La Germania vuole assicurarsi un seggio al Consiglio di Sicurezza dell’ONU
Il Ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul (CDU) si è recato a New York per perorare la causa Germania al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, con lo scopo di assicurare al Paese un seggio non permanente per il biennio 2027/2028. La decisione spetta all’Assemblea Generale, che si esprimerà mercoledì.
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La Germania si propone con un ruolo di mediazione all’interno del Consiglio di Sicurezza dell’ONU
L’immagine che la Germania intende presentare e, di conseguenza anche la linea che Wadephul ha perseguito nel sostenere questa candidatura, è quella di un interlocutore terzo nei conflitti e nelle tensioni attualmente in corso, di un difensore del diritto internazionale, nonché mediatore europeo impegnato, nelle parole del ministro alla trasmissione televisiva Bericht aus Berlin, “per la pace, il rispetto e la comprensione tra i popoli”.
Inoltre – e anche questo è un aspetto che Wadephul intende sottolineare nel supportare la candidatura della Germania, Berlino figura tra i principali contribuenti delle Nazioni Unite.
Il nodo di Gaza: la Germania potrebbe perdere voti per la vicinanza a Israele
Nel gruppo dell’Europa occidentale e degli altri Stati, accanto alla Germania si candidano Austria e Portogallo. Lo statuto dell’ONU riserva a questo raggruppamento due soli seggi, il che vuol dire che uno dei tre Paesi resterà inevitabilmente escluso.
Contro la Germania gioca, evidentemente, la posizione tedesca sul conflitto a Gaza e la vicinanza pressoché incondizionata a Israele, che ha ricevuto pesantissime critiche e perfino un ricorso intentato dal Nicaragua presso la Corte Internazionale di Giustizia per “complicità in un genocidio”. Wadephul non ritiene, tuttavia, che questo dato avrà un impatto significativo sull’esito del voto. Secondo il ministro, alla Germania sarà riconosciuta una “posizione molto equilibrata al riguardo”. D’altra parte, ha aggiunto “Tutti sanno che abbiamo una responsabilità particolare nei confronti di Israele”.
Qualora la Germania non ottenesse i voti necessari, resterebbe tecnicamente aperta la strada per la candidatura al biennio successivo, 2028/2029. I tempi di preparazione sono però lunghi, e per quel periodo esistono già candidature consolidate da anni di raccolta di consensi.
Come funziona il Consiglio di Sicurezza dell’ONU
Il Consiglio di Sicurezza conta quindici membri. Cinque siedono in modo permanente (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti) e dispongono del diritto di veto, mentre gli altri dieci seggi ruotano con mandati biennali. Le attribuzioni dell’organo comprendono l’imposizione di sanzioni, la decisione di embarghi sulle armi e il dispiegamento di forze di pace, tutte misure subordinate all’assenza di veti.
Negli ultimi anni, proprio il meccanismo del veto ha paralizzato più volte l’organo: la Russia ha bloccato le risoluzioni sull’Ucraina, gli Stati Uniti quelle su Gaza. Il presidente della sottocommissione per gli affari dell’ONU al Bundestag Boris Mijatovic (Verdi) riconosce che tali blocchi non sono una novità, eppure ritiene il Consiglio ancora rilevante. Con un seggio, sostiene, la Germania potrebbe affrontare in modo costruttivo le questioni aperte e avanzare proposte di riforma.
L’ultima presenza tedesca nel più influente organo dell’ONU risale al 2019-2020, la sesta in assoluto nella storia della Germania federale.




