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Passeggiando tra Rinascimento e Modernità sul fiume Havel

Testo e disegno di Paolo Brasioli

Passeggiando sulla quieta riva Alte Fahrt del fiume Havel a Potsdam, accarezzati da un’aria mite e colma di profumi di fiori, risuonando nell’aria il flautino del concerto RV 443 di Antonio Vivaldi, si percepisce di stare in un luogo ed in un tempo vissuti altrove. E il motivo, caro al Rinascimento italiano, lega e giustifica tutto: il moderno come reinvenzione dell’antico. Qui il maestro architetto Franco Stella, in collaborazione con Michelangelo Zucchini e Killinger & Westermann Architekten, ha progettato nel 2012, in occasione di un Bieter Wettbewerb (concorso per investitori), la Stadtvilla an der Havel Ufer (la villa di città), proprio prospiciente la Stadthaus am Alten Markt (la casa di città) (vedi/rimanda all’articolo sulla Stadthaus am Alten Markt). Entrambi questi edifici sono stati realizzati poi tra il 2017 ed il 2019

Il dialogo tra presente e passato: la filosofia di progetto

La villa appare come un volume pressoché cubico di 10 metri e mezzo per lato, isolato ed inserito armoniosamente nell’ampia e soleggiata coorte verso il fiume. Le quattro facciate libere sono pressoché uguali a due a due e, precisamente, quelle laterali, disposte sulla linea di confine del lotto, sono senza aperture e finestre, mentre le altre sono coronate da un timpano. In essa trova spazio, disposta su tre piani, un’ampia ed elegante abitazione unifamiliare. L’edificio si trova alla quota della piazza cittadina e, conseguentemente, risulta sopraelevato di quasi tre metri rispetto alla riva del fiume. E così un muro di confine, una sorta di belvedere con pilastrini e pergolati ed una scalinata centrale, lo unisce alla passeggiata fluviale

La Stadtvilla an der Havel Ufer: proporzione e armonia

La facciata principale sullo Havel riformula sapientemente il tema figurativo, particolarmente ricorrente nella costruzione della casa di villa classica, caratterizzata, proprio a partire dal Rinascimento italiano, dall’inserimento del loggiato centrale quale suggestiva eredità dei templi classici, circoscritto fra le laterali torrette “solide” d’angolo, ereditate invece dalle case-castello medievali. E questo carattere compositivo diviene un evidente richiamo, mediante l’abile e amabile sensibilità e formazione veneta del maestro Franco Stella, all’esempio della vicentina Villa a Cricoli, dove Andrea Palladio (1508-1580) venne educato ed avviato alla carriera artistica dal poeta, drammaturgo vicentino Giangiorgio Trissino (1478-1540). E ovviamente sono evocati anche i caratteri del berlinese Schloss Tegel, progettato dal grande architetto prussiano Karl Friedrich Schinkel (1781-1841)

Un’opera architettonica, questa, come le altre del maestro Franco Stella, che, nella sua purezza quasi di oggetto metafisico, sa donarci, con la sua armoniosa composizione e proporzione, la nitida e determinata sensazione di trovarci di fronte ad un’opera magistrale.

L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura

Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
Per saperne di più:
quattro | architectura

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