Estradata in Germania Marla Svenja Liebich, l’estremista di destra dichiaratasi trans dopo la condanna
Sarà estradata in Germania Marla Svenja Liebich, l’estremista di destra tedesca dichiaratasi trans dopo aver ricevuto una condanna a una anno e mezzo di reclusione e arrestata nella Repubblica Ceca, dov’era latitante. A stabilirlo è stata l’Alta Corte di Praga, che ha respinto i ricorsi presentati dalla 55enne contro la procedura di estradizione, confermando quanto deciso in precedenza dal tribunale di primo grado.
La decisione apre ora la fase operativa del trasferimento. Secondo quanto dichiarato da Dennis Cernota, a capo della Procura di Halle, le autorità ceche dovranno mettersi in contatto entro dieci giorni con l’Ufficio di polizia criminale della Sassonia-Anhalt per coordinare il passaggio con le autorità tedesche. La Procura di Halle è infatti l’ufficio competente per l’esecuzione della pena nel procedimento che riguarda Liebich.
Estradata in Germania l’estremista di destra Marla Svenja Liebich. Aveva cambiato genere dopo la condanna
La destinazione inizialmente prevista per l’estremista di destra sarà il carcere di Chemnitz, la cui direzione deciderà in seguito se Liebich resterà nella struttura oppure verrà assegnata a un altro istituto penitenziario.
In Germania, la 55enne è stata condannata nel 2023 a una pena complessiva di un anno e sei mesi di reclusione, senza sospensione condizionale della pena, per istigazione all’odio, diffamazione aggravata e ingiuria. Ai tempi, Liebich era stata giudicata e condannata dal tribunale di Halle con il precedente nome, non avendo ancora effettuato la rettifica anagrafica del genere da maschile a femminile.
Per questo, successivamente, la vicenda ha generato accese discussioni pubbliche e interpretazioni contrastanti. Alcuni critici hanno infatti parlato di scelta provocatoria e di un possibile uso strumentale della legge tedesca sull’autodeterminazione del genere. si sia trattato di una scelta provocatoria e hanno parlato di un possibile uso strumentale della legge tedesca sull’autodeterminazione di genere. Ad ogni modo, al di là delle speculazioni, non è possibile arrivare a conclusioni certe quando si parla di intenzioni e di certo resta solo l’iter processuale. E il fatto che Liebich si sia sottratta alla pena, prendendosi anche la briga di irridere la polizia su X durante la latitanza.
Respinti i ricorsi contro l’estradizione
Dopo l’arresto e durante il procedimento per l’estradizione avvenuto in Repubblica Ceca, Liebich aveva dichiarato di non voler essere consegnata alla Germania, sostenendo di temere per la propria vita nel caso fosse stata detenuta in un carcere maschile tedesco. Parallelamente, aveva presentato un’istanza di ricusazione nei confronti della presidente del collegio che si era occupato del caso a Plzeň.
Entrambe le richieste sono state respinte e la decisione dell’Alta Corte di Praga si intende definitiva. Resta, almeno sul piano teorico, l’ultima possibilità di un ricorso presso la Corte costituzionale di Brno, ma l’ipotesi è decisamente poco probabile.




