
Negli ultimi mesi si è parlato moltissimo, anche sui media mainstream, di un collettivo italiano che, prima, era noto forse solo nei circuiti dell’attivismo internazionale. Il collettivo in questione è Autistici/Inventati (A/I) e il motivo per cui se n’è parlato è che il governo statunitense ne ha decretato la fine. Per interrompere quasi all’istante l’attività di un gruppo di attivisti, anche se attivo da 25 anni e apprezzato a livello internazionale, basta infatti che l’amministrazione di Washington lo classifichi come gruppo terrorista, il che obbliga tutte le piattaforme di pagamento a interrompere le operazioni che lo riguardano, le banche a chiudere i conti correnti e le piattaforme tecnologiche a non ospitare nulla che sia riferibile a tale gruppo. Per questo A/I, che ospitava caselle di posta, blog e siti per attivisti e creativi, ha di fatto smesso di esistere.
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Proprio di questo si parlerà, il 31 ottobre, nel corso di un laboratorio organizzato dal Disruption Network Lab e intitolato “Sovereignty Shutdown – No Infrastructure is Safe: The US sanctions of Autistici / Inventati ”, ovvero “Blocco della sovranità – Nessuna infrastruttura è al sicuro: le sanzioni statunitensi contro Autistici/Inventati”.
Il Disruption Network Lab ha firmato una lettera di solidarietà intitolata “Spazi indipendenti per la comunicazione digitale sotto attacco”. Anche EDRi ha espresso solidarietà ad Autistici/Inventati. Altre informazioni sono disponibili su keepitfree.ai.
Che cosa è successo al collettivo Autistici/Inventati
Il 26 agosto 2026 il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, guidato dal Segretario Marco Rubio, ha inserito Autistici/Inventati nella lista dei “gruppi terroristici” a livello globale. La motivazione indicava un presunto sostegno ad azioni violente e radicali. Né nell’Unione europea né negli Stati Uniti c’è stato alcun procedimento legale vero e proprio per arrivare a questa conclusione.
Le conseguenze più devastanti sono state, come spesso avviene nel caso delle sanzioni imposte dagli USA a singoli o enti, quelle di ordine finanziario. Banca Etica ha infatti immediatamente congelato i conti bancari di A/I e le donazioni versate dagli utenti, privando il collettivo delle risorse necessarie per proseguire la propria attività.
Il collettivo era nato nata nell’aprile 2001 in Italia, come associazione senza scopo di lucro e ispirata ai valori dell’antifascismo, antirazzismo, antisessismo, antiomofobia, antitransfobia, antimilitarismo e rifiuto della logica commerciale e utilitaristica, per offrire piattaforme gratuite e indipendenti per l’autodifesa digitale, oltre a canali di comunicazione sicuri destinati ad attivisti e creativi. Al momento della chiusura, A/I gestiva circa 20.000 account e-mail, 10.000 blog sulla piattaforma NoBlogs, 5.000 mailing list e 1.500 siti web.
Le origini nei movimenti per i diritti digitali
Il progetto è maturato negli incontri tra persone e collettivi del movimento autonomo di base italiano, interessati alla tecnologia e impegnati sul fronte dei diritti digitali. Tra questi figuravano Indymedia Italia e altri gruppi legati al vertice del G8 di Genova.
Per oltre vent’anni la piattaforma è stata sia strumento tecnico sia visione di emancipazione collettiva, in risposta all’esigenza di attivisti e singoli di comunicare liberamente. Blog, siti e mailing list conservavano materiale che copre 25 anni di cultura Internet indipendente, autodeterminazione tecnologica e scambio comunitario.
Sovranità digitale europea e repressione politica globale
Il workshop del Disruption Network Lab parte dall’idea che questa vicenda vada molto oltre la dimensione del singolo gruppo di hacktivisti che ha cessato l’attività, configurando invece una minaccia diretta alla sovranità digitale europea, ai diritti civili fondamentali e alle infrastrutture di uso quotidiano, e come effetto della repressione politica globale in corso.
