Neukölln
Vetrina di negozio di abbigliamento turco ©Gabriella Di Cagno

di Gabriella Di Cagno

La rubrica B come Berlin intende dare ai “nuovi berlinesi” le informazioni sui dodici distretti e vari quartieri che formano la città metropolitana di Berlino. Una breve presentazione attraverso attualità, storia, cultura, senza pretese di esaustività, di analisi socio-antropologiche, ma anche senza tabù. Con immagini originali e sopralluoghi. E talvolta anche raccontini divertenti.
Note sull’autrice: Gabriella Di Cagno (Bari 1961) si è trasferita a Berlino nel 2007. È autrice con Simone Buttazzi del manuale Tutti a Berlino. Guida pratica per italiani in fuga, 2.a ed. 2014, ed è co-fondatrice della associazione Apulier in Berlin
Collabora dal 2014 con Il Mitte, dove ha pubblicato alcuni contributi di utilità per l’orientamento dei neo-berlinesi.

7. Neukölln (8. distretto, oltre 320.000 abitanti)

L’attuale quartiere di Neukölln ha la sua genesi nel villaggio medievale di Richarsdorf, oggi Rixdorf, citato in un documento del 1360 come un villaggio del Brandeburgo, fondato dagli Johanniter (ordine dei cavalieri ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme).

Nel 1830 è il villaggio più grande dei dintorni di Berlino, con 2500 abitanti, divenuti nel 1899 ben 80.000. Nel 1900 è uno dei più grandi insediamenti industriali della Prussia.

Nel 1920, l’anno della “grande Berlino”, Neukölln venne accorpata a Britz, Rudow e Buchow.
Oggi il distretto conta i seguenti quartieri (Ortsteile): oltre allo stesso Neukölln, Britz, Rudow, Buchow e Gropiusstadt.

Fino a qualche anno fa lo spirito di Neukölln avrebbe potuto essere rappresentato dal Pit Bull Terrier, vista la diffusione di questa razza di cani da combattimento nelle strade del quartiere, razza prediletta dai residenti turchi. Ma oggi il quartiere ha diverse anime: la zona più popolare e “multiculti”, a sud di Hermannplatz, è prevalentemente abitata da stranieri o da cittadini con “origini migratorie”. Si consideri che la percentuale di stranieri nel solo quartiere di Neukölln è del 30% circa della popolazione, provenienti da oltre 160 paesi.

La fama di Neukölln purtroppo è legata a tematiche sociali negative: immigrazione, disoccupazione, povertà, violenza giovanile e clan criminali. In tutto il distretto, il numero dei disoccupati si aggira intorno ai 20.000. (Fonte: Bundesagentur für Arbeit).
Questa sarebbe, secondo la Polizia berlinese, “Araberland”, ovvero la zona del distretto più pericolosa e critica da gestire per le forze dell’ordine. Il soprannome allude alla presenza di clan di arabi, organizzati in famiglie allargate che possono raggiungere sino a cinquanta membri, e che hanno il controllo della malavita nel quartiere.
La linea metropolitana U8, che lo attraversa per intero, è ritenuta essere la linea più pericolosa dell’intera Berlino, e nel 2017 è stata vessata da numerosi episodi di violenza (oltre settecento sono state le denunce) ai danni di comuni passeggeri.
Tuttavia, sfuggire a un destino di delinquenza, a Berlino, è possibile: grazie all’istruzione e ai servizi sociali, un ex pregiudicato, noto come leader di una gang giovanile, è riuscito a diplomarsi con eccellenti risultati e a ricostruirsi una nuova vita completamente diversa. Yiğit Muk è diventato uno scrittore di successo, ma non abita più a Neukölln bensì in un Kiez del borghesissimo quartiere di Wilmersdorf.

Insegna della U-Bahn a Karl-Marx-Straße ©Gabriella Di Cagno

La principale arteria commerciale di Neukölln è la Karl-Marx-Straße (un tempo Berliner Straße), una sfilata ininterrotta di negozi di import esotico, grandi magazzini popolari, discount e locali di street-food e dove ha sede il municipio.

Vetrina di negozio di abbigliamento turco ©Gabriella Di Cagno

La zona di Kreuzkölln, cosiddetta per essere l’incontro fra questo quartiere e il limitrofo Kreuzberg, è diventata una zona molto richiesta e gentrificata, sempre più abitata da “nuovi berlinesi” (vedi I quartieri: Kreuzberg).

E poi, l’idillio romantico di Rixdorf, dove la qualità della vita sembra molto diversa da quella della vicina Hermannplatz.

Incrocio della piazza principale a Rixdorf ©Gabriella Di Cagno

Qui anche gli uffici che si occupano di problemi sociali sono ambientati in un contesto charmant. Dal 2016, all’indirizzo Richardplatz 28, un bellissimo edificio storico, c’è la sede del Frauenzentrum “affidamento gGmbH”, un centro dedicato ad aiutare le donne in difficoltà.

