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Anni di abusi nelle strutture dei francescani tedeschi: il rapporto lo conferma, l’ordine chiede scusa

Oltre ottant’anni di storia, più di cento vittime accertate, e nessun caso scoperto dall’interno. L’istituto di ricerca IPP di Monaco di Baviera ha reso pubblico uno studio che fotografa con precisione la portata degli abusi sessuali avvenuti nelle strutture dell’Ordine dei Francescani Tedeschi dal 1945, evidenziando l’incapacità o la riluttanza dell’istituzione religiosa ad affrontarli.

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I Francescani tedeschi chiedono perdono alle vittime

Il ministro provinciale dell’Ordine Francescano Markus Fuhrmann ha chiesto perdono alle vittime in termini espliciti, riferendosi ad “atti orribili” e alla condotta di chi, nel corso degli anni, “non ha guardato, non ha ascoltato o non ha agito in modo adeguato”. Fuhrmann ha parlato di fallimento totale da parte dell’ordine nel gestire il problema degli abusi sessuali.

L’incarico conferito all’IPP per la ricerca risale all’agosto 2023, quando la provincia francescana tedesca chiesto all’istituto di condurre un’indagine scientifica esterna sulla violenza sessuale al suo interno. Il rapporto conclusivo, che conta 435 pagine, è stato pubblicato il 25 febbraio 2026.

100 vittime accertate, 98 sospetti, ma potrebbe essere solo la punta dell’iceberg

I numeri emersi dalla ricerca delineano un quadro abbastanza dettagliato, ma che lascia presagire una realtà assai più estesa – soprattutto considerando che si tratta di un’indagine su fatti accaduti oltre 80 anni fa. Su un totale di circa 2.500 francescani attivi nel periodo considerato, lo studio ha identificato 98 religiosi come sospetti autori di abusi, corrispondenti a circa il quattro per cento del totale. Le vittime censite superano le 100, in prevalenza minori.

L’autore dello studio, Peter Caspari, ha precisato in conferenza stampa che nessun caso è stato individuato attraverso meccanismi interni all’ordine. La scoperta, quando è avvenuta, è arrivata dall’esterno. Gli stessi ricercatori hanno sottolineato che il numero reale delle vittime è verosimilmente molto superiore a quello documentato, tenuto conto della quota presumibilmente alta di casi mai denunciati.

Per la ricerca, l’IPP ha potuto accedere a un ampio corpus di materiale archivistico messo a disposizione dall’ordine, oltre a condurre autonome ricerche d’archivio. Lo studio ha raccolto interviste con vittime, testimoni dell’epoca e membri dell’ordine. Il rapporto ricostruisce i diversi luoghi in cui si sono verificati gli abusi: si tratta delle strutture storiche dell’ordine, ma anche di sedi legate all’attività individuale di singoli religiosi. Nel documento si dedica spazio, inoltre, anche alle forme di violenza fisica e psicologica non necessariamente di natura sessuale, nonché a un capitolo specifico sul cosiddetto abuso spirituale.

Fino al 2010, ha rilevato lo studio, i responsabili francescani non avevano avviato in modo autonomo alcun procedimento, né ecclesiastico né penale. Soltanto dall’anno successivo la dirigenza dell’ordine ha cominciato a occuparsi, in qualche forma, delle condizioni delle vittime. Per tutto il periodo precedente, la questione era rimasta sostanzialmente ignorata.

Il punto di vista delle vittime

Lo studio è stato condotto includendo il più possibile le vittime nel processo. L’IPP descrive una risposta molto variabile a seconda degli approcci utilizzati: alla fine, tre persone danneggiate hanno partecipato al gruppo di accompagnamento del progetto, mentre un numero più ampio ha preso parte alle interviste. Il rapporto ripercorre le fasi che le vittime attraversano nel confrontarsi con quanto subito, riconoscendo il peso duraturo che la violenza sessuale esercita nel corso dell’intera vita.

Il rappresentante delle vittime Peter Krosch ha accusato l’ordine di aver insabbiato i fatti per anni, voltando deliberatamente lo sguardo dall’altra parte.

L’ordine ha annunciato che seguiranno ulteriori misure, con l’obiettivo di prevenire nuovi reati di questo genere e contrastare eventuali abusi di potere. Il rapporto IPP elenca nel capitolo 8 una serie di raccomandazioni su temi e ambiti di intervento ritenuti rilevanti sia per le vittime sia per la struttura organizzativa dell’ordine, con particolare attenzione alla prevenzione. Resta aperta la questione di come le istituzioni nel frattempo trasferite a strutture gestionali indipendenti recepiranno le risultanze dell’indagine.

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