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Germania: un giovane adulto su 5 non ha nessuna qualifica professionale

In Germania, la carenza di personale qualificato è un problema ormai inveterato, che si manifesta in molteplici settori. Verrebbe naturale pensare che, di fronte a un mercato così “affamato” di professionisti e pronto ad accogliere chi ha seguito un percorso di formazione, la tendenza dei giovani sia quella di dare alla formazione un grande valore, ma non è così. Il numero di individui tra i 20 e i 34 anni che non possiedono alcuna qualifica formale è salito a 2,86 milioni, segnando un incremento rispetto ai dati dell’anno precedente. Quasi un tedesco su cinque, in questa fascia d’età (per l’esattezza il 19,1%) non detiene alcun titolo di studio superiore o certificazione professionale.

Chi non ha una qualifica professionale è più vulnerabile economicamente

Questa circostanza pone una porzione significativa della popolazione under 35 tedesca in una condizione di potenziale vulnerabilità economica e sociale e, allo stesso tempo, rende il mercato del lavoro particolarmente fragile, dipendente dai professionisti stranieri, ma al tempo stesso gravato da una serie di regole che rendono complesso l’accesso alle professioni per chi si è formato all’estero.

Nel frattempo, prevedibilmente, i guadagni di coloro che non hanno qualifiche formali tendono a restare nella fascia più bassa della media nazionale, il che può avere ripercussioni negative non solo sul presente, ma anche sulle prospettive future di questi individui, in particolare in termini di sicurezza previdenziale. Infine, l’assenza di un background formativo solido espone questi giovani a un maggior rischio di disoccupazione in situazioni di crisi economica o di ristrutturazioni aziendali.


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Le cause del fenomeno

Di fronte a questa realtà, sarebbe imperativo che il governo tedesco conducesse un’analisi approfondita delle cause sottostanti a questo trend negativo – che evidentemente andranno ricercate in più ambiti, dall’offerta formativa all’efficacia del sistema scolastico nel suo complesso, ma anche dal ruolo che la formazione scolastica e accademica rivestono nell’universo valoriale della società tedesca. A queste considerazioni si uniscono quelle legate alla presenza, nella stessa fascia d’età, di giovani rifugiati o provenienti da zone di guerra, che non hanno qualifiche o le cui qualifiche non sono riconosciute in Germania.

Va specificato che non parliamo solo di qualifiche professionali legate ai percorsi universitari, ma anche di formazione lavorativa, per esempio, nei settori della ristorazione, dell’accoglienza, dell’industria. Le nuove cifre sono tratte da una bozza del nuovo rapporto sulla formazione professionale, attualmente in fase di elaborazione e che dovrebbe essere approvato dal Gabinetto federale al più tardi all’inizio di maggio, reso disponibile dalla testata Handelsblatt.

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