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I bronzi di San Casciano dei Bagni: una straordinaria mostra archeologica alla James-Simon-Galerie di Berlino

L’Isola dei Musei di Berlino si prepara ad accogliere una delle più significative scoperte archeologiche degli ultimi decenni. Dal 5 luglio al 12 ottobre 2025, la James-Simon-Galerie ospiterà la mostra “Die Bronzen von San Casciano dei Bagni. Eine Sensation aus dem Schlamm” (Una sensazione dal fango. I bronzi di San Casciano), che presenta al pubblico internazionale un tesoro archeologico di valore inestimabile.

Questa mostra speciale rappresenta un evento culturale di portata eccezionale, poiché i reperti saranno esposti per la prima e probabilmente unica volta fuori dal territorio italiano. L’inaugurazione è prevista per venerdì 4 luglio 2025 e il percorso espositivo che attende i visitatori promette di ridefinire la comprensione del periodo di transizione tra la civiltà etrusca e quella romana.

Il ritrovamento dei Bronzi di San Casciano: un momento storico per l’archeologia mondiale

San Casciano
Scavo 2022: ritrovamento della statua di un giovane gravemente malato. © su concessione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo Foto: Emanuele Mariotti

La scoperta dei bronzi di San Casciano dei Bagni rappresenta un evento archeologico di eccezionale rilevanza scientifica, del quale si è parlato in tutto il mondo. Durante gli scavi condotti tra il 2022 e il 2024 in Toscana, presso un antico santuario termale, gli archeologi hanno riportato alla luce numerose statue e teste in bronzo in uno stato di conservazione straordinario.

Il contesto del ritrovamento presenta caratteristiche uniche nel panorama archeologico contemporaneo. Gli oggetti sono stati rinvenuti nel materiale fangoso che riempiva una vasca d’acqua situata accanto a una sorgente termale tuttora attiva, dove una semplice recinzione separa il sito archeologico dalle moderne strutture termali utilizzate quotidianamente dalla popolazione locale. Tutte queste circostanze ne fanno un caso pressoché unico nella storia recente dell’archeologia,  specialmente nel nostro Paese.

La scoperta assume particolare significato anche per la rarità intrinseca dei bronzi antichi, soprattutto perché questo tipo di ritrovamenti normalmente restituiscono pochi reperti parziali, ma mai un numero di artefatti così elevato.

Oltre alle statue di dimensioni maggiori, dal sito di San Casciano sono stati estratti anche decine di piccoli bronzi e migliaia di monete, dei quali verrà esposta una selezione tra i più significativi nella mostra berlinese. I reperti, datati tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C., offrono una finestra privilegiata su un periodo di fondamentale importanza storica.

Il santuario etrusco-romano: un ponte fra due civiltà

Busto ritratto in bronzo di una dama dell’inizio del I secolo
d.C. durante gli scavi © su concessione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo; Foto: Ludovico
Salerno

L’antica vasca si è rivelata il nucleo centrale di un santuario etrusco-romano, dove i fedeli si recavano per cercare guarigione dalle malattie e protezione divina per le proprie famiglie. Le statue e gli oggetti più piccoli costituivano offerte votive dei visitatori alle divinità venerate in questo luogo sacro.

Il sito offre un’opportunità di studio senza precedenti per comprendere il funzionamento di un santuario che deve essere stato attivo durante il periodo di transizione dalla cultura etrusca a quella romana: uno dei momenti di passaggio cruciali per comprendere in che modo le due civiltà abbiano interagito, prima che la potenza di Roma diventasse definitivamente preponderante in tutta la penisola italiana. Le questioni di ricerca spaziano dall’identificazione delle divinità venerate alle modalità di contatto tra la popolazione locale e le entità divine, dall’analisi degli strati sociali dei frequentatori del santuario alla durata dell’uso della lingua etrusca in territorio italiano.

Le iscrizioni e le pratiche votive


Le iscrizioni etrusche e romane presenti sulle offerte votive forniscono informazioni dettagliate sui donatori, sulle divinità e sulle circostanze che motivavano le offerte. Questa documentazione epigrafica consente di analizzare le differenze nelle pratiche votive rispetto ad altri santuari coevi e di dimostrare la continuità di certe richieste universalmente umane.

(S) Statua in bronzo di Apollo arciere, II secolo a.C. È uno degli dei invocati per la guarigione nel santuario. (D) Statua di Lucio Marcio Grabillo, un giovane gravemente malato, inizio del I secolo d.C. Entrambe © su concessione della Soprintendenza Archeologia,
Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo
Foto: F. Marsili


La pratica votiva rivela una tradizione di lunga durata che trova paralleli nelle moderne consacrazioni presenti nelle chiese cattoliche e ortodosse, seppur con materiali meno preziosi e su scala ridotta rispetto agli antichi bronzi. Da questo ritrovamento potranno prendere spunto, in futuro, approfondimenti delle più disparate discipline, impegnate nel delicato e importantissimo compito di ricostruire il mosaico dell’evoluzione della presenza umana sui nostri territori.

La mostra alla James-Simon-Galerie di Berlino

La mostra che inaugurerà a Berlino presenta per la prima volta al pubblico spettacolari reperti rinvenuti durante gli scavi dell’autunno 2024.

L’allestimento nella James-Simon-Galerie è arricchito da oggetti eccezionali provenienti dalla collezione di antichità berlinese e da artefatti moderni del Museo delle Culture Europee di Dahlem, che fanno da complemento ai reperti italiani, che sono prevalentemente prestiti della Soprintendenza Archeologica e delle Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo.

L’esposizione è accompagnata da un ampio programma educativo e divulgativo che include workshop specialistici e visite guidate tematiche. Il progetto prevede inoltre la pubblicazione di un volume scientifico in lingua tedesca e inglese, edito da Schnell & Steiner, che documenterà integralmente la scoperta e i suoi significati storici.

su concessione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo; Foto: F. Marsili

Informazioni sulla mostra

La mostra è accessibile al pubblico dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18, presso la James-Simon-Galerie situata in Bodestraße nell’Isola dei Musei di Berlino. L’iniziativa è resa possibile grazie al generoso sostegno del Kuratorium Preußischer Kulturbesitz, con ulteriore supporto fornito dalla Museum & Location Veranstaltungsgesellschaft mbH e dall’associazione “Freunde der Antike auf der Museumsinsel Berlin e.V.”

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