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AfD al forum del governo russo a Pietroburgo. Gli altri partiti: “Sottomessi a un criminale di guerra”

Mercoledì, a San Pietroburgo, ha preso il via il Forum economico internazionale promosso dal governo russo, evento annuale noto come St. Petersburg International Economic Forum (SPIEF): AfD è l’unico partito tedesco a essere presente.

L’evento, attivo dal 1997 con oltre 130 Paesi coinvolti, Stati Uniti inclusi, è descritto come spazio di confronto tra realtà economiche russe, mercati emergenti e diversi attori globali. L’edizione attuale segna anche il ritorno ufficiale di imprese tedesche dopo diversi anni di assenza.

“Atto di sottomissione politica a un criminale di guerra”

I membri di AfD presenti a San Pietroburgo sono i deputati del Bundestag Markus Frohnmaier e Steffen Kotré e un portavoce del partito ha commentato la loro partecipazione al forum con la necessità di mantenere contatti aperti e canali di comunicazione con tutte le parti coinvolte, senza interruzioni. Di diverso avviso, però, sono gli altri partiti tedeschi.

Marc Henrichmann (CDU), presidente della commissione parlamentare di controllo dei servizi segreti, ha definito infatti questi viaggi altamente rischiosi sul piano della sicurezza, intervenendo anche con dichiarazioni piuttosto nette rivolte al quotidiano Handelsblatt.

Henrichmann ha accusato di AfD di lasciarsi “osservare e accogliere dall’apparato di Putin a San Pietroburgo” e ha quindi rincarato la dose parlando di “atto di sottomissione politica a un criminale di guerra”.

“AfD vuole trasformare la Germania in un avamposto della Russia”

Sebastian Fiedler, portavoce per la politica interna del gruppo parlamentare dell’SPD, ha definito la partecipazione di AfD al forum di San Pietroburgo problematica sotto il profilo della sicurezza, mentre Konstantin von Notz dei Verdi ha affermato senza mezzi termini che «AfD non rappresenta gli interessi tedeschi” ma “vuole trasformare la Germania in un avamposto della Russia”.

Critiche alle aziende tedesche che partecipano al Forum

Alcune critiche sono state rivolte anche alle imprese tedesche presenti al forum. Parlando con ARD Morgenmagazin, il politico cristiano-democratico Jürgen Hardt ha infatti ricordato che la Germania ha scelto di contrastare l’aggressione russa nella guerra contro l’Ucraina anche isolando Mosca sul piano politico ed economico.

Per questo Hardt ritiene che la presenza di rappresentanti economici tedeschi al Forum di Putin sia non solo in aperta contraddizione con questo intento, ma vada anche contro gli interessi della politica tedesca ed europea.

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