Germania: alla conferenza su Israele, i territori palestinesi spariscono dalla mappa

Ha generato scalpore, in Germania, il materiale promozionale della conferenza dal titolo “Nevatim Special Israel Conference 2026”, in programma a Potsdam dal 6 all’8 novembre. La promozione dell’evento contiene una grafica con la scritta “La nostra speranza”, affiancata a una cartina geografica nella quale la Palestina risulta sparita, dal momento che di Israele è raffigurata come se comprendesse, senza distinzioni di confine, i territori autonomi palestinesi e le alture del Golan. A richiamare l’attenzione sul fatto è stata la testata radio e web locale rbb e, nel frattempo, il post su Instagram che riportava la mappa di Israele senza la Palestina è stato cancellato.
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La posizione del governo tedesco e quella della Corte Internazionale di Giustizia
Se la grafica in questione esprimesse l’aspirazione alla cancellazione completa dei territori palestinesi, la cosa potrebbe diventare imbarazzante per il Ministero degli Affari Esteri tedesco, nonostante la Germania non sia fra i 157 Stati Membri dell’Onu (su 193) che non riconoscono lo Stato di Palestina. La posizione ufficiale della Germania è che Gerusalemme Est, la Cisgiordania e Gaza siano occupate da Israele dal 1967. E lo Stato tedesco è, notoriamente, molto attento nel rendere chiare le proprie posizioni rispetto alla legittima attribuzione di quei territori, che non sono, per Berlino, uno Stato indipendente, ma non fanno neppure parte di Israele. Del resto, la Germania non riconosce neppure l’annessione, avvenuta nel 1981, delle alture del Golan, che Israele aveva occupato, insieme agli altri territori, nel 1967.
Infine, nel 2024 la Corte internazionale di giustizia dell’Aia, massima autorità giudiziaria delle Nazioni Unite, ha giudicato l’occupazione israeliana dei territori palestinesi contraria al diritto internazionale. Secondo Nawaf Salam, allora giudice della Corte e oggi primo ministro libanese, la presenza continuativa di Israele in quei territori è illegittima.
La conferenza è finanziata dal Ministero dell’Interno tedesco
L’evento è organizzato dalla Jewish Agency for Israel e da Nevatim (il secondo è un programma della prima), che, dal 2023, riceve fondi dal Ministero dell’Interno tedesco (BMI). Nell’ultimo biennio il sostegno è ammontato a 399.000 euro l’anno. per il 2026 sono previsti 400.000 euro e per il 2027 ne sono previsti 510.000. Non è chiaro se l’utilizzo di materiale che esprime una posizione diversa da quella ufficiale sulla situazione geopolitica dei territori palestinesi possa influire sui finanziamenti futuri.
Commentando l’episodio, rbb ha ricordato le gravi conseguenze, anche penali, che negli ultimi anni ha comportato, per gli attivisti pro-palestina, l’impiego dello slogan che comprende l’espressione “dal fiume al mare”. Lo slogan è stato reso illegale nel 2023 dall’allora Ministra dell’Interno Nancy Faeser, poiché si riteneva che sottendessa la rivendicazione di un unico Stato palestinese libero tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo, dunque anche sul territorio di Israele, il che avrebbe negato il diritto di Israele a esistere e la posizione ufficiale della Germania, che è favorevole a una soluzione a due Stati.
La domanda posta da rbb e anche da altri critici della situazione, quindi è la seguente: che cosa succede se lo slogan “dal fiume al mare” o una sua rappresentazione visiva si utilizza per stabilire che debba essere Israele a estendersi senza interruzioni dal Giordano al Mediterraneo, cancellando la Palestina dalla mappa? Al momento, in Germania, non risultano procedimenti penali aperti per questo particolare utilizzo dello slogan o di immagini equivalenti. Il Ministero, su input della testata locale, ha dichiarato di non visionare in anticipo tutti i materiali promozionali degli eventi che finanzia, ma non si è espresso sui requisiti che vengono richiesti perché i finanziamenti vengano concessi o su quali condizioni, eventualmente, potrebbero provocarne la sospensione.




