Dyke March di Berlino: in piazza contro il fascismo, il movimento queer si divide su Gaza
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Il periodo del Pride, a Berlino, non vuol dire solo CSD: esistono da anni manifestazioni alternative, che contrappongono minoranze specifiche e rivendicazioni politiche a quella che percepiscono come la tendenza a ridurre la lotta per i diritti a una “festa” mainstream. È questo il caso della Dyke March di Berlino, il cui svolgimento è stato da poco confermato, dopo settimane di dubbi.
Il gruppo organizzatore ha sciolto la riserva, attraverso un annuncio pubblicato su Instagram e ripreso dalla rivista Siegessäule: la Dyke*March si terrà, collocandosi come da tradizione nella serata di venerdì che precede il grande Christopher Street Day, che quest’anno cade il 24 di luglio. La conferma, tuttavia, arriva insieme a un nuovo fronte di frizioni, che coinvolge l’organizzazione del CSD stesso e si spacca soprattutto sulla questione palestinese.
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Il motto scelto per l’edizione di quest’anno è “Dykes* in piazza contro il fascismo“. Il gruppo promotore lo accompagna con una dichiarazione che elenca le rivendicazioni al centro del corteo: accesso all’assistenza sanitaria per tutt*, autodeterminazione sui propri corpi, un diritto all’adozione che tenga conto delle condizioni di vita reali delle donne lesbiche, opposizione ai tagli al welfare e rifiuto di un registro speciale destinato alle persone queer.
Come si svolgerà la Dyke March di Berlino
Il corteo si svolgerà venerdì 24 luglio alle ore 17, con partenza dal Rotes Rathaus, dove è previsto un comizio con vari interventi dal palco. Da lì il tragitto si snoderà attraverso Holzmarktstraße, Oberbaumbrücke e Skalitzer Straße, per concludersi in Oranienplatz.
L’affluenza stimata dagli organizzatori è di circa 4000 persone. Agli uomini cisgender ed endosessuali viene chiesto, come gesto di solidarietà, di astenersi dal partecipare. Questa definizione indica chi, alla nascita, è stato classificato come maschio, si identifica come uomo (e quindi è cisgender) e presenta caratteristiche fisiche conformi agli standard biologici maschili (e quindi è endosessuale, in contrapposizione alle persone intersessuali che, indipendentemente dalla loro identità di genere, nascono con caratteristiche fisiche che esulano dall’identificazione binaria dei sessi biologici).
Il movimento queer e la questione palestinese
Da due edizioni a questa parte, il corteo si trova a fare i conti con un nodo irrisolto: la posizione da assumere sulla questione di Gaza. Come buona parte della sinistra tedesca, anche il movimento delle Dykes, che ha espresso, per la maggior parte, solidarietà al popolo palestinese e ferma condanna delle azioni di Israele, ha dovuto affrontare accuse di antisemitismo e di “non essere un luogo sicuro” per le partecipanti di origine o religione ebraica. Nel testo di presentazione di quest’anno, il gruppo organizzatore ha messo in chiaro che la solidarietà verso il popolo palestinese e la lotta al crescente antisemitismo non siano affatto in contraddizione e che chiedere la tutela della popolazione di Gaza non sia in alcun modo una presa di posizione antisemita.
Il nodo che sempre si presenta, quando l’organizzazione di una manifestazione queer si spacca sulla questione palestinese, è quella delle bandiere. La regola generale prevede che il divieto di sventolare, durante il cortelo, bandiere nazionali, con la sola eccezione di quella palestinese, come già avvenuto nell’edizione precedente. Il gruppo organizzatore ha annunciato l’intenzione di estendere eccezioni simili ad altre bandiere, citando come esempio quella ucraina.
Un capitolo a parte riguarda le bandiere arcobaleno con la stella di David: nell’edizione dello scorso anno, chi li portava è stato più volte accolto con ostilità, nonostante il gruppo organizzatore nega che esse fossero esplicitamente vietate e sostiene che non lo siano neppure quest’anno.
I contrasti con il CSD
La sera di venerdì 24 luglio, in contemporanea con la Dyke*March, debutterà a Berlino la prima “Drag March“, promossa direttamente dal Christopher Street Day. Il corteo drag partirà dalla stazione della metropolitana Bundestag e raggiungerà la Porta di Brandeburgo, dove nella stessa serata è previsto un ulteriore grande evento del CSD. Il corteo principale del Christopher Street Day si svolgerà invece il giorno successivo, sabato 25 luglio.
L’estensione del programma del CSD di Berlino alla serata di venerdì, con la nuova Drag March e un palco allestito alla Porta di Brandeburgo, viene definita dal team della Dyke March un atto di “sfrontatezza”. Le critiche vertono soprattutto sul fatto che la decisione sia stata presa senza alcun confronto preventivo, il che viene vissuto come un attacco rivolto alla DykeMarch e, di riflesso, alla visibilità lesbica.
Dal canto suo, il CSD di Berlino precisa che si sono svolti colloqui informali tra singoli membri delle due organizzazioni, pur senza che sia stato raggiunto alcun accordo ufficiale. Nella propria replica, l’organizzazione del Christopher Street Day dichiara di sostenere l’impegno per la visibilità lesbica e augura alla Dyke*March il meglio per la manifestazione di venerdì.




