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Ranking Unicef: la Germania è in fondo alla classifica per il benessere dei bambini

L’Istituto di ricerca Innocenti dell’Unicef ha appena pubblicato il rapporto per il 2026 sul benessere dei bambini nei paesi ad alto reddito e le notizie, per la Germania, non sono buone: è venticinquesima su 37. La classifica, che viene stilata regolarmente dal 2000, riflette una stagnazione ormai strutturale: anche nell’anno precedente il risultato era collocato nella fascia medio-bassa, ben distante dalle potenzialità di uno Stato con le risorse economiche della Germania.

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Paesi Bassi, Danimarca e Francia in testa, Italia nella parte alta della classifica

In cima alla graduatoria si trovano i Paesi Bassi, la Danimarca e la Francia. Significativo è il fatto che alcuni paesi con una capacità economica sensibilmente inferiore riescano a garantire condizioni di crescita complessivamente più favorevoli: la Romania si colloca al nono posto, l’Ungheria al decimo, la Slovacchia al diciannovesimo. L’Italia è nella parte alta della classifica, al dodicesimo posto.

La valutazione riguarda i paesi membri dell’Unione Europea e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Tra tutti i paesi esaminati, in media quasi un bambino su cinque vive in condizioni di povertà economica. In Germania, questo dato si attesta intorno al 15% da anni, senza variazioni rilevanti.

Istruzione: il dato più critico. I bambini tedeschi hanno competenze inferiori alla media

Sul fronte dell’istruzione, i risultati tedeschi vengono definiti dall’Unicef “allarmanti”: soltanto il 60% dei quindicenni raggiunge le soglie minime di competenza in lettura e matematica. In una graduatoria che comprende 41 paesi con dati educativi confrontabili, la Germania occupa il 34° posto.

Irlanda, Slovenia e Corea del Sud hanno ottenuto risultati superiori, anche partendo da condizioni economiche meno favorevoli. L’Irlanda guida addirittura la classifica delle competenze in lettura e matematica.

In Germania il benessere dei bambini dipende dalla classe economica dei genitori

La variabile che amplifica il problema è quella socioeconomica. Tra i giovani tedeschi provenienti da famiglie economicamente svantaggiate, solo il 46% ha raggiunto le competenze di base. Nelle famiglie con redditi elevati, la quota sale al 90%. Un divario di 44 punti percentuali che segnala una correlazione robusta tra estrazione sociale e rendimento scolastico.

L’Associazione sociale tedesca ha parlato di dati catastrofici e ha indicato nell’istruzione lo strumento principale per interrompere il ciclo della povertà. Pur apprezzando gli stanziamenti previsti nel bilancio federale per dotazioni digitali e materiali didattici, l’associazione ha sottolineato la necessità di incrementare il numero di insegnanti, ampliare il sostegno scolastico gratuito e rafforzare l’accompagnamento medico-scolastico, psicologico e socio-pedagogico.

Per la salute fisica la Germania ottiene un risultato migliore rispetto ad altri indicatori, collocandosi al 15° posto su 41 paesi: fascia medio-alta. Anche qui, tuttavia, il reddito familiare incide in modo netto. Il 79% dei bambini appartenenti al quintile più ricco gode di ottima salute, percentuale che scende al 58% tra i bambini delle famiglie con i redditi più bassi.

Lo stesso accade se si analizza il benessere psicologico di bambini e ragazzi. Tra i quindicenni tedeschi delle famiglie meno abbienti, il 61% si dichiara molto soddisfatto della propria vita. Nelle famiglie benestanti la quota raggiunge il 73%. Un gap di dodici punti che attraversa, in modo trasversale, tutte le dimensioni analizzate dallo studio.

Le indicazioni dell’Unicef al governo tedesco

L’Unicef Germania ha rivolto al governo tedesco una serie di raccomandazioni operative. I fondi pubblici, secondo l’organizzazione, dovrebbero essere orientati con priorità verso le aree di maggiore bisogno, garantendo a tutti i bambini l’accesso effettivo a scuole adeguatamente attrezzate, prestazioni sanitarie e spazi di socialità come i parchi giochi. Sul piano costituzionale, l’Unicef segnala che un riconoscimento esplicito dei diritti dei bambini nella Costituzione potrebbe tradursi in una maggiore considerazione degli interessi dell’infanzia nelle decisioni politiche.

Il direttore generale di Unicef Germania Christian Schneider ha commentato i risultati ricordando che la lotta alla povertà infantile dovrebbe diventare una priorità politica assoluta. Ha anche ammonito il governo ricordando che non investire nella partecipazione, nell’istruzione e nell’assistenza sanitaria per le generazioni più giovani non vol dire solo danneggiare i bambini di oggi, ma anche condannarsi a pagare un prezzo sociale ed economico molto alto in futuro.

Lo studio completo è disponibile qui.

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