Giorgio Poi in concerto a Berlino il 9 maggio. La nostra intervista
Il prossimo 9 maggio Giorgio Poi, artista italiano dall’anima internazionale, aprirà il suo tour europeo a Berlino, portato nella capitale tedesca da BIS (Berlin Italian Shows). L’annuncio del concerto, che avrebbe dovuto tenersi al Lark, ha generato un tale entusiasmo da rendere necessario un cambio di location. La gig si sposterà infatti al Lido, ex cinema nel quartiere di Kreuzberg (Cuvrystraße 7, 10997 Berlino). I biglietti precedentemente acquistati resteranno validi e in più sono stati resi disponibili nuovi biglietti.
A quattro anni dall’ultimo album “Gommapiuma“, l’artista torna in Europa a promuovere “Schegge“, quarto album in studio uscito il 2 maggio per Bomba Dischi/Sony Music e anticipato dal singolo “Giochi di Gambe”. Nell’attesa del concerto, lo abbiamo intervistato per voi.
Quella di Berlino è la prima data del tuo nuovo tour europeo. Che effetto ti fa tornarci?
L’ultima volta che sono stato a Berlino era il 2018. C’ero tornato per suonare, ma fino all’anno prima ci abitavo, quindi non era passato molto tempo e, oltre ad essere ancora fresca nella mia memoria, non era cambiata poi tanto. Stavolta sarà molto diverso, di anni ne sono passati sette, so che la città ha subito molte trasformazioni e forse mi mancherà qualche punto di riferimento.
Nella capitale tedesca hai anche vissuto, per un periodo (dal 2013 al 2017). Ci descrivi l’esperienza della “tua” Berlino?
La vita a Berlino mi piaceva moltissimo, nonostante negli anni trascorsi qui fossi molto concentrato sulla musica, quindi ho fatto poca vita notturna, e in generale poca vita sociale, nonostante avessi molti amici stretti in città. Passavo intere giornate nella stanza in cui suonavo, alla Rockhaus, a Lichtenberg. Abitavo in un minuscolo appartamento che dividevo con la mia ragazza dell’epoca, ma la posizione era stupenda: Auguststrasse, una strada poco trafficata ma piena di piccoli bar e gallerie d’arte.

All’epoca la vita a Berlino costava davvero poco, e questo aspetto fu determinante per me, perché mi diede il tempo di lavorare sulla mia musica senza prospettive di guadagno a breve termine. A Berlino ho scritto e registrato il mio primo disco in Italiano, “Fa Niente”.
Al 2021 risale l’album “Gommapiuma”, mentre a marzo del 2025 è uscito il tuo nuovo singolo, “Uomini contro insetti”. Cosa c’è stato tra questi due momenti?
Ci sono stati vari tour, in Italia e all’estero, un trasferimento da Bologna a Roma, la vita, con i suoi regali e i suoi dispetti.

Puoi anticiparci qualcosa sulla scaletta del concerto berlinese? Come sarà il tuo set?
L’ultima volta che ho suonato a Berlino avevo pubblicato soltanto un disco, che suonammo ovviamente per intero. Stavolta i dischi sono 4, quindi avremo una scelta più ampia di canzoni a cui attingere per costruire la scaletta del concerto.
Hai suonato e suoni in tutto il mondo: Europa, Stati Uniti, Cina. È cambiato il tuo modo di percepire la musica italiana, in tanti anni di “prospettive ampie”?
Credo che la mia percezione della musica italiana si sia delineata nei molti anni vissuti all’estero, che sono undici. La distanza mi ha dato una prospettiva diversa sulla nostra lingua e su un certo modo di fare musica. È come se allontanarmene fosse l’unico modo per comprenderla. Credo che questo valga per molte cose.

Nel 2023 hai curato la produzione artistica di “Relax”, quarto album in studio di Calcutta. Come sei come produttore artistico?
In questo caso non ero l’unico produttore del disco, e lo stesso Calcutta ha un’idea molto precisa di cosa vuole e non vuole fare, anche a livello produttivo. In generale credo che il 10% del lavoro di un produttore abbia a che fare con competenze tecniche, il restante 90% è capire il progetto. Poi l’ultima parola spetta sempre all’artista, non necessariamente la prima, ma l’ultima sì, sempre.




