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Maremoto: 35 artisti in mostra a Berlino, con un’idea rivoluzionaria

A Berlino, le mostre di artisti contemporanei sono tante e disparate e vengono curate in base ai più diversi criteri, ma nessuna mostra, finora, è stata animata da artisti che si scelgono a vicenda. Questo concetto rivoluzionario è alla base di Maremoto, un progetto espositivo con uno spirito in parte italiano, che ridefinisce il modo di concepire l’arte contemporanea a Berlino.

Il concetto rivoluzionario di Maremoto

Maremoto nasce dall’associazione Peninsula e si sviluppa come una catena di curiosità, stima, passione per il lavoro di tantissimi artisti internazionali. Tutto comincia con un membro dell’associazione che invita un artista a contribuire con un’opera. A sua volta, l’artista scelto ne invita un altro e così via, senza sapere che tipo di messaggio collettivo emergerà alla fine.

La mostra porta con sé “la forza anarchica di un’onda di marea”, proprio perché dilaga e cambia a ogni increspatura, poiché ogni scelta cambia l’insieme complessivo dell’esposizione.

Gli artisti protagonisti della mostra di Berlino

La mostra collettiva presenta un roster impressionante di 35 artisti internazionali che rappresentano la diversità e la ricchezza del panorama artistico berlinese contemporaneo. Tra i partecipanti troviamo:

Rebecca Agnes, Yvonne Andreini, Ilaria Biotti, Henri Cash-Finlay, Ya-Wen Fu, Jan Gottschalk, Alexander Hidalgo, Felix Kiessling, Philipp Andrew Lewis, Lucille Mona Ling, il duo Molino & Lucidi, Maria Irene Marchetti, Maruska Mazza, Stefania Migliorati, Stephan Mörsch, Mascha Naumova, Christian Niccoli, Monika Oechsler, Tino Ortega, Alessia Pastore, Pablo Perra, Lea Petermann, Matteo Peterlini, Christine Rafflenbeul, Inken Reinert, Matthew Ricci, Ana Salinas, Kerstin Serz, Zuzanna Skiba, Miriam Steen Bott, Fabio Torrico, Arto Ushan, Nera Weiss, Alexandra Wolframm e Xiaopeng Zhou.

Questo collettivo eterogeneo rappresenta perfettamente lo spirito cosmopolita di Berlino, dove artisti di diverse nazionalità e identità coesistono e si influenzano reciprocamente.

Dettagli dell’evento al Kunstquartier Bethanien

Programma e orari

La mostra Maremoto si svolge presso il Projektraum del Kunstquartier Bethanien, situato in Mariannenplatz 2, nel quartiere di Kreuzberg. L’evento si articola in due giornate:

L’opening si terrà sabato 28 giugno alle ore 18:00, un momento di inaugurazione che promette di essere un’esperienza coinvolgente per visitatori e artisti. La giornata successiva, domenica 29 giugno, la mostra sarà aperta dalle 11:00 alle 15:00, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare le opere in un contesto più intimo.

Eventi speciali e performance

Un momento particolarmente significativo sarà l’introduzione di Marta Cassina alle ore 20:00, che fornirà ai visitatori le chiavi di lettura per comprendere appieno il progetto Maremoto e le sue implicazioni artistiche.

La serata culminerà con la performance dal vivo intitolata “The body in which I feel at home”, realizzata da Ya-Wen Fu in collaborazione con TingAn Ying. Questa performance rappresenta l’essenza stessa del progetto: un momento di condivisione e creazione collettiva che riflette lo spirito comunitario della mostra.

Peninsula: la piattaforma culturale dietro Maremoto

Peninsula è un’associazione no-profit fondata nel 2014 da un gruppo di artisti, curatori, musicisti, critici d’arte e designer prevalentemente italiani che si sono stabiliti nella capitale tedesca nell’ultimo decennio. L’organizzazione rappresenta una piattaforma interdisciplinare che presenta mostre e progetti in collaborazione con la scena artistica internazionale di Berlino.

La filosofia del Terzo Spazio

Peninsula trae ispirazione dal concetto di Terza Cultura come Terzo Spazio, un’idea di cultura che si ricostituisce e si riscrive costantemente oltre i confini geopolitici. Si tratta di un territorio aperto in cui si condividono comunità di intenzioni e idee, dedicato al concetto di “Being Singular Plural” di Jean-Luc Nancy come metafora di incontro e scambio sociale e interculturale.

Questo approccio rappresenta una modalità di vita interstiziale verso l’essere cittadini del mondo, che trae il suo slancio dall’esperienza condivisa dei membri di Peninsula a Berlino. La città fornisce l’ambiente perfetto per creare questo Terzo Spazio, essendo ricca di scambi sociali e culturali dove diverse nazionalità e identità coesistono.

Per saperne di più: Peninsula

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