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Il governo Merz crolla nei sondaggi. Solo il 15% è soddisfatto

In Germania, il governo Merz sta affrontando una crisi di popolarità ormai cronica, che emerge mese dopo mese dai sondaggi. Secondo l’ultima analisi di ARD-Deutschlandtrend, appena il 15% dei tedeschi si dice soddisfatto e dichiara di approvare l’operato dell’attuale esecutivo, guidato dall’Unione in coalizione con l’SPD. Il sondaggio è stato condotto dall’istituto Infratest dimap lunedì e martedì su un campione di 1.316 elettori e pubblicato mercoledì sera. L’insoddisfazione ha raggiunto l’84%, ben undici punti percentuali in più rispetto al mese precedente. Si tratta del dato peggiore mai registrato per questa coalizione dall’inizio del suo mandato.

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I sondaggi bocciano il governo Merz: Unione ed SPD in calo, opposizione in crescita

SPD al 12%: il valore più basso dall’agosto 2019

Nel confronto con l’inizio di marzo, il partito socialdemocratico perde due punti percentuali e si attesta al 12%, il risultato più basso dalla rilevazione di agosto 2019. Anche l’Unione cede due punti, fermandosi al 26% nelle intenzioni di voto.

I Verdi e Die Linke avanzano

Sul versante opposto, alcuni partiti registrano lievi guadagni. I Verdi salgono di un punto, raggiungendo il 14%. Die Linke ottiene lo stesso incremento e arriva al 10%. BSW e FDP si collocano entrambi al 3%, soglia che li escluderebbe dal Bundestag se le elezioni federali si tenessero questa settimana.

AfD al 25%: seconda forza del paese

AfD guadagna due punti rispetto al Deutschlandtrend di inizio marzo e si posiziona al 25%, appena sotto l’Unione e si conferma quindi come seconda forza politica nel Paese. Da quando il nuovo governo si è insediato, il partito di ultradestra non ha smesso di crescere nei sondaggi. La promessa di Friedrich Merz di “dimezzare” i consensi del partito di Weidel e Chrupalla non ha finora prodotto i risultati auspicati.

Il peso di tasse e contributi: due tedeschi su tre si sentono troppo gravati

Il 66% dei cittadini tedeschi ritiene eccessivo il proprio carico fiscale e contributivo. Tra la popolazione in età lavorativa la quota sale al 72%, mentre tra gli over 65 si attesta al 56%. Solo il 28% considera adeguato l’onere attuale; l’1% lo giudica troppo basso. Un ulteriore 3% ha dichiarato di non versare né tasse né contributi.

Anche in questo senso, le distanze tra i sostenitori dei diversi partiti sono marcate. Gli elettori di AfD esprimono il livello di insoddisfazione più alto: l’87% valuta il proprio carico fiscale e contributivo come eccessivo. All’opposto, la maggioranza relativa dei sostenitori dei Verdi, per la precisione il 63%, lo considera adeguato. A titolo comparativo, nel gennaio 2010 il 45% dei tedeschi lo riteneva appropriato e il 44% troppo elevato, sebbene in quella rilevazione la domanda riguardasse esclusivamente il carico fiscale personale.

Il 76% degli intervistati si dichiara favorevole a un’aliquota più alta per i redditi elevati abbinata a una riduzione dell’imposta per i redditi bassi e medi. Il 72% vedrebbe di buon occhio un aumento delle accise su alcol, tabacco e bevande analcoliche. Tra le proposte elaborate dalla Commissione Sanità in materia di assicurazione sanitaria pubblica, questa risulta quindi la misura più gradita. Il quadro cambia nettamente per le altre ipotesi sul tavolo: l’innalzamento dei ticket su farmaci e prestazioni mediche, l’abolizione della copertura gratuita per i coniugi e la limitazione dei rimborsi per medici e strutture private vengono respinte dalla maggioranza degli intervistati.

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