Identificati sospetti autori dell’attentato con droni all’aeroporto di Lipsia
La polizia federale tedesca ha identificato due dei presunti responsabili del tentato attacco con i droni all’aeroporto di Lipsia/Halle. Il governo tedesco ha già reso pubblica la propria posizione, ovvero il sospetto che dietro la presenza dei velivoli ostili su territorio tedesco ci sia la Russia e ora, secondo quanto riportato da diverse testate, fra le quali Tagesschau e Die Zeit, sarebbero stati identificati anche due individui ritenuti fra i responsabili materiali del fatto.
La newsletter del Mitte!
Notizie, novità, eventi dalla Germania
Sospetti autori dell’attentato con droni a Lipsia identificati dal DNA
Le informazioni attualmente disponibili al pubblico sono emerse da un’inchiesta giornalistica congiunta di NDR, WDR e Süddeutsche Zeitung. Dei due indagati si sa poco. Uno dei due risulta essere un cittadino bielorusso munito anche di passaporto russo, identificato grazie al DNA e con precedenti penali nei Paesi Baltici. Sarebbe entrato in territorio Schengen con un visto turistico per l’Italia acquisito alla fine di aprile attraverso la rappresentanza italiana a Minsk. Le tracce di DNA sarebbero state trovate tanto sul drone quanto nei dintorni dell’aeroporto, all’interno di un contenitore pieno di esplosivo e su un’antenna fissata a un albero nelle vicinanze.
Le tracce biologiche sono state confrontate con quelle presenti nelle banche dati europee, fra cui quelle lituane e finlandesi.
Inoltre, le indagini hanno portato gli inquirenti a sospettare che per l’attentato fosse in programma l’uso di più droni rispetto ai tre che sono stati ritrovati, interi o in parti.
Al secondo uomo, un cittadino lettone, anch’egli con passaporto russo, viene attribuito un ruolo relativo soprattutto al coordinamento logistico e organizzativo dell’attentato. Di lui si sa che è arrivato a Berlino in aereo e ha in seguito raggiunto la Sassonia con un’auto a noleggio, per poi ripartire in aereo due giorni prima del tentato attacco. ARD ha parlato anche di una persona collegata ai servizi segreti russi. Gli inquirenti, al momento, nutrirebbero poche speranze di arrestare i due sospettati, poiché questi hanno lasciato il Paese. I responsabili di diversi attacchi, soprattutto informatici, portati a termine in Germania negli ultimi anni, si sarebbero sempre sottratti all’arresto evitando di rientrare nel Paese, per lo più restando in Russia.
Il Cremlino smentisce
Mosca, intanto, nega qualsiasi coinvolgimento nei fatti di Lipsia e, in un comunicato dell’ambasciata russa a Berlino, definisce l’intera vicenda una “provocazione messa insieme in fretta e furia” e parte di una “nuova ondata di isteria anti-russa in Germania”. Non è la prima volta che Berlino accusa Mosca di atti criminali o di sabotaggio su territorio tedesco e che il Cremlino nega tutte le accuse. La stessa dinamica si era verificata nel caso del famoso omicidio di Tiergarten, nel 2019. In quell’occasione, un cittadino georgiano era stato ucciso e per l’omicidio era stato arrestato un uomo ritenuto un sicario russo, successivamente condannato all’ergastolo e poi rilasciato nel 2024 come parte di un programma di scambio prigionieri. Secondo il tribunale tedesco, è certo che l’uomo abbia ricevuto l’incarico dal governo Russo. Il Cremlino, anche in questo caso, nega, ma il presidente Vladimir Putin ha accolto personalmente l’uomo al suo rientro a Mosca.



