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“Nessun cancelliere ha mai dovuto sopportare tutto questo”: Merz si lamenta degli attacchi

Nel corso di un’intervista rilasciata a Der Spiegel, il cancelliere tedesco Friedrich Merz  ha affrontato il tema degli attacchi ricevuti, sostenendo che nessun capo dell’esecutivo tedesco abbia dovuto sopportare lo stesso livello di ostilità.

Il riferimento di Merz prende le mosse da una generale crisi dei consensi, evidente negli ultimi sondaggi, ma si lega anche a una fase politica segnata da tensioni comunicative e da polemiche che alzano il livello dello scontro, “rimbalzando” e degenerando sui social.

Il linguaggio pubblico di Merz: diretto o controverso?

Nell’intervista, Merz ha parlato del suo linguaggio pubblico, prendendo atto di come alcune frasi abbiano generato polemiche. Impossibile non pensare, ad esempio, a quando il cancelliere si è riferito all’immigrazione incontrollata  definendola un problema di “panorama urbano”.

In merito, il cancelliere ha affermato di avere un linguaggio “diretto per natura” e ha aggiunto che questa sua caratteristica tende a scontrarsi con una percezione pubblica definita come ipersensibile e “incline a farsi triggerare”.

Friedrich Merz. Foto: EPA/CLEMENS BILAN

Merz colpito dall’ostilità sui social: “Attaccato e svalutato”

Merz ha poi parlato del livello di ostilità espresso, al suo indirizzo, soprattutto sui social network. Il cancelliere ha dichiarato di utilizzare tali piattaforme solo in modo occasionale, ma ha sottolineato di essere rimasto molto colpito dagli attacchi subiti in questo ambito.

“Se si guarda a ciò che viene diffuso su di me, a come vengo attaccato e svalutato, nessun cancelliere federale prima di me ha dovuto sopportare qualcosa del genere” ha dichiarato. “Non mi lamento di questo, ma la situazione è questa” ha chiosato.

Consenso in calo e dati dei sondaggi

Intanto, il cancelliere continua a registrare un calo drammatico nei consensi. Un sondaggio Forsa pubblicato di recente, infatti, indica che solo il 15% dei cittadini giudica positivamente il suo operato, mentre l’83% si dichiara insoddisfatto.

Che questo minimo storico di popolarità dipenda dal carattere “ondivago” delle posizioni di Merz, che a volte sembrano cambiare troppo rapidamente, dalla gestione di temi complessi come il rapporto con AfD oppure da una percepita crisi economica e sociale che non appare in via di risoluzione, di certo l’opinione pubblica, al momento, non supporta né il cancelliere né la sua coalizione di governo.

Il ministro delle finanze Lars Klingbeil, 29 Aprile 2026. Foto: EPA/CLEMENS BILAN

Il nodo della “tassa sui ricchi” e gli scontri interni al governo

Merz si è infine dichiarato aperto alla possibilità di un aumento della cosiddetta “Reichensteuer”, la tassa sui redditi più elevati. Ha però posto come condizione il fatto che venga attenuata l’aliquota fiscale nella fascia più alta e venga abolito il contributo di solidarietà.

A livello di coalizione, ha richiamato la necessità di una maggiore coesione tra i partner di governo e a questo proposito ha aggiunto che la percezione della difficoltà nel raggiungere posizioni comuni può incidere sulla credibilità complessiva dell’esecutivo.

Nell’affrontare questo tema, Merz ha fatto anche nomi e cognomi, ad esempio riconoscendo l’esistenza di profonde divergenze tra la ministra dell’Economia Katherina Reiche (CDU) e il ministro delle Finanze Lars Klingbeil  (SPD).

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