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Il governo tedesco vuole fermare la socializzazione degli immobili a Berlino. Linke: “Mafia degli affitti”

Non c’è pace per la Linke di Berlino e il suo piano di socializzazione degli immobili appartenenti ai grandi gruppi immobiliari continua a dare fastidio praticamente a tutti. A scendere ora in campo è addirittura il ministro federale dell’interno Alexander Dobrindt (CSU), che ha presentato un progetto di legge per ostacolare questa iniziativa. 

A Berlino, la Linke intende intervenire contro le grandi società immobiliari private che possiedono più di 10.000 appartamenti, come emerge dal documento dei colloqui esplorativi con gli altri possibili partner di governo nella capitale, SPD e Verdi. Le pressioni sono tuttavia fortissime e dopo gli interventi di Markus Söder, che invoca un Brandmauer contro la sinistra, e di Cem Ödzemir, che esorta i Verdi a non prestarsi a un’alleanza con la Linke, è ora il turno del governo federale.

Il governo tedesco contro la socializzazione degli immobili

Il progetto di legge a cui sta lavorando Dobrindt, definito “anti-esproprio”, è stato infatti appena approvato durante una riunione del comitato di coalizione tra CDU/CSU e SPD e punta a creare ostacoli difficili da superare, per arrivare alla socializzazione degli immobili.

La notizia è stata data per primo dal tabloid Bild, a cui Dobrint ha riferito che “con una legge sulla tutela degli investimenti chiariremo che l’arbitrario fetish della sinistra per la socializzazione non è compatibile con la Costituzione”.

Ostacoli per rendere più difficile il progetto della Linke

I punti fondamentali di questo progetto di legge, di cui stanno emergendo i primi dettagli, prevedono che in caso di appartamenti in affitto la socializzazione sia resa possibile soltanto se viene dimostrata una “necessità inderogabile”. In poche parole, solo dopo che il governo regionale abbia dimostrato di aver esaurito completamente tutte le altre possibilità, compresi gli investimenti nell’edilizia residenziale e gli incentivi alla costruzione di nuove abitazioni.

Inoltre, si prevede che l’indennizzo sia corrisposto in denaro e venga calcolato sulla base del valore di mercato, stimato da una perizia. Secondo i progetto della Linke, invece, il costo degli indennizzi sarebbe stimato in 16 miliardi di euro, una cifra inferiore al valore di mercato degli immobili.

La Linke contrattacca, sfida l’SPD e parla di “mafia degli affitti”

La reazione della Linke è stata altrettanto decisa. Il leader Luigi Pantisano si scaglia infatti contro Dobrindt e contro il governo federale, che accusa di attribuire maggiore importanza agli azionisti dei giganti immobiliari che agli inquilini.

Sottolinea inoltre che la legge che Dobrindt sta cercando di far approvare non supererà mai il vaglio della Corte Costituzionale. Rivolgendosi all’SPD, che governa la Germania a livello federale insieme all’Unione, Pantisano ha infine dichiarato che i socialdemocratici devono ora decidere da che parte stare: se “dalla parte della mafia degli affitti o dalla parte degli inquilini”.

Una corsa contro il tempo

Intanto a Berlino proseguono i colloqui esplorativi tra Linke, SPD e Verdi, allo scopo di far partire prima possibile il nuovo esecutivo della capitale. Una specifica legge della Linke per socializzare gli immobili dei grandi gruppi immobiliari privati dovrebbe essere presentata a metà del 2028.

È quindi una lotta contro il tempo, che vede da un lato la sinistra berlinese, intenzionata a realizzare il punto cardine del suo programma elettorale, e dall’altro il governo federale guidato dall’Unione, che intende fare il possibile per ostacolarlo.

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