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“Berlino senza auto”, si torna a parlare del referendum. Cosa dicono i partiti

A Berlino si torna a discutere di “Berlin autofrei”, l’iniziativa su una Berlino “libera da auto” che punta a portare alle urne un referendum sulla riduzione del traffico automobilistico privato, con l’intento di migliorare sicurezza stradale, salute e qualità della vita.

Da gennaio il gruppo promotore raccoglie firme per una proposta di legge che prevede forti limitazioni alle auto entro il Ring, l’anello che circonda il centro cittadino e su cui si muove la S-Bahn. Con l’avvio della campagna elettorale (il 20 settembre 2026 verrà eletto un nuovo Parlamento regionale di Berlino), anche i partiti hanno iniziato a prendere posizione, restituendo un quadro decisamente variegato del dibattito.

“Berlino senza auto”: cosa prevede il referendum

Il progetto alla base del referendum propone una legge che avvii una trasformazione graduale della mobilità urbana nell’arco di un periodo di transizione di quattro anni.

Nella prima fase sarebbe previsto un limite di dodici giorni all’anno, durante i quali l’auto privata potrebbe essere utilizzata senza permessi specifici. In seguito il contingente verrebbe ulteriormente ridotto. Alle fine di questo processo, l’uso di auto all’interno del Ring della S-Bahn dovrebbe essere generalmente consentito solo con autorizzazione.

Sarebbero previste alcune eccezioni: servizi di emergenza, raccolta dei rifiuti, polizia, traffico commerciale e persone con limitazioni di mobilità.

La posizione dei partiti: CDU fortemente contraria

In risposta a una richiesta del quotidiano Berliner Zeitung, CDU, SPD, Verdi, AfD, FDP e Linke hanno espresso la loro posizione.

La CDU è il partito che esprime il rifiuto più netto nei confronti dell’iniziativa, definita dal direttivo regionale un “progetto radicale di divieti della sinistra verde”.

Secondo la CDU, il risultato di un’operazione di questo tipo produrrebbe più costi che benefici e a subire disagi sarebbero soprattutto famiglie, anziani, artigiani e pendolari.

Per i cristiano-democratici Berlino resta la “città della libertà”, concetto che includerebbe anche la possibilità di scegliere come spostarsi.

SPD scettica: priorità al trasporto pubblico

A mostrare un certo scetticismo verso il referendum è anche l’SPD e a spiegare la posizione del partito è stato il candidato di punta Steffen Krach, che ha spiegato che l’obiettivo dei socialdemocratici è una Berlino in cui le persone possano muoversi in modo affidabile giorno e notte: a piedi, in bicicletta, con autobus e treni urbani, ma anche in auto.

Più che restrizioni dirette per gli automobilisti, quindi, il partito preferisce puntare sul potenziamento del trasporto pubblico.

Verdi: i più aperti all’iniziativa

I Verdi mostrano invece una decisa apertura nei confronti dell’iniziativa, di cui i presidenti regionali Nina Stahr e Philmon Ghirmai affermano di condividere l’obiettivo generale.

Il partito dichiara che rispetterebbe un eventuale referendum e lo accompagnerebbe politicamente, sottolineando l’importanza delle iniziative popolari nella democrazia diretta.

Ridurre il traffico e restituire spazio alle persone in piena compatibilità con gli obiettivi climatici sarebbe di sicuro auspicabile, per i Verdi, che ribadiscono che il cambiamento della mobilità dovrebbe basarsi soprattutto su un sistema di trasporto pubblico forte, piste ciclabili sicure e migliori condizioni per chi si muove a piedi.

FDP contraria: “Politica simbolica”

I liberali dell’FDP respingono invece l’idea stessa del referendum, con il presidente regionale, Christoph Meyer, che parla di una “politica simbolica a scapito della realtà” e di un’iniziativa in pieno contrasto con le esigenze di una metropoli con milioni di abitanti tra cui lavoratori, famiglie, numerosi pendolari provenienti dall’area circostante, e servizi di consegna da effettuare con rapidità ed efficienza.

AfD contraria al referendum: “progetto basato su divisione e divieti”

Anche Alternativa per la Germania respinge l’iniziativa. I portavoce del gruppo parlamentare Rolf Wiedenhaupt e Frank-Christian Hansel criticano il progetto sostenendo che si baserebbe su “divisione e divieti”.

Pur ribadendo, come i Verdi, l’importanza dei referendum come strumenti di democrazia diretta e ritenendo che vadano applicati ove approvati, AfD ritiene che una simile decisione in particolare comporterebbe danni economici per la città e svantaggi significativi per molti residenti.

Linke riduzione delle auto solo con più trasporto pubblico

La Linke non ha fornito una risposta dettagliata alle domande della Berliner Zeitung prima della pubblicazione dell’articolo, ma ha rinviato a posizioni già espresse in precedenza, in cui si sottolinea che una riduzione del traffico automobilistico può essere socialmente sostenibile solo se accompagnata da un ampliamento e da una maggiore velocità del trasporto pubblico.

Anche l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW) non ha fornito una risposta prima della pubblicazione dell’articolo.

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