AperturaVivere in Germania

Prendere la patente in Germania potrebbe diventare più semplice

Prendere la patente in Germania è estremamente costoso: si possono spendere fino a 4.000 euro per conseguire la patente di guida di categoria B. La cifra è lievitata senza dubbio sotto la spinta congiunta dell’inflazione, dell’aumento dei prezzi del carburante e della crescita salariale, ma non è comunque allineata ai costi che si sostengono negli altri Paesi europei. In Italia, per esempio, per prendere la patente tramite autoscuola si spendono tra i 750 e i 1.200 euro, scendendo a 400-600 euro per chi sceglie la via da privatista.

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Il Consiglio dei ministri ha messo mano al problema, approvando un pacchetto di modifiche che punta su due direttrici: alleggerire il peso economico per i candidati e aggiornare i metodi di formazione. La proposta porta la firma del ministro dei trasporti Patrick Schnieder (CDU).

Formazione digitale e semplificazione degli esami

Tra le misure più rilevanti figura la possibilità di seguire l’intero corso teorico in modalità online. Le scuole guida potranno scegliere autonomamente se erogare le lezioni in presenza o a distanza.

Anche gli esami dovrebbero diventare più semplici: il questionario teorico sarà più breve e diminuirà anche il numero dei percorsi pratici obbligatori. La guida notturna e quella autostradale, finora requisiti fissi, potrebbero non essere obbligatori in futuro. Si spera che, con queste semplificazioni, il tasso di bocciature cali, riducendo i costi complessivi del percorso formativo.

Un’altra novità riguarda l’introduzione dei simulatori di guida come strumento formativo riconosciuto. Si tratta di un passaggio che avvicina la Germania agli standard tecnologici già adottati in altri contesti europei e che potrebbe abbattere alcune voci di spesa legate alle ore di esercitazione su strada.

Il progetto pilota per la formazione con accompagnatori privati

Una delle proposte più discusse è la sperimentazione della cosiddetta formazione da parte di non professionisti. In sostanza, i giovani potranno affiancare alle lezioni con l’istruttore anche sessioni di guida condotte da genitori o da altre persone di fiducia. Il modello preso a riferimento è quello austriaco, dove questa formula è consolidata da anni.

Il progetto partirà in via sperimentale, con l’obiettivo di valutarne l’impatto tanto sul piano economico quanto su quello della sicurezza stradale prima di un’eventuale estensione su scala nazionale.

Le critiche delle associazioni degli istruttori

Il fronte degli istruttori di guida professionisti si è espresso contro il pacchetto di riforma. Le associazioni di categoria temono che le semplificazioni introdotte possano tradursi in una riduzione degli standard di sicurezza sulle strade.

A ciò si aggiunge una critica di natura politica: secondo gli istruttori, parte della responsabilità per i costi elevati ricade proprio sulle istituzioni, che nel corso degli anni hanno stratificato regole e vincoli burocratici contribuendo ad appesantire il percorso formativo.

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