CronacaCronaca: Berlino

Gli hacker metteranno in vendita i dati rubati all’amministrazione di Berlino

Una enorme quantità di dati sensibili che erano in possesso dell’amministrazione di Berlino potrebbero essere venduti nel prossimo futuro. Gli hacker che si sono introdotti nel sistema qualche settimana fa e vi hanno operato indisturbati per giorni, prima che l’attacco fosse scoperto, hanno chiesto due milioni di euro in bitcoin, ma il Senato non ha intenzione di cedere, come aveva già comunicato la settimana scorsa il sindaco Kai Wegner (CDU). 

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Gli hacker venderanno i dati, l’amministrazione si rifiuta di pagare il riscatto

Gli hacker hanno indicato dato un ultimatum alla città, indicando il 4 settembre come data ultima, dopo la quale procederanno alla vendita dei dati sensibili che hanno acquisiti. L’amministrazione si sta quindi preparando a questa eventualità e si è disposta a informare i dipendenti interessati dalla fuga di informazioni.

Considerando l’importanza di molti dei dati che sono stati acquisiti dagli autori dell’attacco è considerato probabile che essi vengano comunicati a terzi e pubblicati, in tutto o in parte. I dati sono già in vendita sul dark web per circa 30 bitcoin (circa 2 milioni di euro) da venerdì scorso. Il Senato sta approntando misure di supporto per i dipendenti che potrebbero risentirne.

Dopo l’attacco, gli hacker avevano chiesto al Senato una somma pari a circa due milioni di euro. L’ultimatum da loro fissato scade venerdì. Già venerdì scorso il sindaco Kai Wegner (CDU) aveva dichiarato che il Land di Berlino non si sarebbe lasciato ricattare.

Martedì, una portavoce del Senato ha confermato quanto molti media già sospettavano e quanto il Tagesspiegel aveva già scritto: a rivendicare l’attacco è stato il gruppo hacker Rhysida, responsabile, negli ultimi anni, di diversi attacchi informatici contro obiettivi in Europa e negli Stati Uniti, che potrebbe essere in possesso ora di 5,7 terabyte di dati riservati, inclusi quelli relativi alle password e perfino ai conti bancari dei dirigenti. Stando alle informazioni attualmente disponibili, il furto di dati continuerebbe a riguardare solo le due amministrazioni del Senato responsabili dei trasporti e dell’edilizia. I dati rubati potrebbero essere utilizzati, fra le altre cose, per commettere frodi e furto di identità.

Le autorità berlinesi si erano rese conto dell’attacco il 14 agosto, ma sembra che, dal 7 al 12 del mese, gli hacker abbiano avuto campo libero, introducendosi nei sistemi e acquisendo terabyte di dati. Le indagini al riguardo proseguiranno a tempo indeterminato. Intanto, tutti i sistemi del Land di Berlino dovranno essere sottoposti a scansione per escludere che siano stati sottratti ulteriori dati.

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