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Obiezione di coscienza: boom di richieste in Germania

Nei primi sei mesi del 2026 le domande di obiezione di coscienza presentate in Germania hanno già superato il totale registrato nell’intero anno precedente. Non è difficile tracciare un collegamento diretto fra questo dato e l’entrata in vigore della nuova legge sul servizio militare, in vigore dal 1° gennaio. Se, fino all’anno scorso, non aveva particolarmente senso presentare allo Stato la propria obiezione di coscienza, dal momento che non sussisteva né l’obbligo del servizio militare né il suggerimento che tale obbligo potesse essere reintrodotto, da quest’anno lo Stato non fa mistero dell’intenzione di aumentare drasticamente l’organico delle forze armate e di essere pronto a farlo anche tornando alla coscrizione obbligatoria. 

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Oltre 5.000 nuovi obiettori di coscienza in Germania nel 2026

Alla data del 30 giugno erano già pervenute all’Ufficio federale per la famiglia e le attività della società civile (BAFzA) 5.862 richieste di obiezione. Il confronto con gli anni precedenti restituisce la portata dell’incremento: nel 2025, considerando l’intero anno, le domande erano state 3.879; nel 2024 si erano fermate a 2.249. Un livello così alto non si registrava dal 2011, l’anno della sospensione del servizio di leva obbligatorio, quando le richieste avevano toccato quota 4.348.

A spiegare l’aumento concorre anche il clima di tensione internazionale. La legge punta a reclutare volontari per portare l’organico della Bundeswehr dagli attuali 186.000 militari in servizio attivo a 260.000 entro il 2035. È anche noto che, qualora il potenziamento su base volontaria non producesse i risultati attesi, i partiti dell’Unione si sono riservati la possibilità di tornare a valutare la reintroduzione dell’obbligo di leva. E, fino a questo momento, i numeri sono piuttosto bassi. Il numero dei militari in servizio attivo o disponibili al servizio nell’esercito tedesco è aumentato, ma non abbastanza da far pensare che gli obiettivi del governo si possano raggiungere solo grazie ai volontari. Prima o poi, temono in molti, per avere l’esercito che il Ministro della Difesa Boris Pistorius (SPD) e il cancelliere Friedrich Merz (CDU) desiderano, si renderà necessario trascinare nelle forze armate anche chi non ha voglia di farne parte.

Il diritto all’obiezione di coscienza in Germania è riconosciuto dalla Costituzione

Il servizio di leva è sospeso dal 2011, ma non è mai stato abolito: resta ancora oggi previsto dalla Legge fondamentale tedesca. Proprio per questo continua a valere ancora il diritto a rifiutare il servizio militare armato per motivi di coscienza, in base all’articolo 4, comma 3 della Costituzione, che tutela chiunque non voglia essere costretto, contro la propria coscienza, a prestare servizio con le armi.

Per ottenere il riconoscimento, la richiesta va inviata per iscritto all’Ufficio federale per la gestione del personale delle Forze armate tedesche, corredata da tre elementi: una breve lettera di accompagnamento firmata, un curriculum vitae completo e una motivazione dettagliata, scritta personalmente dal richiedente, che spieghi le ragioni del rifiuto.

Presentare per tempo la richiesta di obiezione può rappresentare una forma di tutela preventiva, nel caso in cui l’obbligo di leva venisse riattivato in uno scenario di tensione o di difesa del Paese. Chi ottiene il riconoscimento acquisisce infatti una protezione giuridica che esclude qualsiasi obbligo di prestare servizio militare armato. Resta tuttavia fermo, anche per gli obiettori riconosciuti, il dovere di svolgere un servizio civile sostitutivo qualora si verificasse una situazione di tensione o di difesa nazionale.

C’è anche chi ritira l’obiezione

Accanto alla crescita delle nuove domande si osserva anche un movimento di segno contrario, seppure di dimensioni più contenute: un certo numero di persone sta revocando un’obiezione presentata in passato. Secondo quanto riportato in aprile dalla Neue Osnabrücker Zeitung, i casi di revoca erano stati 781 nel corso dello scorso anno, mentre nei primi tre mesi del 2026 se ne contavano già 233.

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