Gassi al Museo Reale di Etnologia di Berlino: storia e memoria culturale
di Elena e Paolo Brasioli. Disegni di Paolo Brasioli
Oggi Gassi verso un parcheggio! Sì, bello, con tanti alberi e spazi comodi, e a cospetto del Martin Gropius Bau. Ma ovviamente non è questo il nostro obiettivo. Già, perché in questo sito, dal 1884 al 1961, sorgeva il Königliches Museum für Völkerkunde (il Museo Reale per l’Etnologia), come parte del più vasto Museo Reale, che in seguito costituirà i Musei statali di Berlino. Infatti, nel 1873, nell’allora appena nato Regno di Germania, fu presa l’importante decisione che le varie collezioni etnografiche, ospitate all’epoca nel Neues Museum, potessero essere costituite e godibili in un edificio separato e specificamente dedicato!
Il progetto del Museo Reale di Etnologia Berlino
E così fu costruito, tra il 1880 e il 1884, su progetto degli architetti Hermann Gustav Louis Ende (1830–1907) e Friedrich Wilhelm Böckmann (1832–1902). E poi, finalmente, nel dicembre del 1886 ebbe luogo, alla presenza del futuro imperatore Federico III, un’importante cerimonia di inaugurazione. Lo stile architettonico scelto fu un severo ed elegante neorinascimentale, e il bellissimo fronte curvo, all’angolo delle strade, era coronato da una michelangiolesca balaustra, con le cinque ampie finestre ad arco del piano nobile. Si presentava così fiero e possente, con le colonne di ordine dorico-tuscanico binate del portico e la invitante scalinata.
Tutto ciò fu dovuto principalmente al suo fondatore Adolf Bastian (1826–1905), che fu anche il primo professore di Etnologia all’Università di Berlino e che, pertanto, si considera il fondatore della scienza etnologica in Germania. Il suo obiettivo scientifico era scoprire l’allora sconosciuto mondo delle culture, oltretutto minacciate di estinzione, dei popoli non europei e lontani, e documentare tutte le testimonianze in modo più esaustivo possibile per la futura memoria. Con vaste e preziose collezioni provenienti da tutto il mondo, infatti, l’allora Museo Reale di Etnologia era davvero uno dei principali musei internazionali ed istituzioni uniche nel genere.
Nell’era dell’espansione del colonialismo, Bastian, ovviamente con l’aiuto dei mecenati berlinesi, realizzò un’ampia rete di relazioni instancabilmente dedicate alla gestione delle collezioni. Egli scrisse numerosi saggi scientifici, trattati e poi, ovviamente, prevalentemente viaggiò instancabilmente in tutto il mondo, spesso per diversi mesi e anni di seguito. Proprio nel suo ultimo grande viaggio morì, il 3 febbraio 1905, a Port of Spain, sull’isola di Trinidad. Il suo corpo fu portato a Berlino e riposa oggi in una tomba onoraria in pietra nera, a Berlino, presso il Südwestkirchhof Stahnsdorf, che è tra i cimiteri più grandi d’Europa!
La distruzione del museo e la sua memoria oggi
Ma l’edificio museale, come il vicino Gropius Bau e tantissimi altri a Berlino, fu oggetto dei bombardamenti e della battaglia finale della Seconda guerra mondiale. Nel 1957 si decise che le collezioni etnologiche venissero spostate nel nuovo complesso museale di Dahlem. Infatti, a causa degli ingenti danni e parziali crolli, fu deciso di demolirlo, e questo avvenne poco dopo, nel 1961. (Il disegno ritratto è infatti un… sognante ricordo).
Pertanto un luogo come questo parcheggio, che è stato precedentemente sede di un museo, non è mai solo quel che è oggi. Infatti, ogni volta che passiamo di qui, siamo stimolati a rivolgere un pensiero alla fondamentale importanza, senza tempo e senza spazio, della conoscenza delle culture del mondo. Fantastisch!
L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura
Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
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