Nei primi giorni del conflitto in Iran, i mercati europei hanno registrato un’impennata senza precedenti dei prezzi del gas, spingendo la Commissione europea a prendere in considerazione interventi straordinari, come il tetto ai prezzi, per contenere l’impatto sui cittadini e sulle imprese.
Aumento vertiginoso dei prezzi del gas: la Commissione valuta un tetto ai prezzi
Nella giornata di mercoledì, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha illustrato davanti al Parlamento europeo alcune delle opzioni al vaglio.
Tra queste figura l’introduzione di un tetto statale ai prezzi del gas, insieme a possibili sussidi diretti e a un ampliamento delle regole sugli aiuti di Stato. L’obiettivo dichiarato è mitigare l’impatto immediato della crisi energetica sui bilanci pubblici e privati, pur mantenendo la stabilità dei mercati.
Il blocco dello Stretto di Hormuz e l’aumento dei prezzi
L’impennata dei prezzi è stata scatenata dal blocco dello Stretto di Hormuz, tra il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman, attraverso il quale passa circacirca il 20-27% del petrolio globale (oltre 20 milioni di barili al giorno) e circa un quinto del gas naturale liquefatto (GNL) mondiale.
In base ai dati di mercato riportati da Euractiv, dalla chiusura dello stretto, i prezzi del gas in Europa sono saliti di oltre il 50% e il prezzo del petrolio ha superato temporaneamente i 100 dollari al barile.
Per i contribuenti europei, nei primi dieci giorni del conflitto, i costi aggiuntivi sono stimabili in circa tre miliardi di euro e l’aumento purtroppo è destinato a riflettersi immediatamente anche sulle bollette dell’energia elettrica, poiché il prezzo finale sul mercato europeo è spesso determinato dalle centrali a gas.
Von der Leyen esclude il ritorno al gas russo
In seguito a questa crisi e alla complessità della situazione, il vertice UE programmato per il 19 e 20 marzo, che era stato inizialmente destinato a una discussione dalla competitività, sarà ora focalizzato prevalentemente sulla gestione della crisi energetica.
Nel contempo, von der Leyen ha escluso recisamente un ritorno al gas russo, definendolo un “errore strategico” che aumenterebbe la vulnerabilità dell’Europa.