Un precedente recente è la Conferenza ministeriale sulla recrudescenza del terrorismo politico, con cui il Dipartimento di Stato ha riunito lo scorso luglio governi di tutto il mondo. Al centro dei lavori c’era, nelle parole dei promotori, “l’ascesa del terrorismo politico di estrema sinistra come minaccia transnazionale”. La particolarità delle sanzioni che ne sono scaturite per Autistici/Inventati va ricercata, secondo gli organizzatori, nel fatto che a essere sanzionati non siano stati coloro che proponevano o producevano i contenuti contrari ai valori del governo statunitense, ma i gestori dell’infrastruttura gratuita che ne permetteva la circolazione.
Sovereignty Shutdown – No Infrastructure is Safe: The US sanctions of Autistici / Inventati: il programma
L’incontro affronta quattro questioni:
- che cosa comportano le sanzioni per le infrastrutture tecnologiche indipendenti tedesche e per le reti open source
- perché il caso A/I ha rilevanza in Germania, in Europa e a livello mondiale
- le misure disponibili per contrastare queste minacce
I relatori
Sunna Ævarsdóttir, Courage International
Direttrice globale di Courage International (Islanda), è avvocata specializzata in diritto internazionale. Dal 2016 al 2024 è stata parlamentare islandese per il Partito Pirata, di cui ha presieduto il gruppo parlamentare dal 2017 al 2019 e dal 2023 al 2024. Nello stesso arco di tempo ha rappresentato il Parlamento islandese all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE), con un impegno su libertà di espressione, tutela degli informatori e rilascio dei prigionieri politici in Europa.
Alla PACE è stata relatrice del rapporto del 2024 “La detenzione e la condanna di Julian Assange e i loro effetti dissuasivi sui diritti umani” (Doc. PACE 16040). Il documento ha portato a una risoluzione che ha riconosciuto formalmente Assange come prigioniero politico durante la detenzione a Belmarsh. Ævarsdóttir ha inoltre presieduto la Commissione per gli affari giuridici e i diritti umani (AS/JUR) ed è riconosciuta per la sua leadership su lotta alla corruzione, trasparenza e diritto alla privacy.
Shayana Kadidal, Center for Constitutional Rights
Avvocato senior responsabile presso il Center for Constitutional Rights (Stati Uniti), si è occupato di vari casi di rilievo seguiti all’11 settembre. Tra questi i ricorsi del CCR contro la detenzione a tempo indeterminato a Guantánamo e le operazioni di retata contro gli immigrati sul territorio nazionale. È stato consulente legale nelle cause del CCR contro la legge sul sostegno materiale, contro la scarsa assunzione di vigili del fuoco afroamericani a New York e contro il programma di sorveglianza senza mandato della NSA.
Laureato alla Yale Law School, ha lavorato come assistente del giudice Kermit Lipez presso la Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Primo Circuito. Ha rilasciato interviste a CNN, NPR, MSNBC, Al Jazeera e CBS, tra gli altri.
Anne Roth, Die Linke al Bundestag
Politologa di formazione, è consulente senior per le politiche digitali del gruppo parlamentare Die Linke al Parlamento federale tedesco. Nel 2001 ha co-fondato in Germania Indymedia, primo sito attivista dedicato ai media interattivi, e da allora si occupa di diritti digitali e dei media. Ha lavorato come giornalista, redattrice web e traduttrice. Dal 2014 al 2017 è stata consulente senior per l’inchiesta parlamentare del Bundestag sulla sorveglianza di massa, per il gruppo Die Linke. Fino all’agosto 2014 è stata redattrice di programma e ricercatrice per il programma “Privacy and Expression” del Tactical Technology Collective.
Nel 2007 è diventata il “danno collaterale” di un’indagine antiterrorismo a carico del compagno Andrej Holm, sociologo urbano esperto di gentrificazione, accusato di essere la mente di un gruppo responsabile di attacchi incendiari. L’inchiesta ebbe vasta risonanza internazionale e fu archiviata per mancanza di prove. Roth ha scritto molto sulla convivenza con la sorveglianza antiterrorismo e nel 2007 ha aperto un blog per documentare la propria esperienza. Oggi tratta politica interna e affari interni, media, politica digitale e temi femministi.
