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“Deutschland Übergestern”, i “Fratelli socialisti”.
A cura di
Dario Jacopo Laganà

Quando pensiamo alle storie, alle professioni e alle vicissitudini della Riunificazione tedesca, facciamo spesso torto ai moltissimi lavoratori stranieri, provenienti da Paesi socialisti, che erano parte del tessuto produttivo della DDR.
Non potendo contare su moltissime innovazioni tecnologiche e sull’automazione industriale, la maggior parte del sistema produttivo della DDR era concentrato sulla manodopera, quello che non poteva fare una macchina, lo potevano senz’altro sempre fare 20 operai.

Questo garantiva il fatto che (almeno sulla carta) la disoccupazione non esistesse e quindi la garanzia che chiunque potesse essere impegnato in un qualche lavoro, ma come conseguenza portava la necessità di avere sempre più operai.

Furono stipulati negli anni diversi contratti con Paesi socialisti e quindi “Fratelli” (accomunati, dunque, dalla stessa ideologia), che prevedevano l’assunzione di lavoratori stranieri per un periodo limitato i quali, una volta tornati in patria, potessero contribuire, con l’esperienza e l’educazione professionale acquisita, alle sorti del loro Paese.

Ernesto Milice arrivò come migrante mozambicano a 17 anni per apprendere nuove competenze e lavorare nella DDR. Il Mozambico divenne indipendente, nel 1975, dal potere coloniale del Portogallo e vide scoppiare sul suo territorio una guerra civile.
Il governo dei socialisti mandò all’estero i migliori uomini del Paese per apprendere un nuovo lavoro e poi tornare. La DDR aveva bisogno di lavoratori per l’approvvigionamento minerario, l’industria e l’agricoltura, e il Mozambico aveva bisogno di soldi, macchinari e sapere come costruire la sua industria.

Nella prospettiva che l’era del carbone finisca, in Germania e in Europa, nei prossimi decenni, la caduta del Muro non è forse stato l’unico punto di rottura nel settore e nella cultura di utilizzo del carbone. Ma negli anni ’90 l’uso del carbone è diminuito in modo significativo, qualcosa che ha comportato la perdita di posti di lavoro da parte di molte persone: operai, impiegati negli impianti di produzione, scavatrici e miniere a cielo aperto, tra cui quelle del Lausitz.

Le Biotürme Lauchhammer sono un monumento industriale nel Brandeburgo meridionale, nel distretto di Oberspreewald. Parliamo di 120 ettari dove venivano prodotti bricchetti di carbone.

Quando arrivò nella DDR, Ernesto lavorò proprio in questa zona. Grato per la formazione ricevuta, meno per la realtà lavorativa di Lauchhammer, dopo Die Wende decise di rimanere e avviare la propria azienda di mobili per cucina a Berlino, che ha tutt’ora sulla Frankfurter Allee.

Con lo stesso spirito, Thu Fandrich arrivò da Hanoi come lavoratrice a contratto per lavorare come sarta, come parte dell’Accordo sull’occupazione temporanea e la qualificazione dei lavoratori vietnamiti nelle imprese della DDR (circa 69.000 vietnamiti hanno approfittato dell’opportunità).

Dopo il 1990, non era chiaro per quanto tempo gli ex lavoratori a contratto potessero rimanere nella Germania riunificata. Il governo offrì loro 3.000 marchi, ma Thu decise di rimanere e lavora tutt’ora in un negozio di fiori a Marzahn.

Le storie di integrazione degli stranieri non sono tutte a lieto fine.
I cittadini del Vietnam per anni non hanno avuto lavoro, si sono adattati con lavori illegali, fuori dai diritti, e hanno affrontato lo smacco di passare da fratelli socialisti a non desiderati in un baleno.

Agli inizi degli anni 90 furono diversi gli episodi di violenza, razzismo e xenofobia che li riguardarono. Il più famoso di questi nel 1992, poco dopo Die Wende, si verificò per diversi giorni alla Sonnenblumenhaus di Rostock-Lichtenhagen, che un tempo era un centro per richiedenti asilo e residenza per ex lavoratori a contratto vietnamiti della DDR.

Questo è quello che scriveva Der Spiegel qualche anno dopo ricordando l’accaduto: “Migliaia di persone erano pronte a passare alle armi contro gli stranieri quasi senza ostacoli, i neonazisti hanno dato fuoco a bottiglie incendiarie di fronte a una folla urlante, gli ubriachi hanno alzato le braccia facendo il saluto di Hitler, parliamo di scene che hanno fatto il giro del mondo. È un trionfo per i gruppi di estrema destra. E uno shock per tutti gli altri “.

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Deutschland Übergestern (Germania, a proposito di ieri)
Cambiamenti radicali sul posto di lavoro dopo Die Wende
un progetto fotografico di Dario J Laganà

Il progetto fotografico Deutschland Übergestern indaga le storie di quelle persone che non si sono adattate al nuovo sistema dopo la Caduta del Muro con la loro precedente biografia professionale, hanno cambiato drasticamente il loro lavoro e la loro carriera e hanno dovuto lasciare alle spalle la loro vita precedente.
Il fotografo italiano Dario J Laganà ha incontrato alcune di queste persone dopo approfondite ricerche sulla cultura lavorativa e industriale della DDR e dopo il periodo della riunificazione. Nella mostra (formata da 18 ritratti, 10 luoghi simboli, un diario di 37 immagini e una postazione multimediale con le interviste) ricostruisce una serie di questi percorsi di vita personali in ritratti fotografici e interviste, che avvicinano il lettore e lo spettatore a questa parte della storia tedesca e ai suoi protagonisti.

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Informazioni sulla mostra:
8 Novembre 2019 – 3 Gennaio 2020
Opening : 7 Novembre ore 19
presso la Fotogalerie Friedrichshain (S+U Warschauerstrasse) – Entrata libera in orari di galleria (website galleria: fotogalerie.berlin) 

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