La BVG sarà obbligata a ospitare la pubblicità del portale populista di destra Nius. Annunciato ricorso
L’azienda di trasporti pubblici di Berlino, BVG, dovrà riattivare la campagna pubblicitaria del portale populista di destra Nius, interrotta lo scorso giugno. Lo ha stabilito lunedì il Tribunale amministrativo di Berlino, pronunciandosi in un procedimento d’urgenza: secondo quanto comunicato da un portavoce dell’organo giudiziario, Nius vanta un diritto a un accesso paritario e non discriminatorio agli spazi pubblicitari gestiti dall’azienda di trasporti.
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Perché la BVG non vuole la pubblicità di Nius
Tutto era iniziato in aprile, quando Nius, la testata online fondata dall’ex direttore della Bild Julian Reichelt aveva prenotato, attraverso l’agenzia che gestisce la commercializzazione degli spazi pubblicitari della BVG, una campagna di grande formato su un autobus a due piani e su alcune linee della metropolitana berlinese. La notizia era circolata ampiamente in rete all’inizio di giugno, insieme alle immagini del mezzo pubblico recante slogan scelto per la campagna, che riprendeva i temi cari al portale, secondo cui tutti gli altri media sarebbero fautori di una presunta censura dell’informazione. Lo slogan recitava: “Alle 6 del mattino sapere già ciò che ci verrà nascosto alle 8 di sera”.
L’iniziativa aveva provocato una reazione immediata da parte della rete di attivisti Campact, che aveva fatto seguire per ore all’autobus della BVG un proprio veicolo pubblicitario, recante uno slogan di segno opposto: “Alle 6 del mattino già diffondere menzogne e incitamento all’odio”. Sulla piattaforma di petizioni WeAct, sempre riconducibile a Campact, era stata inoltre lanciata una raccolta firme contro la presenza della campagna sui mezzi pubblici berlinesi, che aveva superato le 130.000 adesioni. Il tribunale ha inoltre ricordato come, sui social media, fossero circolati appelli a danneggiare le infrastrutture della BVG e a ostacolarne il funzionamento.
Di fronte a queste pressioni, la BVG aveva scelto a inizio giugno di interrompere la campagna, motivando la decisione, fra l’altro, con un post pubblicato su X dal caporedattore di Nius, Julian Reichelt, interpretato dall’azienda come portatore di un sottotesto ostile verso le persone queer transgender.
Le motivazioni del tribunale
Nel motivare la decisione, i giudici amministrativi hanno stabilito che la campagna pubblicitaria rispetta i criteri fissati dalla stessa BVG per l’uso dei propri spazi e risulta inoltre tutelata dalla libertà di espressione e di stampa. Secondo il tribunale, il timore che soggetti terzi possano reagire alla pubblicità con atti di violenza contro le infrastrutture aziendali, o comunque disturbarne il funzionamento, non costituisce di per sé un motivo sufficiente per escludere l’inserzionista. Considerazioni legate alla sicurezza, spiegano i giudici, potrebbero giustificare la revoca dell’accesso solo qualora l’ordine pubblico non potesse essere garantito nemmeno ricorrendo ai mezzi ordinari delle forze di polizia: una condizione che, nel caso specifico, non risulterebbe dimostrata.
Il tribunale ha inoltre escluso che la BVG possa continuare a qualificare come manifestamente illecite le dichiarazioni di Reichelt poste alla base della sospensione, ritenendo che i limiti della libertà di espressione non siano stati superati. Su questa base, secondo la sentenza, Nius può pretendere che simili qualificazioni nei propri confronti cessino.

La BVG ricorre contro la decisione del tribunale
L’azienda di trasporti ha reso noto di aver impugnato la decisione del Tribunale amministrativo, ritenendo che le questioni giuridiche alla base del caso richiedano un approfondimento ulteriore. In una nota diffusa il 13 luglio, la BVG ha confermato di aver ricevuto il provvedimento e di aver presentato ricorso, chiedendo che la vicenda venga riesaminata dal Tribunale amministrativo superiore.




