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Il referendum per “Berlino senza auto” non si farà: l’iniziativa popolare non ha raccolto abbastanza firme

Non ci sarà nessun referendum per limitare il traffico automobilistico privato a Berlino. Con circa 140.000 sottoscrizioni raccolte entro la mezzanotte del termine previsto, l’iniziativa “Berlin autofrei” ha mancato il traguardo: per richiedere un  referendum  sulla possibilità di una  Berlino senza auto  erano infatti necessarie 175.000 firme valide. Il dato definitivo verrà comunicato dall’ufficio elettorale regionale il 22 maggio.

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Che cosa chiedevano i promotori del referendum “Berlino senza auto”

La proposta puntava a trasformare la viabilità all’interno della circonvallazione della S-Bahn: tutte le strade non federali sarebbero diventate “strade a traffico ridotto”. Ciascun residente avrebbe conservato la facoltà di circolare in auto nel centro per un massimo di dodici giorni l’anno. Categorie specifiche, come le persone con disabilità, le forze di polizia, i mezzi di soccorso e il traffico merci sarebbero state, ovviamente, escluse dall’applicazione del limite.

La raccolta firme era partita il 9 gennaio, in parallelo con quella dell’iniziativa “Berlin werbefrei“, che punta alla rimozione della pubblicità dagli spazi pubblici cittadini e che sembra destinata allo stesso esito.

Secondo la portavoce  Marie Wagner, intervistata da rbb, le rigidissime temperature dello scorso inverno hanno pesato sulla campagna di raccolta. Le condizioni avverse avrebbero frenato sensibilmente l’adesione nei mesi di gennaio e febbraio, poiché era pressoché impossibile raccogliere firme per strada, dal momento che il traffico pedonale era quasi azzerato. Con l’innalzamento delle temperature, invece, le cose sarebbero cambiate: solo nell’ultima settimana prima della scadenza sono state ottenute 33.000 firme. Se questo ritmo si fosse mantenuto fin dall’inizio, avrebbe potuto cambiare l’esito dell’iniziativa, ma così non è stato. I promotori hanno comunque rivendicato di aver contribuito ad animare il dibattito pubblico sulla ridistribuzione dello spazio urbano tra veicoli privati e altri utenti.

Anche “Berlin werbefrei” a rischio

Analoga la situazione per l’iniziativa contro la pubblicità: i promotori avevano già dichiarato a metà settimana di aver raccolto circa 31.000 firme, ben al di sotto delle 175.000 necessarie. Salvo accelerazioni dell’ultima ora, anche questo referendum non raggiungerà la soglia minima.

Le reazioni politiche e istituzionali

Il sindaco Kai Wegner (CDU) ha accolto con favore il risultato della raccolta firme, interpretandolo come un’indicazione della preferenza dei berlinesi per quelli che ha definito approcci pragmatici alla mobilità urbana, contrapposti a quelli che ritiene essere “divieti ideologici”. Una mobilità moderna e un’offerta di trasporti adeguata, ha precisato Wegner, non necessitano di restrizioni ulteriori del traffico di auto private.

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