morto prematuramente eppure sempre presente, anche nell’assenza, ma anche la tenacia con cui riesce comunque a sentirsi felice di essere al mondo.

Nel libro troviamo le vacanze in Spagna, il volontariato, i dialoghi scherzosi con l’autista di ambulanze con cui salva vite, i viaggi, le feste, le avventure e soprattutto il suo trasformare ogni momento, anche una semplice seduta dal barbiere, in uno scambio significativo o in un momento divertente per l’interlocutore. Giantutto non cade mai nella disperazione. Ogni sua pagina è un inno alla vita.

Un libro che è anche un invito ad aprirsi con un amico

“La luce dell’ombra”, insomma, è un invito a bere una tisana o una birra, a fare una passeggiata, a ballare sulla spiaggia o a chiacchierare su un divano con un bicchiere di vino in mano. È un libro che parla a chi si sente fuori posto, a chi ha amato troppo, a chi ha perso qualcosa, a chi vuole raccontarsi a un amico, che magari poi racconterà cosa sta capitando a lui. Ed è soprattutto un racconto che invita a non avere paura di sentirsi diversi e a fiorire, come un papavero, anche dove sembrava impossibile.

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