Tutti a Berlino: Cenni su fisco e tasse

6 May 2014

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[© De-Okin / CC BY 3.0]

Il Finanzamt di Kreuzberg [© De-Okin / CC BY 3.0 / via]

Tutti a Berlino” è la guida indispensabile per prepararsi alla Deutsche Vita nella capitale tedesca. In questa rubrica i due autori, Gabriella di Cagno e Simone Buttazzi, proporranno alcuni utilissimi estratti in esclusiva per Il Mitte. Il manuale (lo potete acquistare qui) vi spiegherà come affrontare e risolvere i nodi cruciali della vita a Berlino, dalla registrazione anagrafica alla ricerca della casa, dall’assistenza sanitaria alle prospettive di lavoro, dall’accesso al welfare fino al conseguimento della cittadinanza. Indirizzi, modulistica, consigli pratici: il tutto a portata di agile consultazione. 

3. Cenni sul fisco

Imposte sul reddito da lavoro e della persona fisica.

Il Bundesamt für Steuern (lo Stato federale) assegna dal 2008 a tutti i residenti, in automatico, una Persönliche Identifikationsnummer di 11 cifre valida tutta la vita, che noi chiameremmo codice fiscale e che viene comunicato con l’invio di una lettera. Per ottenere invece la Steuernummer (anche questo un codice fiscale) bisogna recarsi presso il Finanzamt (ufficio delle imposte) del proprio quartiere, al momento di registrare un’attività lavorativa autonoma.

Questo codice servirà a espletare le pratiche legate al pagamento delle tasse. I coniugi che presentano la dichiarazione dei redditi congiunta e che siano entrambi lavoratori autonomi condividono la medesima Steuernummer. Altri codici fiscali sono l’IVA tedesca (Umsatzsteuernummer), necessaria a chiunque voglia avviare un’impresa, e la Sozialversicherungsnummer emessa dalla Deutsche Rentenversicherung, vale a dire l’INPS tedesca.

La soglia che distingue un piccolo imprenditore (Kleinunternehmer) da un imprenditore (Unternehmer) e che obbliga il secondo a registrarsi con una Umsatzsteuernummer è un limite puramente economico, ovvero le entrate lorde superiori a una certa cifra. Esattamente, non bisogna aver superato il limite di euro 17.500 nell’anno precedente e bisogna prevedere di non superare i 50.000 euro nell’anno corrente.

Link utili:
Senatsverwaltung für Finanzen
Steuern – Approfondimento e modulistica

Tassa per la Chiesa.

In Germania, la tassa per la Chiesa (Kirchensteuer) è un prelievo diretto sulle entrate dei cittadini – e anche di una certa entità. A Berlino è pari al 9% dell’imposta sul reddito. Volete pagarla? Se sì esprimete, al momento della dichiarazione dei redditi, la scelta per la Chiesa cattolica o per quella evangelica, le due confessioni «convenzionate» con lo Stato. Non volete pagarla? Dovete recarvi in tribunale e formalizzare l’uscita dalla Chiesa (Kirchenaustritt), anche se non siete mai entrati in una chiesa in vita vostra oppure appartenete a una religione o confessione non considerata dalla convenzione. Meglio non limitarsi a lasciare in bianco la relativa casellina sul foglio della dichiarazione dei redditi, poiché la «longa manus» del Finanzamt vi richiederà l’invio dell’Austritt. Ricordatevi di inviare copia dell’Austritt al commercialista, alla banca, al Finanzamt, ovunque serva. Il rilascio di questo documento, almeno, è gratuito.

Tassa sui cani.

Berlino è la città dei cani. Se ne contano d’ogni razza e stazza e, per simmetria con la lingua tedesca, di tre generi: maschile, femminile, neutro (castrato/sterilizzata). Entro un mese dal trasloco, i proprietari di cani devono «anmeldare» la propria bestiola presso l’ufficio del Finanzamt di competenza. Scaricate dal sito l’apposito formulario, compilatelo a casa e poi consegnatelo di persona presso la Hundesteuerstelle del vostro quartiere. Riceverete un “codice fiscale” e una medaglietta, valida quattro anni, che attesta la regolarità del vostro cane. Vi costerà la «modica» cifra di euro 120 annui, da pagarsi volendo in comode rate trimestrali… in cambio di servizi deludenti. A seconda dei quartieri, infatti, troverete o non troverete dispenser gratuiti di sacchetti per raccogliere i bisogni e aree recintate per sciogliere i cani. Le tasse sono uguali per tutti i quartieri, i servizi no.

TUTTI A BERLINO: INFORMAZIONI UTILI

Tutti a Berlino, pubblicata da Quodlibet, non è una guida turistica.

È un manuale di sopravvivenza per tutti gli italiani che un bel giorno maturano l’idea di affacciarsi per qualche tempo o addirittura di trasferirsi nella capitale della Germania, metropoli a misura d’uomo e sulla bocca di tutti. Con qualche raccomandazione, però. A Berlino si pensa in tedesco, lo si parla alle poste, in banca, nei negozi e agli sportelli, e vige un sistema meno intuitivo di quel che sembra. Tutti a Berlino si propone di prendere per mano i migranti europei degli anni Duemila e di condurli attraverso una selva di formulari, prospetti e cartigli di varia natura, passando per gap culturali e falsi amici. E se proprio si ha voglia di mettere le radici nella città che il sindaco Klaus Wowereit ha definito «povera ma sexy», questo libricino spiega anche come diventare cittadini tedeschi. Armati, va da sé, di santa pazienza e mostruosa disciplina.

Altre informazioni sul sito ufficiale di Tutti a Berlino. Per acquistare una copia fisica del libro, potete rivolgervi alla Libreria Mondolibro di Torstraße, a Mitte.

GLI AUTORI.

di cagno_buttazzi

Gabriella Di Cagno (Bari, 1961) ha studiato e vissuto a Firenze, dove si è occupata di musei, biblioteche, editoria. Ha compiuto la sua relocation a Berlino nel 2007 e qui ha intrapreso varie attività imprenditoriali e commerciali. Nel tempo libero che finalmente è riuscita a ricavare si dedica alla fotografia e alla scrittura per passione.

Simone Buttazzi (Bologna, 1976) si è trasferito a Berlino nel 2006 e dal 2008 abita in uno splendido Plattenbau. Nel giro di sei anni è riuscita a diventare tedesca, visto che per via del suo nome di battesimo – sbattezzo nonostante – viene tuttora apostrofata con l’appellativo di «Frau». Vota molto volentieri e si guadagna da vivere traducendo libri.

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