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Ambasciatore iraniano a Berlino: “Non c’è ostilità verso gli ebrei. Il problema è il regime israeliano”

L’ambasciatore iraniano a Berlino è intervenuto sulle responsabilità del regime israeliano nella guerra in corso con un’intervista alla Berliner Zeitung in cui ha definito con chiarezza la posizione di Teheran e precisato che l’Iran non ha alcun problema con gli ebrei, ma solo con il governo di Netanyahu.

Nell’intervista il diplomatico, da poco insediatosi nella capitale tedesca, ha affronta i punti chiave del conflitto, dal coinvolgimento di Stati Uniti e Israele alle tensioni nella regione, non lesinando critiche nei confronti dell’Europa e della Germania.

Ambasciatore iraniano a Berlino: difesa di Teheran e critiche al regime israeliano

Nel corso dell’intervista al quotidiano berlinese, l’ambasciatore iraniano ha presentato il suo Paese come orientato al dialogo, sostenendo tuttavia che l’Iran non possa fare altro che reagire, se altri decidono di attaccare. Per questo ritiene che l’intera responsabilità della guerra in corso ricada ricade “sugli Stati Uniti e sul regime israeliano”, indicati come gli unici attori ad aver determinato l’escalation.

La risposta sugli attacchi nella regione: “Occhio per occhio”

Interpellato sugli attacchi che hanno coinvolto Paesi musulmani vicini con cui l’Iran mantiene rapporti, l’ambasciatore ha richiamato una posizione già espressa prima dell’inizio delle ostilità. L’Iran, ha spiegato, aveva chiarito che qualsiasi utilizzo di basi nella regione da parte di Stati Uniti o Israele contro il proprio territorio avrebbe comportato una risposta, indipendentemente dalla loro ubicazione.

Di conseguenza, pur nel rispetto della sovranità dei Paesi vicini, l’Iran intende continuare a difendersi se una base militare viene usata per attaccare Teheran. “Occhio per occhio” ha dichiarato senza mezzi termini l’ambasciatore iraniano.

Stretto di Hormuz e implicazioni economiche

Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il tema dello stretto di Hormuz, snodo centrale per il commercio globale di petrolio e gas naturale liquefatto.

Secondo quanto dichiarato dall’ambasciatore, il passaggio resta aperto per tutti gli attori che non vengono considerati aggressori, ma Teheran ha già dichiarato che, per chi partecipa al conflitto contro l’Iran, è invece interdetto il passaggio di qualunque nave, pena l’attacco immediato. Una strategia che di fatto esercita una notevole pressione nella valutazione internazionale di un possibile intervento a sostegno di USA e Israele.

“In Iran nessuna ostilità verso gli ebrei, ma solo verso il regime israeliano”

Uno dei punti nodali dell’analisi riguarda naturalmente il rapporto con Israele. L’ambasciatore iraniano ha infatti sottolineato la differenza tra ebrei, israeliani e Netanyahu, ricordando che in Iran sono presenti comunità ebraiche con rappresentanza parlamentare e dichiarando che Teheran non ha ostilità nei confronti degli ebrei, ma solo “verso il regime israeliano”.

Critiche all’Europa e alla Germania: nessuna presa di posizione

Nel corso dell’intervista, l’ambasciatore ha dichiarato che l’Iran non si fida degli Stati Uniti e che ha appreso questa lezione fin dagli anni cinquanta, ma non ha lesinato critiche neanche all’Europa. Il diplomatico ha infatti osservato come Russia e Cina abbiano esplicitamente condannato gli attacchi all’Iran, mentre i Paesi europei, Germania inclusa, non abbiano assunto una posizione analoga.

Il riferimento è in particolare agli attacchi sulla città iraniana di Minab, ai quali viene attribuito un bilancio di oltre 175 morti, tra cui numerosi bambini, e a cui si sono esplicitamente riferiti alcuni manifestanti presenti all’esterno dell’ambasciata iraniana. Alcune persone, infatti, proprio mentre aveva luogo l’intervista, hanno esibito manifesti con immagini di bambini accompagnate da cifre relative al numero delle vittime.

Secondo il diplomatico iraniano, se esistono regole internazionali, devono essere applicate in modo uniforme. Da qui la richiesta alla Germania di esprimere una posizione chiara.

Fiducia e condizioni per il dialogo

In chiusura, l’ambasciatore ha indicato come condizione preliminare per qualsiasi politica di distensione la necessità di un primo passo da parte dei responsabili dell’aggressione. Gli attacchi devono cessare, e devono esserci garanzie e adeguati risarcimenti.

Solo in questo modo e attraverso l’invio di un segnale di fiducia inequivoco, l’Iran potrà aprire uno spazio di confronto. In assenza di questo passaggio tassativo, ogni ipotesi di dialogo resta sospesa.

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