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Crisi in casa AfD: si dimette Lucassen, portavoce per la difesa

Le frizioni erano note da tempo, ma ora si è verificata la fattura definitiva: Rüdiger Lucassen, esperto di politica di difesa di AfD al Bundestag, ha lasciato con effetto immediato il suo incarico, anticipando una mozione di sfiducia nel suo gruppo parlamentare di lavoro già prevista per martedì.

La decisione, confermata dal suo ufficio, interviene in una fase delicata per il partito, segnato da divergenze sempre più evidenti sulla linea politica e sulla gestione interna.

Si dimette Lucassen, esperto di difesa di AfD

Nella comunicazione indirizzata alla presidenza del gruppo parlamentare, il deputato 74enne ha spiegato di voler evitare ulteriori polemiche interne che avrebbero potuto incidere negativamente sulle imminenti elezioni regionali.

“Le mie azioni sono sempre volte a salvare il nostro Paese, che si trova in gravi difficoltà” ha ribadito Lucassen.

Tensioni sulla linea di difesa e sulla NATO

Alla base della crisi emergono divergenze profonde, non limitate a singoli episodi e spesso legate al fatto che il deputato di AfD, già ufficiale di lungo corso della Bundeswehr, si collochi su posizioni favorevoli alla NATO e al blocco occidentale.

Tra i temi più divisivi figura inoltre il ripristino della leva obbligatoria, sostenuto apertamente da Lucassen e previsto nel programma del partito. Tuttavia, nelle associazioni regionali dell’est della Germania, questa posizione incontra resistenze, in un contesto in cui AfD tende a presentarsi come partito pacifista o forse, come ritengono alcuni analisti, più fedele a Mosca.

Lo scontro con Björn Höcke

Il confronto interno si è spesso inasprito, intrecciandosi con tensioni che hanno coinvolto altre figure di spicco del partito. A questo proposito Lucassen ha attribuito la spinta verso la sua rimozione dal suo incarico ai sostenitori di Björn Höcke, leader del partito in Turingia.

Secondo il deputato dimissionario, Höcke avrebbe infatti assunto posizioni critiche sull’idea stessa di difesa della Germania e le divergenze sono sfociate in uno scontro pubblico sulla piattaforma X, amplificato in seguito dai media. Nel fine settimana precedente alle dimissioni, Lucassen aveva inoltre rivolto accuse dirette al collega Torben Braga, considerato vicino a Höcke.

Jan Nolte: “Non siamo telecomandati dalla Turingia”

Insomma, sostanzialmente Lucassen accusa i suoi detrattori interni ad AfD di essere condizionati dall’articolazione del partito in Turingia e di muoversi in una direzione ostile alla Repubblica Federale riproponendo “il vecchio slogan di battaglia della DDR”.

“Persone come me vengono denigrate da voi come rappresentanti dell’establishment della Repubblica Federale. Come rappresentanti di uno Stato che è ormai il più antico sul suolo tedesco” ha rinaditoLucassen su X. Gli ha risposto il deputato dell’Assia Jan Nolte, membro della stessa commissione per la difesa di Lucassen, dichiarando che “Né il gruppo di lavoro sulla difesa, né AfD sono telecomandati dalla Turingia”.

Le critiche a Lucassen e al suo stile di leadership

Diversi esponenti di AfD sostengono invece che le contestazioni nei confronti di Lucassen non abbiano nulla a che vedere con Höcke, o con il servizio militare obbligatorio, ma piuttosto con la sua gestione della leadership che in alcuni casi, avrebbe generato più di un malcontento.

Tra gli episodi citati, la pubblicazione di un documento programmatico sul ruolo della Bundeswehr durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, che Lucassen avrebbe presentato senza previa condivisione con i colleghi. Anche Heinrich Koch, pur condividendo in linea di principio le posizioni di Lucassen sul blocco atlantico, ha indicato alla base della mozione di sfiducia del politico 74enne il modo in cui avrebbe gestito il suo ruolo di vertice.

Gestione provvisoria e prossimi passaggi

Dopo le dimissioni, la guida del gruppo di lavoro sulla difesa dovrebbe passare temporaneamente a Jan Nolte. La decisione definitiva sulla redistribuzione degli incarichi resta comunque di competenza dell’intero gruppo parlamentare AfD.

Il quadro resta quindi aperto, mentre la ridefinizione degli equilibri interni appare affidata alle prossime decisioni del gruppo parlamentare.

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