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Scuola elementare: in Germania mancano 150.000 posti a tempo pieno

Dal 1° agosto 2026, gli alunni della prima elementare possono rivendicare per legge un posto a scuola a tempo pieno. L’estensione avverrà poi gradualmente, anno dopo anno, fino ad abbracciare le classi dalla seconda alla quarta. Sul piano normativo, il quadro è definito. Sul piano strutturale, diversi Länder tedeschi, soprattutto a ovest, si presentano all’appuntamento con considerevoli lacune.

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Secondo uno studio pubblicato dall’Istituto dell’economia tedesca (IW), entro l’anno scolastico 2029/30 sarà necessario creare circa 150.000 posti aggiuntivi a tempo pieno per soddisfare le richieste già espresse dai genitori nel 2024.

Nord Reno-Westfalia e Baviera i Länder più in crisi

Le regioni con le lacune più marcate sono il Nord Reno-Westfalia, dove mancano 45.300 posti, e la Baviera, con un deficit di 42.300. Quest’ultima presenta una particolarità che i ricercatori dell’IW sottolineano esplicitamente: nel 2024, solo il 34% dei bambini in età scolare frequenta a tempo pieno, una percentuale che colloca il Land nettamente al di sotto della media nazionale.

I numeri cambiano sensibilmente se si adotta un orizzonte più ambizioso. Ipotizzando che tre bambini su quattro debbano poter accedere alla frequenza anche pomeridiana, con la supervisione per i compiti, le attività ludiche o sportive, il fabbisogno complessivo supera i 570.000 posti aggiuntivi. In questo scenario, la Baviera richiederebbe da sola oltre 204.000 nuovi posti, il Nord Reno-Westfalia circa 126.000, il Baden-Württemberg 105.000.

La Germania orientale e Amburgo: un modello già funzionante

La situazione è sostanzialmente diversa nella parte orientale del Paese e ad Amburgo. In tutti i Länder dell’ex Germania Est, così come nel capoluogo anseatico, oltre il 75% dei bambini delle scuole elementari risulta già impegnato nella frequenza a tempo pieno. L’offerta esistente viene considerata sufficiente.

Restano piccole discrepanze tra le preferenze dichiarate dai genitori e la copertura effettivamente garantita, ma secondo le stime dell’IW il calo demografico previsto nel numero di bambini in età scolare dovrebbe colmarle in modo naturale, rendendo superfluo qualsiasi ampliamento aggiuntivo dell’offerta.

Qualità e accessibilità

Wido Geis-Thöne, ricercatore dell’IW, indica che nell’espandere l’offerta i Länder dovranno prestare attenzione anche all’attrattività delle strutture per le famiglie: orari flessibili, copertura durante le vacanze scolastiche, qualità dei servizi e livello dei contributi a carico dei genitori sono tutti fattori che incidono sull’effettivo utilizzo dei posti disponibili.

Il tempo pieno, ricorda lo studio, non assolve soltanto a una funzione di supporto alla conciliazione tra vita familiare e lavorativa. Offre anche ai bambini opportunità più ampie sul piano educativo, dello sviluppo personale e della partecipazione sociale, una dimensione che rende il tema rilevante ben oltre il mero conteggio delle disponibilità.

Lo studio può essere consultato qui.

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