In chat dava consigli su come sedare le donne per compiere abusi. Condannato un medico a Berlino

Il Tribunale regionale di Berlino ha condannato a cinque anni di carcere un medico di 32 anni, ritenuto responsabile di aver fornito, all’interno di una chat privata, indicazioni pratiche su come sedare donne, per poi abusare di loro una volta incoscienti. I reati contestati sono favoreggiamento nello stupro aggravato e violenza sessuale aggravata, che l’imputato avrebbe commesso in prima persona ai danni della propria compagna, in almeno tre occasioni diverse.
L’uomo, originario della Cina e titolare di un dottorato di ricerca, faceva parte di un gruppo composto da otto persone attivo sulla piattaforma di messaggistica Telegram. Attraverso quel canale, secondo quanto ricostruito dall’accusa, i partecipanti si scambiavano informazioni relative a reati sessuali da commettere ai danni di donne prive di sensi.
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Nella chat, il medico consigliava come sedare le donne prima degli abusi
All’interno del gruppo, il 32enne avrebbe messo a disposizione degli altri membri competenze di natura medica, suggerendo ripetutamente metodi per sedare le vittime. In un caso specifico, avrebbe indicato a un altro partecipante un farmaco sedativo specifico che l’altro, stando ai messaggi acquisiti agli atti, avrebbe poi realmente utilizzato per aggredire e violentare più donne. Quello stesso individuo è stato successivamente sottoposto a un separato procedimento penale davanti al Tribunale di Francoforte sul Meno.
Nel motivare la decisione, il presidente del collegio giudicante Thilo Bartl ha parlato del contributo fornito dall’imputato e di come i suoi consigli di natura “medica” siano stati determinanti nel permettere al suo complice di mettere in atto i reati.
I reati sessuali non si nascondono più, vengono applauditi online
Bartl ha definito questo tipo di condotte essenzialmente misogine, sottolineando come le donne coinvolte venissero ridotte a semplici oggetti nelle dinamiche del gruppo. Il magistrato ha inoltre osservato un mutamento nelle modalità con cui simili reati vengono oggi commessi: i criminali non agiscono più nell’ombra e nel silenzio, ma condividono apertamente in rete le loro malefatte, trovando persino consenso e plauso tra chi partecipa a queste chat.
Il tribunale ha collegato il caso berlinese a un fenomeno di portata più ampia, citando come riferimento un procedimento giudiziario avviato nel Regno Unito su basi analoghe. Secondo i giudici, si tratterebbe di una tendenza diffusa piuttosto che di un episodio isolato.
Abusi sessuali sulla fidanzata incosciente
Oltre al favoreggiamento nei confronti di terzi, l’imputato è stato riconosciuto colpevole di aver abusato sessualmente della propria fidanzata in tre occasioni, tra il 2020 e il 2021. I fatti si sarebbero svolti in una camera d’albergo a Pechino. Anche in questi episodi la donna sarebbe stata sedata e priva di sensi al momento dell’aggressione. I giudici ritengono che in alcune di queste circostanze fossero presenti altri uomini.
Durante una perquisizione condotta nell’ambito delle indagini sono stati sequestrati file video che, secondo l’accusa, documenterebbero proprio gli episodi avvenuti in quel biennio. La donna, chiamata a testimoniare nel processo, si è rifiutata di rendere dichiarazioni.
Le indagini
Il procedimento che si è tenuto a Berlino fa parte di un’inchiesta più estesa, condotta in parallelo in diversi Länder tedeschi, che ha portato all’individuazione di una rete composta in prevalenza da uomini di origine cinese. L’indagine ha preso avvio da una segnalazione dell’Ufficio criminale regionale dell’Assia; è stata proprio l’analisi dei dati raccolti in quella fase a permettere agli inquirenti di identificare il 32enne come membro del gruppo di chat.
L’uomo si trova in custodia cautelare dal settembre 2025. Il collegio giudicante ha accolto integralmente la richiesta di pena avanzata dalla Procura, respingendo la proposta della difesa, che aveva chiesto una condanna a due anni con sospensione condizionale. La sentenza non è ancora passata in giudicato.




