Allarme bomba al processo contro l’ex terrorista rossa Daniela Klette
Mercoledì scorso il processo contro Daniela Klette, presunta ex terrorista della RAF, è stato interrotto a causa di un allarme bomba legato a un oggetto sospetto trovato negli armadietti dei visitatori del tribunale di Verden, in Bassa Sassonia, dove si svolge il processo.
Il processo contro Daniela Klette interrotto da un allarme bomba a Verden
L’allarme è scattato quando, durante una routine di controllo, i cani addestrati hanno reagito in modo anomalo in prossimità degli armadietti in questione. s
Gli esperti intervenuti hanno in seguito accertato che l’oggetto non era esplosivo, ma la necessità di verificare ha reso necessaria la sospensione temporanea del procedimento giudiziario. Non è stato ancora chiarito a chi appartenesse l’oggetto, né come fosse stato depositato.
Le accuse contro Daniela Klette. Garweg e Staub ancora latitanti
Daniela Klette è imputata da circa un anno per una serie di rapine commesse, secondo l’accusa, insieme ai latitanti Burkhard Garweg ed Ernst-Volker Staub, dopo lo scioglimento della RAF, cellula di estrema sinistra di cui tutti e tre erano membri.
I principali target delle rapine sarebbero stati furgoni portavalori e uffici cassa dei grandi supermercati, mentre lo scopo sarebbe stato finanziare la vita in clandestinità degli ex membri della cellula.
La cattura di Daniela Klette, che a Berlino diceva di chiamarsi Claudia Ivone
Klette è stata arrestata a Berlino nel febbraio 2024 dopo circa trent’anni di latitanza. In base a quanto accertato dopo la cattura, è emerso che la donna vivesse nel distretto di Kreuzberg sotto il falso nome di Claudia Ivone, partecipando con una certa regolarità ad attività culturali e sportive come il Carnevale delle Culture, corsi di capoeira, danze afro-brasiliane e pilates.
Il DNA potrebbe collegare Klette (e gli altri) alle rapine
Secondo le autorità, a collegare Klette, Garweg e Staub alle apine commesse tra il 1999 e il 2016 sarebbero emersi grazie a tracce di DNA, in base a indagini condotte dall’Ufficio di polizia criminale della Bassa Sassonia. Le indagini su eventuali reati commessi all’epoca della RAF, invece, restano sotto la competenza della Procura federale, ma non influiscono direttamente sul procedimento in corso a Verden.




