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Video deepfake intimo nella chat della CDU: licenziato un dipendente

Il problema dei deepfake con immagini intime, ovvero dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per ottenere immagini e video di donne reali senza vestiti, senza il consenso delle dirette interessate, continua a occupare le prime pagine dei giornali tedeschi. Dopo il caso Fernandes (che presenta profili anche più inquietanti rispetto alla “semplice” violenza digitale), si parla di una nuova istanza di abuso della tecnologia per la creazione di deepfake sessualizzati, questa volta in un contesto insospettabile: una frazione parlamentare della CDU, il partito Cristiano-Democratico tedesco. 

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Il 17 gennaio scorso, in un gruppo WhatsApp privato riconducibile al personale del gruppo parlamentare della CDU per il parlamento del Land della Bassa Sassonia, è stato condiviso un breve video, nel quale una donna ballava in bikini. Stando a quanto riferito dalla procura di Hannover, la protagonista del video sembrerebbe una collaboratrice del gruppo parlamentare e, secondo il parere dell’autorità giudiziaria, il materiale è riconoscibile come un montaggio prodotto con strumenti di intelligenza artificiale: un’immagine reale della donna sarebbe stata sovrapposta a un corpo diverso attraverso software appositi, oggi largamente disponibili.

La notizia sarebbe rimasta confinata al gruppo di chat per settimane. Solo il 27 marzo il capogruppo Sebastian Lechner e la segretaria parlamentare Carina Hermann sarebbero stati informati dell’accaduto e, a quel punto, il gruppo parlamentare avrebbe trasmesso la documentazione alla procura di Hannover e reso pubblica la vicenda.

Il responsabile della diffusione del deepfake è stato licenziato dal gruppo CDU 

Secondo quanto ricostruito dalle testate Welt e Business Insider, che sarebbero poi state confermate anche da fonti interne alla CDU, la chat riunirebbe diversi collaboratori della frazione parlamentare. Già a gennaio uno di essi avrebbe invitato gli altri partecipanti a eliminare il video e a tacere e, contemporaneamente, avrebbe notificato un richiamo scritto all’autore del materiale. La diffusione della notizia avrebbe poi accelerato le misure disciplinari: il collaboratore che aveva sollecitato gli altri a non denunciare risulta essere stato sospeso, mentre l’autore presunto del video sarebbe stato licenziato in tronco. La portavoce del gruppo parlamentare non ha rilasciato dichiarazioni alla stampa.

Nessuna indagine in corso

La procura di Hannover ha confermato di aver ricevuto la segnalazione e di aver proceduto a una prima valutazione del materiale. Al momento, però, non risultano indagini formalmente avviate contro il presunto autore. Dall’esame del video, l’ufficio inquirente non ha rilevato elementi costitutivi del reato di diffamazione. Sussiste invece il sospetto di una violazione della legge sul diritto d’autore, qualora l’immagine della donna fosse stata manipolata senza consenso.

Sul piano procedurale, si tratta di un reato perseguibile a querela di parte: la procura può procedere soltanto su iniziativa della persona offesa. Al momento in cui la notizia è diventata pubblica, nessuna denuncia era ancora stata depositata. Il termine utile scade a metà aprile: se entro quella data dovesse pervenire un atto formale, il fascicolo verrebbe riaperto.

Che cosa prevede la legge tedesca

Il caso della CDU della Bassa Sassonia è l’ennesimo in un contesto in cui la regolamentazione dei deepfake a carattere sessuale resta ancora frammentaria e profondamente lacunosa, non solo in Germania, ma in tutto il mondo. La ministra della Giustizia Stefanie Hubig (SPD) sta elaborando un disegno di legge sulla violenza sessuale digitale che, tra le sue disposizioni, prevede la punibilità tanto per chi crea quanto per chi distribuisce deepfake a contenuto sessuale. Sul versante europeo, il Parlamento europeo ha recentemente approvato il divieto di specifiche categorie di software deepfake.

La CDU ha aperto un’indagine interna

Lechner ha annunciato un’indagine interna volta a chiarire l’intera vicenda con trasparenza. Con il supporto di consulenti esterni, il gruppo parlamentare intende elaborare interventi strutturali per prevenire condotte sessiste e rafforzare il sostegno alle vittime di violenza sessuale digitale. «All’interno della CDU c’è tolleranza zero per modi di pensare e comportamenti misogini», ha dichiarato il capogruppo. Il gruppo parlamentare ha nel contempo ribadito che la presunzione di innocenza rimane pienamente operante nei confronti delle persone coinvolte e che, a tutela dei diritti individuali, non verranno rilasciate ulteriori dichiarazioni pubbliche nell’immediato.

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