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Quando Christo impacchettò il Reichstag

di Elena e Paolo Brasioli. Disegni di Paolo Brasioli

Pensiamo insieme un attimo al giugno del 1995. Siamo a cinquant’anni dalla fine del secondo conflitto mondiale e alla conseguente Conferenza di Potsdam, a sei anni dalla caduta del Muro di Berlino, a quasi cinque anni dalla riunificazione tedesca ed esattamente a quattro dalla proclamazione di Berlino quale nuova unica capitale. E l’enorme edificio, ancora sofferente e inerme, del Reichstag apparve davvero l’oggetto perfetto per una nuova scenografia a scala urbana, al centro ideale del condiviso palco europeo e universale!

Tutto ciò che fu era lì, ma doveva trovare ora una rinnovata giustificazione per poter rinascere in un nuovo ruolo fortemente rappresentativo ed operativo-amministrativo al contempo. La non lontana area di Potsdamer Platz, inoltre, era in quel momento un crescente cantiere in pieno energetico sviluppo. Tutto era pertanto coralmente pronto ma, forse, mancava il vero masterpiece. Non necessariamente doveva ricercarsi in un qualcosa di stabile e duraturo ma, invece, come nella tradizione dell’arte musicale e della rappresentazione teatrale, evidenziarsi in maniera trascendente, in modo che sapesse rimanere impressa ancor più fortemente nelle coscienze dei nascenti cittadini! A tutti quelli che allora, emozionati, la videro dal vero, e a chi, a distanza di tempo, la potrà esperire per sempre!

Ed ecco che il genio entrò in scena e, dopo anni di tentativi, di non sempre facili discussioni parlamentari e di svariati ostacoli burocratici, la coppia artistica Christo e Jeanne-Claude riuscì a trasformare, in modo sapientemente immediato, il simbolo istituzionale della Germania in una scultura temporanea di tessuto e corda a grandezza naturale.

Il Reichstag apparve così impacchettato come un regalo epocale, accarezzato e avvolto da una nuova argentea anima, protetto in un’immensa placenta ancestrale per aprirsi, da lì in poi e per sempre, a una nuova vita sospesa tra il popolo che anima il suolo e il cielo etereo di Berlino! (da qui la suggestione del disegno). Pochi anni dopo, la trasparente cupola in vetro di Sir Norman Foster (1935) suggellò e caratterizzò l’idea stessa della nuova Europa.

Alcune note sulla realizzazione del progetto di “impacchettamento” del Reichstag

Furono oltre 100 arrampicatori professionisti a scalare il vecchio Parlamento tedesco, allora in disuso, e a ricoprirlo di tessuto. Non c’erano gru né altri macchinari, soltanto una fascinosa e silenziosa danza umana. L’opera fu pagata interamente dalla coppia artistica, grazie ai fondi ricavati dalla vendita dei disegni e dei modelli. Wolfgang Volz (1948), il fotografo esclusivo, fu il project manager dell’opera. Si fecero esercitare i lavoratori addetti alla stesura e al fissaggio del telo su un castello di Hannover e si ricostruirono alcune parti dell’edificio per verificare e operare ulteriori prove specifiche.

Brevissima presentazione degli autori:

Christo e Jeanne-Claude” fu il progetto comune di una coppia di coniugi. Il bulgaro Christo Vladimirov Javacheff (1935-2020) e la nordafricana Jeanne-Claude Denat de Guillebon (1935-2009) furono fra i maggiori rappresentanti della “land art” e realizzatori di opere su grande scala. L’idea di impacchettare edifici pubblici risaliva già agli anni ’60, quando il duo artistico impacchettò la Kunsthalle a Berna nel 1968. Quando poi si trasferì a Berlino, Christo rimase da subito folgorato dalla massa e dal significato evocativo del Reichstag. Essendo inoltre un cittadino bulgaro scappato in Occidente, ebbe sempre a cuore le problematiche delle relazioni Est-Ovest. Oltre una quindicina le opere principali realizzate, tra le quali alcune in Italia (Spoleto, Milano, Roma e Lago d’Iseo).

Evento commemorativo

Dal 9 al 20 giugno 2025, la facciata ovest della sede del Parlamento sarà schermo per una proiezione notturna che ricostruirà l’effimera meraviglia realizzata trent’anni fa dalla coppia di artisti. Per due settimane, ogni sera fino all’una di notte, 24 proiettori sincronizzati riporteranno alla memoria l’opera che, per sole due settimane, aveva avvolto il cuore della democrazia tedesca, appena rinata dalla riunificazione.

L’autore: Architetto Paolo Brasioli – Quattro | architectura

Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
Per saperne di più:
Quattro | architectura

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