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Marla-Svenja Liebich è latitante. E prende in giro la polizia tedesca su X

Chi pensava che il piano di Marla-Svenja Liebich, nel chiedere la rettifica dei documenti e la transizione di genere, fosse quello di scontare la condanna per incitamento all’odio in un carcere femminile si sbagliata. Il piano era quello di non andarci affatto, in carcere. Al momento di iniziare la detenzione, venerdì scorso, Liebich non si è presentata ed è attualmente latitante.

Marla-Svenja Liebich prende in giro le autorità sui social

La polizia e la procura hanno immediatamente fatto partire le ricerche su scala nazionale. Per Liebich, è stato spiccato un mandato di arresto e sono scattati i controlli presso gli ultimi domicili e l’analisi dei contatti recenti. Il procuratore capo Dennis Cernota ha fatto sapere che, se catturata, Liebich potrà essere arrestata immediatamente e condotta in carcere e che il fatto di essersi sottratta alla detenzione elimina automaticamente qualsiasi possibilità di benefici e agevolazioni durante la detenzione.

Nel frattempo, le voci si rincorrono sui social network, dove gira la voce che Liebich si trovi già all’estero. Il pubblico ministero ha liquidato queste ipotesi come “pura speculazione”. Una registrazione audio riprodotta davanti al carcere femminile di Chemnitz alimenta i sospetti. Circa 60 sostenitori si erano radunati per una bizzarra “festa di benvenuto” organizzata dalla stessa Liebich. Le speculazioni sulla fuga all’estero deriverebbero proprio da un messaggio vocale diffuso via telegram fra gli aderenti alla manifestazioni. Intanto, Liebich sembra prendersi gioco delle autorità che la cercano attraverso i social media, postando regolarmente su X (ex Twitter) con toni sarcastici e provocatori.

“Il trucco di un gioco di prestigio: tutti gli occhi sono puntati sullo sfondo, mentre l’oggetto scompare nell’ombra”, scrive in uno dei primi post dopo la fuga e aggiunge: “Nessuno sapeva della mia decisione, né il mio avvocato né la mia famiglia. Cosa ne consegue? Un mandato di arresto internazionale”. E, infine, ”Saluti da Mosca – James Bond” con l’hashtag #runningwoman.

I post successivi diventano ancora più audaci. Liebich afferma di trovarsi “sul territorio della Federazione Russa“, vantandosi delle sue competenze linguistiche acquisite durante l’infanzia: “Un vero vantaggio: già da bambina frequentavo una scuola con lezioni avanzate di russo”. Sostiene di essere in contatto con “funzionari vicini al Cremlino” e di pianificare una richiesta di asilo negli Stati Uniti, dove sarebbe stato “manifestato interesse”.

L’account X continua a sfornare contenuti: risposte ad altri utenti, commenti ad articoli di giornale, provocazioni sulla politica tedesca. 

Il profilo dell’estremista: decenni nell’estrema destra sassone

La figura di Liebich non è certo nuova agli investigatori tedeschi. Per decenni ha militato attivamente nei circoli dell’estrema destra in Sassonia-Anhalt e dal 2002 l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione del Land la teneva sotto osservazione. Il suo nome compare regolarmente nei rapporti annuali dell’intelligence tedesca.

Nel luglio 2023 è arrivata la condanna definitiva: un anno e mezzo di reclusione senza condizionale per incitamento all’odio razziale, diffamazione e ingiuria. Il tribunale distrettuale di Halle emette la sentenza e sia l’appello che la successiva revisione vengono respinti. Alla fine del 2024, sfruttando la legge sull’autodeterminazione delle persone trans appena approvata, Liebich, con una dichiarazione presso un ufficio di stato civile sassone, Liebich assume ufficialmente il nome Marla-Svenja.

In molti hanno espresso scetticismo sulla genuinità del desiderio di Liebich di far riconoscere la propria identità femminile, considerando che l’omotransfobia hanno sempre fatto parte dei suoi discorsi d’odio e della sua militanza nell’estrema destra tedesca. Liebich aveva deriso quella che definiva “follia gender”, così come “l’ideologia verde della sinistra”, e aveva definito le persone queer “parassiti della società”. Per questo motivo, esistono fondati sospetti che quello di Liebich sia un deliberato tentativo di ridicolizzare la nuova legge e mettere in imbarazzo le autorità tedesche.

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