Matthias Monroy, CILIP e nd.Der Tag
Giornalista, attivista ed esperto di diritti civili, attività di polizia e tecnologie di sicurezza in Europa, è redattore della rivista Bürgerrechte & Polizei/CILIP e di nd.DerTag (Germania). Ha assistito e subito in prima persona la repressione militare e di polizia negli anni Novanta. I suoi ambiti sono le attività di polizia nell’Unione europea, il controllo dell’immigrazione, il monitoraggio di Internet, le tecnologie di sorveglianza e intercettazione, i dispositivi della polizia, l’intelligence satellitare e i droni. Ha scritto per quotidiani e media online come netzpolitik.org.
Fiore Pagano, Cypher Sex
Hacktivista femminista (pronome: loro), ha fondato Cypher Sex (Italia/Germania). Da circa vent’anni contribuisce alla gestione di server autonomi e alla formazione sulla sicurezza digitale per attivisti e difensori dei diritti umani. Cypher Sex è un collettivo femminista intersezionale con sede a Berlino, che offre risorse e workshop di autodifesa digitale a donne, persone LGBTQIA*, sex-worker, personale di centri antiviolenza e alla comunità queer radicale.
Con approccio transfemminista, Pagano collabora con infrastrutture autonome e ONG, scrive e cura manuali e siti sulla sicurezza digitale e tiene corsi di autodifesa digitale per gruppi a rischio.
Víctor Fancelli Capdevila, Digitale Souveränität für Kunsthochschulen
Curatore digitale (Karlsruhe, Spagna/Germania) presso la Staatliche Akademie der Bildenden Künste Karlsruhe, nell’ambito del progetto di cooperazione “Digitale Souveränität für Kunsthochschulen” (Sovranità digitale per le accademie d’arte). Ha lavorato come archivista digitale allo ZKM e in diverse università di Karlsruhe. Con Lisa Deml e Nathalia Lavigne ha curato la mostra “After Memory”. Fa parte dell’organizzazione di SobTec, il Congresso sulla sovranità tecnologica di Barcellona, e di KeepKarlsruheBoring.org, un’agenda autonoma.
Con una prassi umanistica e una mentalità artigianale, esplora la soglia tra sistemi tecnici e politici, come in “Public Activity? ActivityPub!”, campagna che invita le iniziative culturali a entrare nel Fediverso.
Digitale Gesellschaft e.V.
L’organizzazione senza scopo di lucro (Germania) è attiva dal 2010 per i diritti civili e la tutela dei consumatori in ambito digitale. Per preservare e sviluppare una società digitale aperta, si oppone all’erosione delle libertà civili online e a ogni forma di sorveglianza, e promuove le opportunità digitali in termini di accesso alla conoscenza, trasparenza, partecipazione ed espressione creativa.
Tatiana Bazzichelli, Disruption Network Lab
Direttrice e fondatrice del Disruption Network Lab (Berlino, Italia/Germania), lavora su whistleblowing, cultura di rete, arte e attivismo. Da settembre 2023 dirige il Disruption Network Institute, centro di indagine e ricerca empirica sull’impatto dell’intelligenza artificiale su nuove tecnologie di guerra, armi automatizzate e guerra in rete.
Ha conseguito il dottorato in Studi sull’informazione e sui media presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Aarhus nel 2011. È autrice di Whistleblowing for Change (2021), Networked Disruption (2013), Disrupting Business (2013) e Networking (2006). Fino al 2014 ha curato per tre anni il festival di arte e cultura digitale transmediale a Berlino, sviluppando il programma annuale “reSource transmedial culture Berlin” e curando diversi eventi congressuali.
Come partecipare
Il workshop si svolgerà il 31 ottobre 2026, dalle 17:00 alle 19:30 presso la Stadtwerkstatt, in Karl-Liebknecht-Straße 11, a Berlino. L’ingresso è gratuito ed è richiesta la registrazione online. La capienza massima è di 80 partecipanti, si consiglia quindi di iscriversi per tempo.
Per registrarsi, basterà prenotarsi a questo link: https://tickets.disruptionlab.org/