Il Frauenzentrum a Rixdorf ©Gabriella Di Cagno

COSA VISITARE

Rixdorf

Un piccolissimo villaggio medievale, dove tuttora sopravvivono edifici d’epoca perfettamente restaurati e utilizzati, fondato dai Templari e poi abitato nel secolo VXIII da boemi, accolti da Federico Guglielmo I di Prussia. Il sovrano promosse l’industria tessile, e fu anche per questo che accolse, nel 1737, alcune centinaia di moravi protestanti espulsi dalla Boemia, dove esercitavano l’arte della tessitura.
Della presenza boema resta la toponomastica della Böhmischer Platz e della Böhmische Straße, che circonda il centro di Rixdorf come un giro di Mura.
L’elegante edificio al civico 24 di Richardtplatz fu la sede dell’Ordine dei Cavalieri di Malta.

La sede dei Cavalieri di Malta a Rixdorf ©Gabriella Di Cagno

Lo storico punto d’incontro della piazza principale è il chiosco, Historischer Kiosk – Der Pilz. Una volta il tetto era rosso a pallini bianchi, proprio come il velenosissimo funghetto delle fiabe. Qui si intrattengono sempre avventori del quartiere per una birra o un Wurst.

Kiosk – Der Pilz a Rixdorf ©Gabriella Di Cagno

Nella piazza si trova la bella Bethlehemskirche, fondata nel secolo XV.

Bethlehemskirche a Rixdorf ©Gabriella Di Cagno

Hufeisensiedlung

Il cosiddetto “ferro di cavallo” è uno dei più grandi complessi residenziali degli anni Venti di tutta Berlino.
Fu costruito per committenza della GEHAG (Gemeinnützige Heimstätten-, Spar- und Bau-Aktiengesellschaft), una società costruttrice di matrice socialdemocratica, fondata nel 1924 allo scopo di realizzare progetti di architettura residenziale sociale.
Gli architetti Bruno Taut e Martin Wagner svilupparono il concetto tradizionale della “città-giardino”, innestandolo nel progetto di un grande centro residenziale (1963 unità abitative). Lo sviluppo lineare del complesso di abitazioni è di 360 metri, e intorno ad esso si dispongono, in un’ampia area verde, altri edifici residenziali di pianta tradizionale, oltre ad una eccentrica piazza romboidale, chiamata Hüsung.
La stessa società costruttrice commissionò la Gropiusstadt (1962–1975), sempre nel distretto di Neukölln. Il quartiere, all’epoca all’avanguardia, fu progettato dall’architetto Walter Gropius nel 1960 e poi modificato in corso d’opera.
Fu qui che crebbe la celebre Christiane F., ragazza dello Zoo di Berlino.

Rudower Fließ e Mauerweg

Non lontano da Gropiusstadt, ai confini con il Brandeburgo, scorre il Rudower Fließ, un torrente che attraversa tutto l’abitato di Rudow. Il suo percorso è accompagnato dalla presenza di alberi, cespugli, prati abitati da molti esemplari di animali selvatici, volatili e non.

Essendo Rudow zona di confine con l’ex zona EST, è per un lungo tratto cinto dal percorso del Muro, il cosiddetto Mauerweg, linea ormai quasi invisibile che segna l’antico confine EST-OVEST. Il tratto che ricade nel quartiere è quello che conduce da Rudower Fließ verso Heidekampgraben a nord e verso Rudower Wäldchen, un Landschaftsschutzgebiet (zona paesaggistica protetta) in Buchow a sud. Il percorso è segnalato e si può seguire a piedi o in bicicletta.

Volkspark Hasenheide

Dichiarato ufficialmente parco pubblico nel 1925, include un piccolo zoo, un giardino delle rose, un’area di sgambamento cani e un cinema all’aperto. Il parco ha una brutta nomea, per via di presenze legate al consumo di sostanze stupefacenti, tuttavia questo problema non caratterizza l’intera area né impedisce alle famiglie con bambini di frequentarlo.

FONTI E BIBLIOGRAFIA
Bezirksamt Neukölln
V. Martin e K. Pächter (a cura di), 25 Jahre Gropiusstadt, Berlino (Ovest), 1987
Berliner Wohnquartiere. Ein Führer durch 70 Siedlungen, Reimer Verlag, Berlino 2003
Jörg Haspel e Annemarie Jaeggi, (eds), Housing Estates in the Berlin Modern Style, DKV 2012
Gunda Bartels, Wie aus Rixdorf Neukölln wurde: der Ruf war ruiniert in Der Tagesspiegel, 26.01.2012
Giulia Pacioni, Rixdorf, L’antico borgo boemo nascosto nel cuore di Berlino ne Il Mitte, 28 agosto 2012

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