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Scontro interno ad AfD. Lucassen: “il partito rischia di sprofondare nel vuoto”

Al Bundestag, le tensioni non si registrano solo all’interno della coalizione di governo nero rossa, ma anche all’interno del gruppo parlamentare di AfD, che, visto da fuori, potrebbe sembrare monolitico. Il contrasto è tra due figure di peso: Rüdiger Lucassen, responsabile della politica di difesa del partito di ultradestra, e Björn Höcke, leader regionale della Turingia nonché una delle figure più seguite all’interno del partito, considerato il volto della sua frangia più a destra. I due sembrano vederla in modo fondamentalmente diverso sul tema del servizio militare e, più in generale, del rapporto con lo Stato.

La frattura tra Lucassen e Höcke sulla Bundeswehr

Tutto nasce da un intervento parlamentare di Höcke nel parlamento della Turingia, nel quale il leader regionale aveva posto una domanda retorica: quale giovane vorrebbe prestare servizio militare in un esercito privo di patriottismo e tradizione?

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Björn Höcke.
Foto: EPA-EFE/FRIEDEMANN VOGEL

Nel suo discorso, Höcke aveva elencato fenomeni che considera sintomi di decadenza, come simboli delle cose che oggi lo Stato protegge e che, secondo Höcke, non dovrebbero avere posto in Germania, dagli “spettacoli drag queen negli asili nido” dino ai mercatini natalizi trasformati in eventi protetti da barriere di cemento, passando, ovviamente, per l’immigrazione di massa e per un vecchio cavallo di battaglia di Höcke, ovvero quello che il leader della seziona Turingia chiama “Orgoglio del senso di colpa”, riferendosi all’attenzione che la Germania dedica a riconoscere i crimini del nazismo e ad assumersene la responsabilità. La posizione di Höcke sul servizio militare e sulla Bundeswehr è che, prima di arruolare altri giovani nell’esercito tedesco, lo Stato stesso deve cambiare, per tornare a essere uno Stato dei tedeschi.

Lucassen, ex ufficiale della Bundeswehr, non ha digerito quelle affermazioni. All’inizio di dicembre è intervenuto al Bundestag con una replica diretta e ha accusato Höcke di suggerire che AfD abbia abbandonato la Germania.

“AfD rischia di sprofondare nel vuoto”

La risposta del partito non si è fatta attendere. Höcke può contare su un fortissimo sostegno interno e tutte la frangia dei suoi sostenitori ha preteso che il gruppo parlamentare affrontasse pubblicamente quella che consideravano una critica inaccettabile proveniente da Lucassen.

La richiesta è stata bocciata, anche su pressione della leader del partito Alice Weidel. Nonostante questo, la presidenza del gruppo parlamentare ha chiesto spiegazioni a Lucassen.

Lucassen ha risposto con una dichiarazione, riportata da diversi media tedeschi, nella quale resta fermo sulle sue posizioni. Come militare di carriera, si sente toccato personalmente dall’idea che la Bundeswehr non conosca più il patriottismo. Ma il punto centrale non è neppure questo, quanto piuttosto il futuro di AfD e ciò che il partito di ultradestra sta diventando.

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Secondo Lucassen, seguire la linea di Höcke significherebbe alienarsi i militari, le loro famiglie, e quegli elettori che si aspettano responsabilità istituzionale dal partito, specialmente in un anno in cui si presume che questo arriverà a ricoprire alcune cariche almeno a livello locale. Lucassen scrive che AfD, se arrivasse al governo in qualunque misura dovrebbe amministrare, curare, proteggere lo Stato tedesco.

Chi rifiuta questo compito, sostiene Lucassen, è destinato al fallimento e al crollo. Il partito, afferma, rischia di “Sprofondare nel vuoto”. Denigrare le istituzioni statali non può essere la linea ufficiale di un partito che aspira a governare.

La tensione tra approccio radicale e pragmatismo istituzionale, d’altra parte, non è nuova nei partiti antisistema che crescono nei consensi: esempi concreti si sono visti in moltissimi altri Paesi, compresa l’Italia. Ma per AfD, con prospettive di governo regionali sempre più concrete, la domanda diventa urgente. È possibile mantenere la retorica anti-establishment e contemporaneamente prepararsi a esercitare il potere dell’establishment? E se a trascinare l’elettorato fosse proprio quel tipo di retorica, destinata a sparire quando chi la utilizza diventa l’incarnazione dell’autorità?

Lucassen sembra convinto che le due cose siano inconciliabili. Höcke rappresenta invece una corrente che subordina la partecipazione al governo a una trasformazione radicale delle istituzioni a immagine e somiglianza del partito. Due visioni inconciliabili che ora si scontrano apertamente. Nel mezzo, una leadership che cerca di mediare senza schierarsi, consapevole che ogni scelta rischia di spaccare il partito.

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