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La polizia di Berlino sensibilizza gli agenti sul brano di Gigi D’Agostino

i sono canzoni che si prestano in modo particolare a diventare cori da stadio. Lo sa bene Jack White, che aveva scritto “Seven Nation Army” probabilmente non sospettando di ritrovarla associata ai successi calcistici italiani. E adesso è il turno di Gigi D’Agostino, che in Germania ormai, suo malgrado, è diventato “un caso”, da quando la sua “L’Amour Toujours” è diventata uno degli inni preferiti degli estremisti di destra, che la intonano aggiungendo testi mai neppure concepiti dall’autore, come “la Germania ai tedeschi” e “Fuori gli stranieri”. Ora, in concomitanza con gli Europei di calcio, il brano è oggetto di uno speciale intervento di “sensibilizzazione” destinato agli agenti di polizia di Berlino incaricati di mantenere l’ordine pubblico negli stadi.

Una circolare interna: quando i cori sul brano di Gigi D’agostino sono un problema?

Le forze dell’ordine, infatti, sono particolarmente preoccupate per la possibilità che alcuni gruppi di tifosi possano intonare questi cori durante gli incontri o nei festeggiamenti successivi. Tale comportamento non solo è offensivo, ma potrebbe rientrare nei parametri del reato di incitamento all’odio.

Una circolare interna, distribuita tra gli agenti, mette in guardia contro questo rischio, che non è purtroppo una novità assoluta. Incidenti simili si sono già verificati in passato, come dimostrano gli eventi di Sylt e gli episodi nel Saarland, dove la canzone è stata utilizzata come sottofondo per slogan xenofobi. Questi episodi hanno spinto addirittura gli organizzatori di diversi grandi eventi, fra i quali l’Oktoberfest, a vietarne la riproduzione.

L’ufficio per la Sicurezza dello Stato della polizia di Berlino ha quindi preso l’iniziativa di diffondere un’informativa riservata. L’obiettivo è “sensibilizzare” le forze dell’ordine su questa potenziale minaccia, affinché possano riconoscerla e intervenire tempestivamente. Secondo le autorità, il comportamento in questione potrebbe configurare un’ipotesi di reato, ma solo se accompagnato da ulteriori circostanze aggravanti. Tra queste, il saluto nazista, l’esposizione di simboli del Terzo Reich o l’indirizzare lo slogan xenofobo verso persone di origine straniera. In assenza di tali fattori, la risposta delle forze dell’ordine potrebbe limitarsi alla redazione di un rapporto dettagliato, senza però procedere al fermo o all’incriminazione. L’obiettivo è quello di contrastare il fenomeno senza ledere la libertà di espressione e senza trasformare un evento sportivo in un palcoscenico per l’intolleranza.

Il fenomeno, tuttavia, non è circoscritto alla sola capitale tedesca. In diverse zone della Germania si sono moltiplicate le segnalazioni di cittadini preoccupati che hanno contattato le forze dell’ordine dopo aver udito la melodia della hit di D’Agostino associata allo slogan xenofobo. Un esempio significativo è quello di Cochem, sulla Mosella, dove alcuni invitati a una festa di compleanno hanno intonato il coro razzista sulle note della canzone italiana, causando l’allarme tra i residenti e la conseguente chiamata alla polizia. Naturalmente, ora la polizia si trova di fronte a un dilemma: quando qualcuno canta ad alta voce questa canzone, senza inserire nessun testo, come è accaduto durante la partita Germania-Ungheria, lo sta facendo perché vuole dichiarare la sua adesione a un’ideologia razzista o solo perché si tratta di un tormentone?

Inoltre, le autorità stanno considerando la possibilità di collaborare con le piattaforme di social media per identificare e bloccare la diffusione di contenuti xenofobi legati alla canzone. Questo sforzo congiunto mira a creare un ambiente sicuro e accogliente per tutti i partecipanti agli Europei, indipendentemente dalla loro nazionalità o origine.

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