Dalla primavera del 2024 il nome di Maximilian Krah, già candidato di punta di AfD alle elezioni europee, ricorre con crescente frequenza negli atti giudiziari tedeschi. Tutto ha avuto inizio con l’arresto di un suo stretto collaboratore, accusato di spionaggio a favore della Cina e condannato in seguito a una pena di quasi cinque anni di reclusione. Da quell’episodio si è aperta una catena di sviluppi giudiziari che ha progressivamente investito lo stesso politico.
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La Procura generale di Dresda ha avviato un procedimento preliminare contro Krah nel maggio 2024, poi sfociato in indagini formali per corruzione e riciclaggio di denaro. Le accuse hanno a che fare con pagamenti ricevuti dalla Cina durante il suo mandato da eurodeputato. Krah ha sempre respinto le contestazioni definendole “politiche”.
La revoca dell’immunità e le prime perquisizioni
Con l’elezione al Bundestag, il cui seggio Krah ha ottenuto con mandato diretto in Sassonia alle elezioni federali del 2025, Krah ha acquisito la protezione parlamentare prevista dal diritto tedesco. Questo ha reso necessario un passaggio formale prima di poter procedere con qualsiasi misura investigativa a suo carico.
Il Bundestag ha concesso alla Procura generale l’autorizzazione a condurre le misure investigative già nel maggio 2025. A settembre dello stesso anno è arrivata la revoca dell’immunità, che ha aperto la strada alla perquisizione dell’ufficio e dell’abitazione del deputato.
L’indagine per riciclaggio a carico di Krah, prosegue con nuove perquisizioni
L’ultimo atto del procedimento riguarda invece soggetti diversi dall’indagato principale. Le perquisizioni più recenti, comunicate dalla Procura generale di Dresda, non erano dirette contro Krah in prima persona, bensì contro terzi non meglio identificati. Il portavoce della procura, interpellato dalla stampa tedesca sull’identità dei soggetti coinvolti, non ha fornito chiarimenti. L’autorità inquirente ha indicato che si presume possano essere rinvenute prove rilevanti.
Queste ultime misure non rientravano nella copertura della precedente decisione parlamentare: il Bundestag ha dovuto concedere una nuova autorizzazione, approvata giovedì con voto unanime. Si tratta, come precisato dalla stessa procura, di un ampliamento delle attività investigative già in corso, non dell’avvio di un procedimento autonomo con nuove imputazioni a carico del deputato.
La Procura generale ha tenuto a precisare che le recenti perquisizioni non comportano l’introduzione di capi d’accusa aggiuntivi contro Krah. Il procedimento si inserisce nel solco delle indagini già avviate, e la presunzione di innocenza rimane in vigore. Il 49enne siede tuttora tra i banchi del Bundestag, dove continua a esercitare il suo mandato.




