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“Stop a collaborazioni con Israele”: la richiesta del parlamento degli studenti dell’Università Humboldt di Berlino

Il Parlamento degli studenti dell’Università Humboldt di Berlino ha approvato una mozione che chiede all’ateneo di interrompere le collaborazioni con Israele e segnatamente con le relative università e istituti di ricerca e al tempo stesso di non sostenere più le iniziative di studenti che abbiano legami con istituzioni israeliane.

La mozione, presentata dal gruppo universitario “Linke Liste” nell’ultima seduta del parlamento studentesco prima della pausa estiva , è stata approvata a larga maggioranza e con due soli voti contrari, come riportato da Taz.

La proposta degli studenti della Humboldt di Berlino: stop a collaborazioni con Israele

Il documento (che potete leggere qui), intitolato “Solidarietà con la Palestina – Porre fine al coinvolgimento della HU nel genocidio”, chiede inoltre che l’Università Humboldt renda pubbliche tutte le collaborazioni con atenei e istituti di ricerca israeliani, allo scopo di verificare fino a che punto possano essere collegati a “violazioni del diritto internazionale, quali l’apartheid e il genocidio”.

Si richiede infine che vengano invece instaurate collaborazioni con università palestinesi e libanesi e che vengano istituite borse di studio dedicate a studenti provenienti dalla Palestina e dal Libano vittime di violenze o sfollamento.

Le motivazioni: “Collegamento diretto o indiretto

Secondo il testo approvato dal Parlamento degli studenti, le collaborazioni con università e centri di ricerca israeliani dovrebbero essere sospese perché tali istituzioni sarebbero coinvolte in modo diretto o indiretto nelle violazioni dei diritti umani perpetrate nei confronti della popolazione palestinese.

Tra gli esempi citati vengono indicati attività di ricerca nel settore della difesa e percorsi di formazione destinati a personale militare.

Secondo quanto riportato da Taz, durante la seduta un rappresentante degli Jusos, i giovani dell’SPD, avrebbe criticato la mozione e motivato il suo voto contrario sostenendo che il Parlamento studentesco stia ignorando episodi di antisemitismo e assumendo un atteggiamento critico unilaterale.

Un’esponente della Linke avrebbe invece respinto le accuse precisando di essere israeliana e parlando di semplici differenze politiche. Anche il resto del gruppo, latore della mozione, ha respinto in blocco le accuse di antisemitismo e dichiarato che il termine è stato spesso usato impropriamente, negli ultimi anni. Ha inoltre chiarito che la proposta di boicottaggio riguarda solo le istituzioni e non i singoli ricercatori o studenti, con cui la collaborazione dovrebbe rimanere possibile.

La posizione dell’università e le reazioni politiche

Più dure ancora le parole di alcuni esponenti politici che esprimono la coalizione di governo a Berlino. Timur Husein (CDU), intervenuto sul quotidiano B.Z., ha precisato che la mozione approvata non sarebbe in alcun modo giuridicamente vincolante per l’ateneo e ha inoltre parlato di decisione antisemita e contraria alla libertà della ricerca, “tipica dell’estremismo di sinistra”. Il deputato socialdemocratico Alexander Freier-Winterwerb sostiene invece che chi vuole boicottare le università israeliane non combatterebbe una guerra, “ma la scienza, il dialogo e la comprensione reciproca”. Nel suo intervento, il politico dell’SPD avrebbe inoltre richiamato il significato storico di Bebelplatz, la piazza situata proprio davanti alla Humboldt-Universität e dove, nel 1933, si svolse il rogo dei libri organizzato dal regime nazista.

La Humboldt-Universität, infine, non avrebbe comunicato, sulla base delle informazioni al momento disponibili, alcuna interruzione delle proprie collaborazioni con università israeliane.

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