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Ricoverata a Düsseldorf una passeggera dell’Hondius che è stata a contatto con una vittima di hantavirus

Mercoledì sera, poco prima delle 20:00, un aereo speciale è atterrato ad Amsterdam con a bordo una donna tedesca di 65 anni, che si ritiene sia stata contatto diretto di una passeggera tedesca deceduta per hantavirus sulla nave da crociera “Hondius“. Da Schiphol, la paziente è stata presa in carico dai vigili del fuoco di Düsseldorf e trasportata all’ospedale universitario della città con un mezzo attrezzato per casi altamente contagiosi.

Il convoglio, composto da diversi veicoli dei vigili del fuoco e della protezione civile, ha percorso il tragitto in tre ore e mezza con le sirene accese, arrivando all’ingresso sud della clinica alle 23:25. Si tratta di un accesso diverso rispetto all’ingresso principale. L’accesso sud era già stato utilizzato in passato per esercitazioni su scenari analoghi, nei quali si simulava il trasporto di pazienti affetti da patologie altamente contagiose.

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Sedici ore di operazioni per i vigili del fuoco di Düsseldorf

La missione era partita la mattina stessa: alle 10:00, una squadra di 17 operatori su sei veicoli aveva lasciato Düsseldorf diretta verso i Paesi Bassi. La scelta di un dispiegamento così ampio risponde a una logica precauzionale precisa: garantire riserve sia di personale che di materiale, in modo che l’equipaggio possa operare in piena autonomia anche in caso di imprevisti. La paziente è stata imbarcata direttamente sulla pista dell’aeroporto di Schiphol.

Secondo l’OMS, dalla “Hondius” erano stati prelevati in totale tre pazienti con sospetto di hantavirus. Gli altri due, secondo il RIVM, provenivano rispettivamente dall’Inghilterra e dai Paesi Bassi.

La donna ricoverata non presenta i sintomi dell’hantavirus

Al momento del ricovero, la donna non presentava alcun sintomo. L’ospedale universitario di Düsseldorf non ha ancora stabilito se la donna abbia effettivamente contratto l’hantavirus, e  il ricovero è avvenuto a titolo precauzionale. Una volta valutato il quadro clinico, verranno condotti test virologici per rilevare l’eventuale presenza del virus. Se le condizioni lo permetteranno, la paziente potrà essere trasferita in una struttura più vicina al suo luogo di residenza.

Il virologo curante  Torsten Feldt  ha precisato che la presenza o assenza di sintomi rappresenta il primo elemento di valutazione, a cui seguiranno le indagini di laboratorio.

Un reparto attrezzato per le malattie ad alto rischio

La clinica universitaria di Düsseldorf annovera tra le sue strutture un reparto di isolamento dedicato a patologie altamente contagiose, tra cui il virus Ebola, e dispone di specializzazioni in virologia e infettivologia. Per questa paziente, tuttavia, il ricovero in quel reparto non è stato ritenuto necessario, almeno in questa fase.

Il direttore dell’Istituto di Virologia dell’ospedale  Jörg Timm  ha espresso una valutazione cauta sul rischio di diffusione: le misure adottate durante il trasporto sono state calibrate per escludere qualsiasi trasmissione. Timm ha inoltre sottolineato che la trasmissione interumana dell’hantavirus rimane un evento raro, e che quanto avvenuto a bordo della “Hondius” va considerato un’eccezione piuttosto che una regola.

Il focolaio sulla “Hondius”: tre morti e otto casi possibili di hantavirus

La nave da crociera “Hondius” è al centro di un focolaio che ha già causato tre decessi: una coppia di anziani olandesi e una donna tedesca. L’OMS stima attualmente otto casi di infezione, tre dei quali confermati da test di laboratorio, con la possibilità che il numero cresca alla luce di ulteriori casi sospetti. Altri pazienti si trovano in cura a Johannesburg e a Zurigo.

Secondo il governo argentino, citato dall’Associated Press, l’ipotesi più accreditata per spiegare l’origine del contagio punta a  un’escursione di birdwatching: durante l’uscita, i passeggeri potrebbero essere entrati in contatto con  roditori infetti  in prossimità di una discarica.

I test preliminari condotti su un passeggero trasferito in Sudafrica hanno rilevato la presenza del ceppo  Andes  dell’hantavirus, come comunicato mercoledì dal Ministero della Salute sudafricano. Questo ceppo, diffuso principalmente in Sudamerica, presenta un profilo di pericolosità superiore rispetto alle varianti circolanti in Europa: nei soggetti colpiti, la frequenza di decorsi gravi e di esiti fatali è considerevolmente più alta e la trasmissione da persona a persona è possibile anche se non particolarmente frequente.

La “Hondius” prosegue verso Tenerife

I passeggeri rimasti a bordo della nave raggiungeranno Tenerife entro tre o quattro giorni. Lo ha dichiarato la ministra della Salute spagnola  Mónica García, confermando che il viaggio riprenderà regolarmente.

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